L’America Latina raggiunge una nuova tappa nella transizione verso una mobilità urbana a basse emissioni. Secondo i dati diffusi dal network C40 Cities, le città della regione hanno superato la soglia dei 10.000 autobus elettrici in servizio, distribuiti in oltre 80 centri urbani di 13 Paesi. Un risultato che colloca il continente tra le aree del mondo dove l’elettrificazione del trasporto pubblico sta assumendo maggiore velocità.
L’impatto ambientale è rilevante: secondo C40, gli autobus elettrici consentiranno di evitare oltre 10 milioni di tonnellate di CO₂ ogni anno. La trasformazione riguarda soprattutto le grandi metropoli, dove il trasporto pubblico rappresenta una delle principali leve per ridurre contemporaneamente emissioni, consumo di combustibili fossili e inquinamento atmosferico.
Santiago, Bogotá e São Paulo
Il cuore di questa trasformazione è concentrato in alcune delle maggiori città latinoamericane: Santiago del Cile, la capitale della Colombia Bogotá e la città di São Paulo, in Brasile, che è la metropoli più popolata del continente con i suoi oltre 20 milioni di abitanti considerando l’hinterland. Queste città rappresentano oggi i principali poli della mobilità elettrica regionale e, insieme, dispongono di oltre 7.000 autobus elettrici in funzione.
Santiago è stata una delle città pioniere. Bogotá ha successivamente costruito un sistema di dimensioni ancora maggiori, mentre São Paulo sta accelerando ulteriormente la sostituzione degli autobus tradizionali. Nel solo mese di giugno, la capitale paulista ha immesso in servizio 500 nuovi autobus elettrici. Il sindaco Ricardo Nunes ha sottolineato il valore ambientale dell’intervento, sostenendo che una singola consegna di 500 bus elettrici equivale, in termini di beneficio climatico annuale, alla piantumazione di 3,2 milioni di alberi.
Il ruolo di Enel: non soltanto autobus elettrici
Dietro questa trasformazione non ci sono soltanto i costruttori dei veicoli. Un elemento decisivo è rappresentato dalle infrastrutture energetiche necessarie per alimentare e gestire flotte composte da centinaia o migliaia di mezzi. In questo ambito ha avuto un ruolo significativo 鳗鱼X, la divisione del gruppo Enel dedicata ai servizi energetici avanzati. Il modello sviluppato in America Latina non si limita alla fornitura degli autobus, ma comprende elettroterminali, sistemi di ricarica, gestione dell’energia, servizi digitali e soluzioni finanziarie.
A Santiago, Enel ha collaborato con Metbus e BYD all’introduzione dei primi autobus elettrici nel trasporto pubblico. Nel 2020 Enel X e AMP Capital hanno inoltre creato una joint venture destinata a investire negli autobus elettrici e nelle infrastrutture per deposito, ricarica, manutenzione e gestione dei mezzi. La società disponeva inizialmente di 433 autobus elettrici operativi e delle relative infrastrutture di ricarica a Santiago.
Bogotá, un modello industriale
Il secondo grande laboratorio è stato Bogotá. Nel 2021 Enel X ha ottenuto un contratto per fornire 401 autobus completamente elettrici e due nuovi elettroterminali al sistema di trasporto pubblico della capitale colombiana. L’operazione si aggiungeva a un precedente accordo per la realizzazione di quattro terminali destinati alla ricarica di circa 500 autobus. Il progetto avrebbe portato a circa 900 e-bus serviti da Enel X nella capitale colombiana.
I due nuovi terminali comprendevano circa 200 sistemi di ricarica e gli autobus sarebbero stati alimentati con energia proveniente da fonti rinnovabili. È proprio questo il punto centrale del modello: elettrificare una flotta urbana significa costruire contemporaneamente una nuova infrastruttura energetica.
Dall’autobus al “servizio”
Enel ha sperimentato inoltre il modello Ebus-as-a-Service, nel quale l’elettrificazione viene proposta come un servizio integrato. La formula può comprendere finanziamento della flotta, infrastrutture di ricarica, elettroterminali e sistemi digitali di gestione.
Il modello consente agli operatori del trasporto pubblico di ridurre la necessità di sostenere immediatamente tutti gli investimenti iniziali e di concentrare la transizione su un servizio integrato. Nel 2021 Enel indicava già l’Ebus-as-a-Service tra le proprie soluzioni per l’America Latina.
Una rete che va oltre i singoli progetti
Il caso Enel dimostra quindi che la rivoluzione degli autobus elettrici non consiste semplicemente nel sostituire un motore diesel con uno elettrico. È una trasformazione dell’intero sistema: veicoli, depositi, rete elettrica, ricarica, energia rinnovabile, software e finanza devono essere progettati insieme.
La dimensione raggiunta dall’America Latina rende questa esperienza particolarmente significativa. I 10.000 autobus elettrici rappresentano ormai una massa critica capace di modificare il funzionamento quotidiano delle grandi città. E il ruolo di operatori energetici come Enel mostra come la transizione sia diventata anche una questione industriale: non soltanto acquistare autobus più puliti, ma costruire l’infrastruttura che permette a migliaia di mezzi di funzionare ogni giorno.
La prossima sfida sarà dunque aumentare ulteriormente le flotte e, soprattutto, replicare questo modello in un numero sempre maggiore di città. Per l’America Latina, i 10.000 autobus elettrici non sono un punto d’arrivo, ma la base di una nuova fase della mobilità urbana.
