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Alcoa, Bentivogli (Fim Cisl): “Fare muro contro smantellamento”

Imagoeconomica

L’incontro svoltosi oggi presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico tra i vertici di Alcoa, il ministro Carlo Calenda e il presidente della Regione Francesco Pigliaru, ha avuto come tema centrale il futuro dello stabilimento del Sulcis dopo l’annuncio della multinazionale americana  dell’intenzione di smantellarlo in via definitiva. I sindacati si aspettano inoltre di sapere se Glencore (la società svizzera interessata all’acquisizione dello smelter) ha preso una decisione. 

“Il Ministro Calenda ha aperto l’incontro ricordandoci che dopo due anni da Glencore non è arrivata nessuna risposta. – sottolinea Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl- Alcoa ha ottenuto dalle istituzioni locali l’autorizzazione allo smantellamento. Ieri a fronte della richiesta di Alcoa di avviare lo smantellamento, il Governo ha chiesto di sospendere la procedura e un ulteriore periodo (12-18 mesi) per cercare un compratore e,  se entro tale periodo non si troverà un compratore, si assumerà la responsabilità di smantellare lo stabilimento, ferme restando le responsabilità di Alcoa per le bonifiche”.

“Per evitare l’azione di Alcoa di contrasto alla cessione – continua Bentivogli -, nella prima ipotesi, il Governo garantirà che lo stabilimento venga ceduto al compratore, altrimenti, si prende in carico lo smantellamento. Allo stesso tempo il Governo ha chiesto la disponibilità a poter far svolgere immediatamente la due diligence. Entro 7 giorni Alcoa risponderà  proponendo una ipotesi di accordo da siglare entro 1 novembre”.

Il Ministro Calenda – accogliendo la nostra richiesta – ha inoltre dichiarato che oggi pomeriggio firmerà l’attribuzione per il Sulcis nell’area di crisi complessa, sia per quanto riguarda la parte degli ammortizzatori sia per la legge 181, per mettere risorse sui nuovi investimenti. Ha precisato poi che tale intervento non ha nulla a che vedere con una ipotesi di nazionalizzazione, che sarebbe non solo sbagliata ma tecnicamente impossibile. Si tratta solo di una forte responsabilizzazione da parte del Governo, che si farà garante come una sorte di “filtro pubblico” per trovare una via d’uscita concreta a questa vertenza infinita. Anche le misure per gli energivori, di cui potrà beneficiare anche il restart di Portovesme, sarà inserito nella legge di stabilità”.

“Dopo sei anni di vertenza, ora è il momento di trovare veri, nuovi investitori. Finalmente il Sulcis è stato inserito nel decreto delle aree di crisi complesse:  era incredibile che finora non fosse stato previsto. La lunghezza e la drammaticità di questa vertenza è lo specchio dell’incapacità delle istituzioni, soprattutto locali, di responsabilizzare le multinazionali nella ricerca di soluzioni industriali. Fino a questo momento c’è stato un rimpallo di responsabilità inaccettabile. Dall’incontro di oggi speriamo si apra un percorso di discontinuità con l’attendismo e il benaltrismo del passato”.

Tra 15 giorni si terrà il prossimo incontro di verifica con il Ministro  nel Sulcis.

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