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Usa e banche fanno volare la Borsa: indice Ftse-Mib a +1%, spread a 377

FIRSTonline

I positivi dati economici americani spingono Wall Street, dopo la prudenza delle parole di Ben Bernanke, e rassicurano l’Europa in attesa del week end in cui dovrebbe maturare l’atteso accordo sul debito greco che dovrebbe essere vicino.
Già perché se Bernanke ha definito la ripresa tanto lenta da essere «frustrante» e ha messo in guardia dalla minaccia futura del debito (citando la lezione europea), a gennaio il tasso di disoccupazione ha sorpreso gli analisti ed è sceso ancora all’8,3%. Non solo l’indice Ism non manifatturiero ha segnalato sempre a gennaio una inattesa accelerazione per l’attività del settore non manifatturiero Usa attestandosi a 56,8 punti dai 53,0 del mese precedente e toccando i massimi da febbraio 2011. Anche qui battendo le stime che indicavano un valore invariato a 53. 

Non è mancato il solito tempismo del guastafeste numero uno: S&P. Il cui intervento però non ha questa volta disturbato più di tanto gli operatori. In un’intervista a Bloomberg John Chambers dell’agenzia di rating Standard & Poor’s ha detto che la crescita americana resta sotto il potenziale e un cambiamento nelle prospettive non è atteso almeno fino al voto, sottolineando che servono in media 9 anni per recuperare il rating AAA. 

Le Borse europee chiudono in rialzo: il Ftse Mib sale dell’1%, il Dax dell’1,67%, il Cac dell’1,52% e il Ftse 100 dell’1,81%. Nasdaq e Dow Jones salgono di oltre 1% alla chiusura dell’Europa. Conferma il calo lo spread Btp-bund che alla chiusura viaggia attorno ai 376 punti, dopo aver superato in giornata i 387 punti base con un minimo intraday a 372 punti. In calo anche lo spread della Francia sotto quota 100 (a 95) mentre la Spagna viaggia a 305. 

L’euro arretra leggermente dello 0,20% a 1,3120 mentre continua la risalita del petrolio Wti Usa dello 0,5% a 96,90 dollari al barile. In Grecia si attende per il week end a mercati chiusi l’accordo sul debito tra i privati ed Atene e sarebbe alle battute finali, secondo quanto emerge da Atene, anche la definizione delle contropartite per il secondo pacchetto di aiuti. Intanto è stato posticipata la riunione dell’Eurogruppo che dovrebbe valutare lo sviluppo della situazione in Grecia: previsto lunedì dovrebbe ora essere in agenda “più avanti in settimana”.  

BPM IN RALLY. MPS NEL MIRINO DI MOODY’S

Sul Ftse Mib è rally della Bpm che viene sospesa per eccesso di rialzo (+11,23% teorico) e poi chiude in rialzo del 9,48% dopo aver segnato già ieri un +4,7%. In questi giorni la banca ha sul tavolo l’uscita del direttore generale Enzo Chiesta, più che caldeggiata da Bankitalia che punta a un rinnovamento totale dei vertici della banca dopo il nuovo assetto azionario. Le dimissioni potrebbero essere annunciate già nei prossimi giorni. Gli acquisti piovono anche su Banco Popolare +5,20% e Unicredit +3,62%. In rosso invece Mps -3,53% dopo che Moody’s ha posto sotto osservazione per un possibile downgrade il rating individuale D+ (“Bank Financial Strength Rating” o Bfsr), il rating di lungo termine “Baa1” e quello di breve termine “Prime-2”. 

FONDIARIA CONTINUA LA CORSA. GENERALI IN LUCE SUL BUY DI KEPLER 

In luce anche gli assicurativi: è ancora boom per Fondiaria-Sai che balza oggi del 14,74% dopo essere stata sospesa. Un rally che dura ormai diverse sedute e che fa ipotizzare movimenti legati a nuovi investitori o in vista dell’integrazione con Unipol. La compagnia assicurativa ha annunciato a inizio settimana una ricapitalizzazione da 1,1 miliardo. Vivace anche Generali che sale del 2,49%, dopo aver incassato il buy di Kepler. Il broker ha migliorato il giudizio da hold. L’azione reagisce e recupera dopo una settimana di debolezza dovuta al timore che la compagnia possa lanciare un aumento per acquistare la quota di Kellner nella jv nell’Est, nel caso in cui Ppf, la società di Kellner decida di esercitare la sua opzione put. L’ad Giovanni Perissinotto ha annunciato che Generali e Ppf hanno deciso che la joint venture andrà avanti fino alla sua scadenza nel 2014 e non ci sarà risoluzione anticipata.

ATLANTIA CORRE DOPO IL BOND. IL MERCATO È A CACCIA DEI FUTURI DELISTING, MA CUCINELLI PRESENTA DOMANDA DI QUOTAZIONE

Atlantia (+5,56%) beneficia della positiva emissione del prestito obbligazionario da 1 miliardo e della durata di 7 anni. L’operazione è stata collocata con successo presso investitori istituzionali, con ordini che hanno superato nei primi 90 minuti i 9 mld e con la raccolta chiusa anticipatamente. “Con l’emissione odierna – ha dichiarato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia – abbiamo ulteriormente rafforzato la solidità patrimoniale del gruppo recuperando importanti risorse per il rifinanziamento previsto nel 2014 e per l’ingente piano di investimenti da oltre 20 miliardi di euro in Italia che fanno del gruppo il primo investitore in infrastrutture autostradali in Europa”.

Mediaset sale del 2,17%. Nel mirino delle scommesse del mercato su una possibile ondata di nuove operazioni straordinarie, che imitino magari il delisting dei Benetton. Rallenta invece Benetton (-1,64%), mentre oggi Bruno Cucinelli ha comunicato di aver depositato la richiesta di quotazione in Borsa e in Consob.

PRESE DI BENEFICIO SU FIAT

Non partecipa al rialzo dei mercati Fiat -3,68% che scende sulle prese di beneficio dopo il recupero dei giorni scorsi innescato dai dati diffusi mercoledì. Sul titolo oggi è in atto un duello fra broker: Citigroup ha confermato il giudizio sell con target a 3 euro, Ubs ha alzato il target a 5,7 euro con giudizio buy. In calo tra i peggiori del Ftse anche Ansaldo -1,28% e Telecom Italia -0,83%

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