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Uran in rosa si candida a nuovo padrone del Giro d’Italia

Rigoberto Uran Uran ha un nome che da solo evoca imprese titaniche. E quella di ieri, una fantastica galoppata sulle colline delle Langhe, nella crono da Barbaresco a Barolo, che gli ha regalato vittoria di tappa e maglia rosa, è stata un’impresa da gigante che segna il corso del Giro aprendo  le prime voragini in una classifica fino a mercoledì piuttosto corta. Il colombiano invece di difendersi da Cadel Evans, dato alla vigilia favorito  per le caratteristiche miste del tracciato, si è rivelato il cronoman d’eccezione che non ti aspetti: forte come è suo naturale sulle ascese, perfettamente in sella nei tratti pianeggianti come fosse Anquetil, Uran è partito subito forte e di chilometro in chilometro ha sbriciolato tutti chiudendo la gara con un tempo, unico tra tutti i concorrenti, inferiore ai 58 minuti. 

Il primo ad applaudire alla strabiliante performance del capitano dell’Omega Pharma Quick Step è stato Diego Ulissi, che fino all’arrivo di Uran guidava la graduatoria, confermando una classe e un temperamento non comuni malgrado le ferite riportate nella caduta sul Cento Croci nella tappa di Savona. E il secondo posto di Ulissi ha retto anche all’ultimo tentativo di Evans di limitare i danni in una crono in cui sperava di incrementare il proprio primato e che invece si è rivelata un brusco risveglio per i suoi sogni rosa. In casa Bmc, la squadra dell’australiano, nessuno fa drammi per la perdita della maglia rosa. Anzi lo stesso Evans, subito dopo la corsa, ha sottolineato come la sua nuova posizione in classifica, secondo a 37” da Uran, sia tatticamente ideale. 

Insomma è la solita storia del bicchiere mezzo vuoto che Evans lo vede ottimisticamente mezzo pieno per il fatto che se ha perso 1’34” da Uran ha comunque guadagnato su tutti gli altri che a partire da Nairo Quintana hanno pagato un salato dazio sui 50 km della crono dei vini. Quintana, lo scalatore chiamato a fare sfracelli sulle grandi vette, ha lasciato sulle strade delle Langhe ben 2.41”: oggi riparte per Rivarolo Canavese con un distacco in classifica dalla nuova maglia rosa di 3’29”. Pozzovivo (nono a 2’09”) si è difeso nella crono meglio di Fabio Aru (16esimo a 2’55”): sono loro gli unici due italiani rimasti nella top ten della nuova classifica. 

Basso, dopo aver perso oltre 4 minuti piazzandosi 30esimo nella tappa contro il tempo, è undicesimo ma il suo distacco da Uran è ormai superiore ai 5 minuti. Senza la caduta di mercoledì Ulissi, splendido nella crono, sarebbe in piena corsa per i primi posti in classifica, un autentico giovane asset del ciclismo non solo italiano. C’è  grande attesa per vederlo al test delle grandi montagne che il Giro incontrerà nel week end con  l’ascesa di Oropa, sabato, e di Montecampione il giorno successivo.

L’esito della cronometro dà a Uran una dimensione del tutto nuova, lanciandolo come il grande favorito di un Giro che forse ha scoperto il suo probabile padrone. Da domani fino alla vigilia dell’ultima tappa di Trieste la corsa offrirà un percorso fatto apposto per le aquile, con salite che hanno fatto la storia e la leggenda del ciclismo. E Uran, prima di scoprirsi anche formidabile crono man, è uno dei più forti scalatori in circolazione. L’anno scorso fu battuto solo da Nibali in un Giro che lo vedeva alla partenza quasi gregario di Wiggins.  Non si vede come Evans, a 37 anni compiuti, dieci in più del colombiano in rosa, possa riprendersi il primato. 

L’unico avversario che può sconfiggere Uran resta il suo connazionale Quintana. Ma il grimpeur della Movistar sta soffrendo per un’infezione respiratoria che ne limita l’azione. E dalla sua Uran ha un fior di squadra, l’Omega Pharma, che oggi ha addirittura piazzato, a coronare il trionfo del suo capitano, altri due suoi atleti: il bravo Gianluca Brambilla quinto e Thomas De Gendt ottavo.

Oggi il Giro si prende una pausa, prima dell’arrivo in quota di domani al santuario di Oropa, con la Fossano-Rivarolo, 157 km tutti pianeggianti con circuito finale: una tappa per velocisti e il francese Nacer Bouhanni, maglia rossa e dominatore incontrastato delle volate del Giro, medita di fare poker. Anche per questo ieri si è ben guardato dal consumare energie inutili e ha passeggiato nelle Langhe finendo ultimo, al 174esimo posto, con quasi 13 minuti di distacco da Uran.

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