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VISTA CHAMPIONS – Fiorentina-Inter il match clou ma il Milan spera di accorciare con il Genoa

E ora sotto con la Champions. Archiviato il sabato con vista sullo scudetto l’attenzione si sposta tutta sul terzo posto, obiettivo dichiarato (e, in alcuni casi, infallibile) di ben 4 squadre. La Roma ha già giocato e si godrà la domenica dal gradino più basso del podio, seppur con la consapevolezza che i giochi dipendono ancora dagli altri.

E’ Fiorentina-Inter (ore 20.45) il centro gravitazionale di questa lotta Champions: da ciò che succederà al Franchi dipenderanno i destini di tutte le concorrenti. “E’ un match importante ma non decisivo – ha glissato Mancini alla vigilia. – Loro sono forti ma attaccano molto e dunque possono essere vulnerabili in contropiede. Proveremo a vincere, pur sapendo che la lotta Champions non riguarda solo noi due ma anche la Roma. E poi c’è il Milan, al momento è indietro ma il campionato è lungo e può ancora accorciare”.

Molto più diretto invece Paulo Sousa, deciso a sfruttare il fattore campo per riprendersi il terzo posto. “Per noi è come una finale – ha spiegato in conferenza stampa. – Abbiamo lavorato tanto per essere qui, siamo consapevoli che possiamo giocarcela anche con una squadra come l’Inter. Siamo pronti a fare una partita di alto livello, mi aspetto una serata di grande qualità”. In effetti lo spettacolo, almeno sulla carta, non dovrebbe mancare.

Le due squadre però, dopo un girone d’andata ottimo, hanno attraversato un gennaio nero che, oltre ad estrometterle dalla corsa scudetto, ha complicato anche quella Champions. “Abbiamo perso tanti punti e buttato via tutto il buono fatto – ha confermato Mancini. – Ora però la squadra sta bene e poi siamo vicini al terzo posto: è sempre stato quello il nostro obiettivo”.

Al Franchi si scontreranno due filosofie di gioco molto diverse: da una parte il calcio “collettivo” dei viola, dall’altra quello più “solistico” dei nerazzurri. Paulo Sousa, costretto a rinunciare agli infortunati Badelj e Benalouane e allo squalificato Mati Fernandez, schiererà il solito 4-2-3-1 con Tatarusanu in porta, Roncaglia, Gonzalo Rodriguez, Astori e Marcos Alonso in difesa, Vecino e Borja Valero a centrocampo, Bernardeschi, Ilicic e Tello sulla trequarti alle spalle dell’unica punta Kalinic, a secco di gol da ben 7 giornate (l’ultimo, infatti, risale al 20 dicembre contro il Chievo).

Molto più criptica la formazione di Roberto Mancini ma questa, ormai, non è una novità. Qualche indizio però è filtrato lo stesso dai campi di Appiano Gentile, dove il tecnico di Jesi ha lavorato a lungo sul 4-4-2. In difesa, davanti ad Handanovic, ci sarà il rientro di Miranda che tornerà così titolare assieme a Murillo, con Nagatomo e Telles sulle fasce. Gli esterni di centrocampo saranno Biabiany e Perisic, con Medel e Kondogbia (favorito su Brozovic) in mezzo e il duo d’attacco Eder-Icardi là davanti.

La partita del Franchi, come detto in precedenza, non interessa solo a Fiorentina e Inter. Oltre alla Roma di Spalletti infatti c’è anche il Milan di Mihajlovic, pronto ad approfittare dello scontro tra viola e nerazzurri per avvicinare la zona Champions.

Tutto questo però sarà possibile solo se i rossoneri batteranno il Genoa a San Siro, in quello che sarà il match d’apertura della domenica calcistica (ore 12.30). “Sono convinto che, alla lunga, recupereremo punti a chi ci sta davanti – il pensiero del tecnico serbo. – Non possiamo fare filotti come Napoli o Juventus ma abbiamo tutte le qualità per arrivare subito dopo di loro in classifica. Contro il Genoa sarà difficilissimo ma possiamo vincere, dovremo giocare come nelle ultime gare ma con ancor più cinismo e cattiveria sotto porta”.

Sinisa ci crede, su questo non c’è dubbio. La classifica dice che il terzo posto è ancora possibile, a patto di invertire il trend che ha accompagnato il Milan per tutta la stagione: buoni risultati contro le grandi, insufficienti contro le piccole. “Certe partite non le abbiamo vinte per colpa nostra – ha ammesso il tecnico. – Io spero che questo diventi il girone delle rivincite, non quello dei rimpianti”. In questo senso oggi assisteremo a un vero e proprio esame, molto indicativo per capire i reali obiettivi della squadra da qui a fine stagione.

Mihajlovic deve rinunciare ad Abate (non convocato per un problema alla caviglia) ma recupera Bonaventura e Niang, nuovamente abili e arruolati. Il 4-4-2 d’ordinanza vedrà così Donnarumma in porta, De Sciglio, Alex, Romagnoli e Antonelli in difesa, Honda, Bertolacci, Montolivo e Bonaventura a centrocampo, Bacca e Niang (favorito su Balotelli) in attacco.

Gasperini, sotto pressione dopo la sorprendente vittoria del Frosinone a Empoli (1-2), tenterà di bissare il successo dell’andata (1-0, anche allora si giocò alle 12.30) con il seguente 3-4-3: Perin in porta, Munoz, Burdisso e Izzo in difesa, Laxalt, Rigoni, Dzemaili e Gabriel Silva a centrocampo, Suso, Cerci (entrambi ex poco rimpianti dal popolo rossonero) e Matavz in attacco.

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