توقع کے مطابق، la Bce si prende una pausa e lascia i tassi invariati in attesa di capire quale sarà l’impatto della nuova escalation in مشرق وسطی e della conseguente impennata del petrolio. Il tasso sui depositi resta dunque al 2,25%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,40%, quello sui prestiti marginali al 2,65%.
Lo stop arriva dopo i rialzi stabiliti il mese scorso e dopo la conferma, la scorsa settimana, che l’inflazione dell’area euro a giugno è scesa al 2,8% dal 3,2% di maggio, il primo calo dall’inizio dell’anno, mentre la crescita dei prezzi di fondo è rallentata al 2,4%. Di un nuovo ritocco al rialzo, si parlerà eventualmente nella riunione di settembre, subito dopo la pausa estiva.
Bce: “Incertezza elevata, impatto inflazionistico deve ancora arrivare”
“Le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”, scrive l’Eurotower nel comunicato emesso dopo la riunione. Per il board, al momento, “l’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno”.
Nella stessa nota, la Bce sottolinea inoltre che “con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto” di Medio Oriente e conferma che, come da tradizione, per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà ڈیٹا پر مبنی نقطہ نظر, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. “In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”, precisa ancora la banca centrale.
“Il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”. Poi l’avvertimento: “Lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria può essere utilizzato per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi dell’area dell’euro, consentendo così al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il proprio mandato della stabilità dei prezzi”.
