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Viticoltura a piede franco: convegno nazionale a Ercolano su sostenibilità ambientale e potenzialità economiche per la riqualificazione dei borghi

FIRSTonline

Sottolineare l’importanza della Viticoltura a Piede Franco a livello globale, ribadire il suo valore inestimabile dal punto di vista genetico e della biodiversità, definirne la sostenibilità dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, presagire l’indotto economico potenziale della Viticoltura del Piede Franco, anche in virtù del Destination Management System e della riqualificazione dei borghi. Ipotizzare, infine, un Protocollo Integrato per la salvaguardia della Viticoltura a Piede Franco e del Sistema Agricoltura nella sua interezza.

Con questo ambizioso programma l’8 settembre ad Ercolano si ritroveranno docenti, scienziati, giornalisti ed enologi a parlare di viticoltura a Piede Franco nella conferenza dal titolo “Progresso ed evoluzione per un sistema integrato di difesa, preservazione e valorizzazione”, organizzata dall’Associazione Identità Mediterranea.

Per comprendere il significato di “vite a piede franco” bisogna risalire alla seconda metà dell’Ottocento, quando la fillossera, attaccò e distrusse buona parte (circa l’80%) delle varietà europee. Per combattere il nemico e dare vita a varietà resistenti si decise di innestare le viti europee sulle radici di viti americane dando vita a varietà ibride.

Ma ci furono nel contempo viti che non vennero innestate su radici di piante americane perché, per diverse ragioni, la fillossera non riuscì ad attaccarle per la tipologia di terreno e l’altitudine, viti coltivati su terreni a quote elevate, oltre i 1000 metri s.l.m.., perché le basse temperature impediscono alla fillossera di sopravvivere e viti coltivate su terreni sabbiosi, argillosi o vulcanici perché queste tipologie di terreno contrastano la proliferazione dell’insetto.

Quando si parla di viti a piede franco ci si riferisce proprio a queste varietà. Alla conferenza “Progresso ed evoluzione per un sistema integrato di difesa, preservazione e valorizzazione” che si terrà a Villa Campolieto in Corso Resina n. 283 a Ercolano (Na) interverranno tra gli altri, Roberto Cipresso, winemaker e scrittore di fama internazionale; Luciano Pignataro, Docente di Comunicazione Enogastronomica presso l’Università Federico II di Napoli, Marco Serra, Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno. A dare un ulteriore contributo per la divulgazione della conoscenza della viticoltura a piede franco, ci saranno Stefano Del Lungo, ricercatore e archeologo, da sempre impegnato nello studio sulla trasformazione di territori e insediamenti fra Antichità e Alto Medioevo, approfondendo viabilità, biodiversità culturale, inclusa la viticoltura tra archeologia e biologia molecolare, nel Mezzogiorno, Gaetano Conte, agronomo esperto con una visione multidisciplinare della viticoltura, e Teresa Del Giudice, docente di Economia Agraria, Alimentare e Estimo Rurale, con  esperienza pregressa nelle Scienze Agrarie e nell’Agribusiness.

Il convegno è organizzato dall’Associazione Culturale Identità Mediterranea fondata il 12 luglio 2016, e presieduta da Gaetano Cataldo, da sempre impegnata nella divulgazione della Cultura del Mare Nostrum mediante la promozione del Patrimonio Paesaggistico, la divulgazione della Tradizione Enogastronomica e la preservazione della Biodiversità Mediterranea.

La Conferenza Nazionale sulla Viticoltura a Piede Franco gode del Patrocinio Morale del Consiglio Regionale della Campania, del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino, del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno, della Fondazione Monti Lattari Onlus, della Fondazione Ente Ville Vesuviane e del Mavv-Wine Art Museum.

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