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Wall Street soffia sulle Borse e Milano vola con Unicredit

Finale in crescendo per Piazza Affari dopo una seduta memorabile. Trainata al rialzo da Unicredit e dal resto del sistema bancario, l’indice Ftse Mib è schizzato su del 2,83% rimbalzando oltre quota 18.700. Brillante anche la Borsa di Madrid +2,3% davanti a Francoforte +1,8 e Parigi +1,6%. Nel Vecchio Continente fa eccezione Londra -0,16%, condizionata dalla ripresa della sterlina, salita a 1,323 su dollaro (+1,89%) in vista dell’investitura a premier di Theresa May. L’indice EuroFirst 300 chiude con un rialzo dell’1,14%.

Al centro dell’attenzione generale l’intesa, all’apparenza ormai prossima, sui nodi del sistema bancario italiano. Prende consistenza il progetto di una mega-cartolarizzazione per Monte Paschi +3,7% con l’intervento di Jp Morgan in collaborazione con Atlante 2 e Sga.

Vola in testa al gruppo Unicredit +13,45% dopo la cessione del 10% di FinecoBank (-1,22%) e, soprattutto, la profonda revisione delle strategie impressa dal ceo Jean-Pierre Mustier deciso a rimpolpare fin da subito il patrimonio. In questa direzione va anche la cessione, comunicata oggi a mercati chiusi, del 10% della controllata polacca Pekao. In forte rialzo Ubi Banca +10,8%, Bper +8,15%, Mediobanca +7,3% e Intesa Sanpaolo +6,56%. Corrono anche Banco Popolare +7% e Bpm +8,4%: la strada per la fusione sembra più agevole.

A dare una spinta all’ottimismo hanno contribuito le parole da Bruxelles del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Il sistema bancario italiano rimane solido” ha detto aggiungendo che ”ha passato tre anni di recessione profonda da cui sta uscendo anche grazie a molte misure prese dal governo; ci sono solo alcune, molto poche, specifiche criticità”.

Svanisce in mezzo a tanta euforia l’effetto del monito del Fondo Monetario: la crescita dell’economia italiana sarà “appena sotto l’1% quest’anno e attorno all’1%” nel 2017. L’Italia corre il rischio di “un ventennio perduto” perché non tornerà a livelli pre-crisi del 2007 prima della metà del prossimo decennio. “L’Italia quindi probabilmente sperimenterà quasi due decenni cumulativa di 20-25%”.

A galvanizzare i mercati è soprattutto la corsa di Wall Street decisa a macinare nuovi primati. L’indice S&P500 sale dello 0,5% a 2.148 punti, nuovo massimo storico. Il Dow Jones guadagna lo 0,4% a 18.307 punti (nuovo primato assoluto). Nasdaq +0,7%, sui massimi da inizio anno. 

Il ritorno della propensione al rischio ha fatto risalire il rendimento del Treasury decennale a 1,48%, da 1,42% di ieri sera. Lo spread tra il decennale ed il biennale, si allarga a 81 punti base, ieri era a 75 punti base, minimo dal 2007. Anche in Usa la riscossa è guidata dai finanziari: Morgan Stanley +3,3%, Citigroup +2,8%, JP Morgan +1,9%, Goldman Sachs +2,2%.

Alcoa sale del 4% all’indomani della pubblicazione dei dati del secondo trimestre, la società dell’alluminio è la prima, tra le grandi, a diffondere i risultati.

Tornando a Piazza Affari, giornata positiva per Leonardo Finmeccanica +2% e Fiat Chrysler +1%. Ieri l’amministratore delegato Mauro Moretti ha affermato che resta in vigore l’accordo commerciale con la russa Sukhoi. In grande evidenza Saipem +3,8%, Mediaset +3% e Telecom Italia +4,4%.

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