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Volano Btp e bond Enel: i mercati non credono alla stretta

FIRSTonline

Ancora prima della riunione della Bce e dei dati sull’inflazione Usa, i due dati più attesi della settimana, i mercati hanno già fatto le loro scelte. È quanto si deduce dall’andamento delle obbligazioni, in forte calo di prezzo a fronte di un formidabile afflusso di liquidità. Il Treasury Note Usa a dieci anni si porta ad un livello di rendimento che non si vedeva da tre mesi circa, attorno a 1,47%. Il Btp frena a 0,81% ai minimi da un mese, il Bund tedesco scivola a -0,25% dopo una decisione dall’evidente sapore politico: la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti della Germania per “l’intromissione della Corte costituzionale tedesca sul tema degli acquisti di bond da parte della BCE”, tema sul quale si è già espresso, positivamente, il più alto organo giuridico dell’Unione Europea. È un altro segnale che non c’è spazio, per ora, per una stretta nel vecchio Continente. Così come il probabile aumento dei prezzi in Usa (previsto 4,7% da 4,2%) non comporterà a breve un cambio della politica della Fed. Al più, la prossima settimana, un primo riferimento al tapering di fine estate.

In questa cornice le Borse asiatiche riprendono vigore. L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen è in rialzo dell’1%. Stessa tendenza, ma con variazioni positive meno ampie, per il Nikkei di Tokyo e l’Hang Seng di Hong Kong.

Alla vigilia della prima missione diplomatica di Joe Biden, oggi a Londra con l’obiettivo di rinsaldare l’alleanza Usa-Europa in chiave anti-Cina, si sono sentiti al telefono i ministri del Commercio delle due superpotenze mondiali, Wang Wentao e Gina Raimondo, per una conversazione “franca e pragmatica” che nel gergo delle relazioni internazionali si traduce in tesa e non pacata. Peggio i rapporti con Mosca: per il tribunale russo Navalny e gli altri dissidenti sono terroristi, perciò non possono partecipare alle elezioni.

Deboli ieri i mercati Usa: Dow Jones -0,44%, S&P 599 -0,19%, Nasdaq -0,18%.

Biden sta per presentare il piano della Casa Bianca che prevede di fornire 500 milioni di dosi di vaccini a un centinaio di Paesi bisognosi entro il 2022. Avanza Pfizer: +2,5%.

Continua la danza dei day traders. Nel mirino sono finiti Geo, società che gestisce prigioni (+38,4%) e l’associazione del Wrestling (+10,9%).

Il petrolio WTI tratta a 69,5 dollari il barile, in calo dello 0,5%. A conferma che i progetti sullo sviluppo dei giacimenti e delle infrastrutture per il greggio stanno rallentando o sono fermi, stanotte è arrivata la notizia dello stop alla realizzazione del maxi-oleodotto Keystone XL tra Canada e Usa. Sia in casa Exxon che in Shell è iniziata la revisione dei piani di investimento sull’onda dei risultati assembleari e delle decisioni dei tribunali.

El Salvador è diventata ieri la prima nazione ad adottare il bitcoin quale valuta nazionale. È anche partito, ci informa Reuter, un progetto per utilizzare i vulcani spenti quali miniere per produrre le criptovalute.

MILANO (-0,26%) RIPIEGA IN ATTESA DELLA BCE

Gli operatori sono rimasti ieri alla finestra in attesa degli appuntamenti di oggi: spiccano la riunione del board della Bce e il dato sull’inflazione negli Stati Uniti a maggio. Si ripete così il copione dei giorni scorsi: mercati azionari poco mossi, ad un passo dai massimi. Obbligazioni deboli, anche se ben pochi si aspettano che la Bce accenni ad un cambio di rotta prima delle mosse della Federal Reserve che si riunirà la settimana prossima. 

Piazza Affari, in particolare, ha accusato una perdita dello 0,26%, a 25.741 punti, pur restando sopra la barriera dei 25.500 punti.

TORNA L’UTILE IN CASA INDITEX (ZARA)

Contrastati gli altri listini: Francoforte cede lo 0,39%; Londra -0,22% sotto la pressione del ribasso dei titoli minerari; Amsterdam +0,46%; Parigi +0,19%.

Registrano rialzi superiori al 2% le compagnie di bandiera air France, Lufthansa e Iag sull’onda della caduta delle restrizioni sui voli verso gli stati Uniti.

Madrid +0,07%. Inditex (-1,9%), da cui dipendono i marchi Zara, Massimo Dutti, Bershka, Oysho, Pull and Bear e Stradivarius ha annunciato per il primo trimestre 423 milioni di euro di utile, contro il rosso di 409 milioni del pari periodo del precedente esercizio. Nei tre mesi il leader mondiale della grande distribuzione d’abbigliamento ha registrato un rimbalzo del 49,6% annuo delle vendite a 4,94 miliardi di euro, contro i 4,85 miliardi previsti.

IL NUOVO BTP 10 VA A RUBA TRA GLI STRANIERI (85,4%)  

Seduta all’insegna del rialzo per l’obbligazionario italiano, in attesa del direttorio della Bce che dovrebbe confermare l’approccio accomodante.

Il tasso del Btp decennale si è attestato in area 0,78%, rispetto a 0,81% in avvio e 0,82% della seduta precedente, dopo aver toccato 0,75% minimo da fine aprile.

Lo spread sul Bund sul segmento a dieci anni chiude a 103 punti base dai 104 della vigilia.

Il Tesoro ha reso noto che sono stati per lo più gli investitori stranieri (l’85,4%) ad aggiudicarsi il nuovo Btp 10 anni emesso martedì via sindacato per 10 miliardi di euro, su ordini che hanno sfiorato i 68 miliardi. Il ministero ha collocato ieri 7,5 miliardi di euro di titoli a 12 mesi, con Il rendimento sceso a -0,49% da -0,443% del collocamento di maggio.

La Grecia ha raccolto 2,5 miliardi di euro con la riapertura del titolo di Stato a 10 anni, che ha visto la richiesta superare i 30 miliardi.

FERRARI, RISPOSTA FREDDA ALL’AD CHE ARRIVA DA STM  

A giudicare dall’andamento del titolo gli operatori hanno accolto con freddezza la nomina di Benedetto Vigna a numero uno di Ferrari (-2,65%). Ma, per la verità, i più preoccupati sono gli analisti che seguono Stm (+0,71%), l’azienda in cui Vigna ha militato 26 anni. A detta di Equita “Vigna è stato determinante nell’invenzione dei Mems e nell’introduzione di sensori innovativi e sarebbe stato cruciale nel periodo di transizione”, che il business Imaging si prepara ad affrontare.

ELKANN PUNTA SULLA TECNOLOGIA, PER ORA NIENTE ARMANI

Tornando a Ferrari, John Elkann ha puntato sull’eccellenza tecnologica in funzione della rivoluzione (non solo) elettrica dell’auto. Il ceo di Exor ha scelto un fisico che ha alle spalle più di 200 brevetti ed una lunga collaborazione con Nintendo ed Apple accantonando il progetto di una banca d’affari di un merger con Armani: Exor avrebbe dovuto acquisire la maison del divino Giorgio che un secondo momento avrebbe raggiunto, grazie ad un aumento di capitale riservato, una quota del 29% della holding di casa Agnelli.

Debole Stellantis, -1,4%. Cnh Industrial perde l’1,20%, Exor lo 0,37%.

CONTINUA IL RALLY DI NEXI, RIMBALZA BPER

Anche ieri in grande evidenza Nexi (+2,74%) sull’onda della ripresa del volume delle operazioni da metà aprile: nell’ultima settimana di maggio gli affari sono cresciuti del 12% rispetto al 2019.

Tra i bancari, performance positive per Bper (+0,84%), Unicredit (+0,22%) e Mediobanca (+0,16%).

ENEL, ORDINI PER 11,3 MILIARDI PER I BOND SOSTENIBILI

Rimbalzano Diasorin (+0,8%) e Recordati (+1%). Acquisti anche sulle utility: Hera cresce dell’1,8%, A2A +1,76% dopo l’accordo con Ardian.

Enel chiude piatta dopo aver reso noto il lancio di un “Sustainability-Linked bond” multi-tranche rivolto agli investitori istituzionali per un totale di 3,25 miliardi di euro, sul mercato Eurobond, da parte di Enel Finance International (controllata finanziaria di diritto olandese). L’obbligazione, garantita da Enel, ha ricevuto ordini complessivi per circa 11,3 miliardi.

Nella moda frena Moncler (-2,24%). Balzo di Safilo: +9%.

WEBUILD SI AGGIUDICA L’ALTA VELOCITÀ AL BRENNERO

Tra le mid cap sale Webuild (+0,49%) dopo che un consorzio, guidato dalla società con il 51%, si è aggiudicato la commessa da RFI per la tratta ferroviaria ad alta velocità Fortezza e Ponte Gardena (22,5 km) in prosecuzione della galleria di base del Brennero.

In calo Autogrill (-1,81%) in scia all’approvazione dell’aumento di capitale per un controvalore pari a circa 599,6 milioni.  Sull’Aim denaro su Marzocchi Pompe (+5,48%), che ha proseguito sulla strada dei guadagni della vigilia (+8,42%) dopo che Integrae Sim ha avviato la copertura sul titolo con rating buy e un target price di 6,8 euro.

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