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Africa, guerre e guerriglie non finiscono mai e riguardano 2/3 dei 60 Stati del Continente: solo in Congo 5,4 milioni di morti

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In due terzi dei 60 stati e territori del continente africano vi sono in guerre e guerriglie che insanguinano questi paesi anche da oltre 40 anni, come, per esempio, la guerriglia separatista della Casamance in Senegal iniziata nel 1982.

Al-qaeda e Isis presenti in 15 paesi

In oltre 15 paesi africani operano i terroristi islamici di Al-qaeda e del Deash/ISIS, tra questi vi sono: Nigeria, Kenya, Algeria, Egitto, Mozambico, Niger, Burkina Faso, Mali, Chad, Tunisia, Benin, Togo, Libya, Mauritania e Somalia. In quest’ultima oltre al terrorismo islamista di al Shabab vi sono conflitti tra tribù e clan, mentre recentemente nel Somaliland, autoproclamata repubblica non riconosciuta da alcuno stato, sono scoppiati combattimenti con la zona al confine con il Puntland, regione federale della Somalia, poiché il clan della zona non vuole la secessione.

Del resto anche in Nigeria, oltre al terrorismo islamista, vi sono scontri con movimenti separatisti Igbo del Biafra o tra pastori nomadi Fulani e contadini in varie zone del paese. Gli scontri armati tra pastori nomadi Fulani e contadini sono del resto diffusi in tutti i paesi dell’Africa occidentale.

5,4 milioni di morti per la guerra in Congo

Conflitti interni con interventi di altri stati si sono verificati e sono in atto nella Repubblica Democratica del Congo-Kinshasa, dove dal 1996 si combatte nella regione dei grandi laghi ad intermittenza. La seconda guerra del Congo, detta anche guerra mondiale africana, si è svolta tra il 1998 e il 2003 è stata la più grande guerra della storia recente dell’Africa, e ha coinvolto otto paesi africani e circa 25 gruppi armati; la guerra e le sue conseguenze hanno causato circa 5,4 milioni di morti, in gran parte dovute a malattia e fame: per questo motivo la seconda guerra del Congo è stata il conflitto più cruento svoltosi dopo la seconda guerra mondiale nel mondo. Una terribile realtà che pochi conoscono e che spesso molti tendono a ignorare o a sottovalutare.

La Guerra in Etiopia ed Eritrea contro i secessionisti del Tigray iniziata nel 2020 ha visto oltre mezzo milione di morti in poco più di 2 anni; attualmente le parti hanno concordato una tregua. Altre guerriglie separatiste imperversano in Etiopia, la principale delle quali coinvolge gli Oromo, la principale etnia del paese.

Tra Marocco e Western Sahara è in atto dal 1975 un conflitto che vede 2/3 del paese ormai sotto controllo di Rabat e l’altro terzo amministrato dalla RASD ( Repubblica Araba Sahraui Democratica) appoggiata dall’Algeria.

Continui conflitti interetnici o tribali

In molti altri paesi vi sono conflitti interetnici o tribali in corso da decenni con varie intensità come quelli in Burundi e Rwanda, con scontri interetnici Hutu-Tutsi, quelli in Sudan con violenze diffuse in Darfur e nel Kordofan, quelli del Sud Sudan, l’ultimo stato Africano indipendente dal 2011. Qui dal 2013 sono in atto scontri tra i Dinka, etnia maggioritaria, e Nuer ed altre tribù che hanno fatto oltre 100.000 morti in 10 anni, o quelli tra Baganda ed Acholi in Uganda, dove il gruppo Acholi denominato Lord Resistance Army si è diffuso anche in R.D. Congo, Sud Sudan e Centrafrica e vi sparge il terrore da decenni.

In Cameroon negli ultimi anni si e sviluppata un guerriglia separatista tre le regioni anglofone del nord musulmano, l’Ambazonia e le regioni francofone cristiane del sud.

In molti altri paesi i conflitti sfociano spesso in colpi di stato militari come quelli recenti in Mali, Burkina Faso, Guinea Conakry, Guinea Bissau, Sudan o sono di bassa intensità con scontri tra gruppi politici come in Angola tra MPLA ed UNITA.

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