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Unicredit, sesto trimestre consecutivo di crescita della redditività: ricavi e utili in ascesa, meno Russia

Imagoeconomica

È stato un trimestre da record per Unicredit, da diversi punti di vista. Il gruppo ha visto nel secondo trimestre un utile netto contabile di Gruppo nel secondo trimestre è stato pari a 2,0 miliardi, il doppio rispetto alle attese degli analisti interpellati dalla stessa banca per 996 milioni. Erano stati 274 milioni alla fine del primo trimestre, per via delle svalutazioni sulla partecipazione in Russia, che invece in questo trimestre ha apportato circa 500 milioni sui profitti netti grazie alla forza del rublo. L’esposizione verso la Russia è stata ridotta di circa 2,7 miliardi, mentre i Risk Weighted Asset (“RWA”) della Russia sono stati ridotti di circa 2,7 miliardi.

“Unicredit poggia su fondamenta solide, che ci collocano in buona posizione per attraversare qualunque congiuntura macroeconomica ci attenda. Fare in modo di restare solidi e resilienti ci consentirà di adempiere alle nostre responsabilità nei confronti dei clienti, delle comunità e tutti gli stakeholder, sostenendoli nell’affrontare i tempi impegnativi che si prospettano” ha detto Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit.

Il CET1, che indica la posizione patrimoniale, è al 15,73 per cento nel secondo trimestre, con 67 punti base di generazione organica di capitale, in rialzo di 173 pb trim/trim e in rialzo di 22 pb a/a. La redditività è al di sopra del costo del capitale con elevati rendimenti aggiustati per il rischio in tutte le aree geografiche e un RoTE di Gruppo al 13,0 per cento, esclusa la Russia, in rialzo di 2,6 p.p trim/trim e in rialzo di 5,3 p.p. a/a. I primi sei mesi di quest’anno hanno complessivamente registrato un utile di 2,28 miliardi, dice una nota dell’Istituto bancario, osservando che si tratta del sesto trimestre consecutivo di crescita della redditività e il miglior primo semestre da almeno dieci anni.

Confermata distribuzione dividendi per 16 mld nel triennio 2022-2024

Orcel nel corso della conference call di presentazione dei conti trimestrali ha confermato l’obiettivo di distribuire ai soci almeno 16 miliardi nel periodo 2022-2024. “Siamo fiduciosi di poter distribuire per il 2022 un importo pari o superiore a quello del 2021” ha detto. I dividendi maturati nel corso del primo trimestre sono stati pari a 900 milioni.

Durante la call Orcel si è anche soffermato a commentare l’attuale situazione politica, dopo le dimissioni di Mario Draghi e lo scioglimento delle camere. “La forte credibilita’ di Draghi e il suo carisma hanno aiutato sicuramente sia l’Italia, sia l’Europa a presentare un fronte unito di fronte alla guerra. Detto questo, non credo che queste responsabilità siano di un solo uomo e spero che l’Italia continuerà ad avere un ruolo di leadership nel plasmare la politica europea”. Orcel si è detto poi “fiducioso, nonostante sia un momento difficile per il nostro paese, che il nuovo governo assicurerà la stabilità e che nessun governo si prenderà la responsabilità di far deragliare il Pnrr”. L’Ad ha detto poi di essere convinto che la prossima legge di bilancio sarà “coerente col passato” visti anche i tempi stretti per approvarla dopo le elezioni del 25 settembre. “L’Italia ha fondamentali molto solidi e a Unicredit siamo fiduciosi nel nostro compito di sostenere un’economia forte e aiutare famiglie e imprese”.

Convocata assemblea il 14 settembre, chiesto a Bce ok per nuovo buyback

Chiusa lo scorso 14 luglio la prima tranche del riacquisto di azioni proprie 2021, per un valore di 1,6 miliardi, equivalente al 7,4 per cento del capitale azionario, il Cda ha chiesto l’autorizzazione alla Bce per avviare la seconda tranche di Buy back per un miliardo. Ha dunque annunciato la convocazione dell’Assemblea Ordinaria e Straordinaria dei Soci per il prossimo 14 settembre.

Utile netto, Russia compresa, cresciuto oltre 100% su trimestre, del 94,5% su anno

Nel dettaglio, il Gruppo escludendo l’impatto della Russia, l’istituto di piazza Gae Aulenti ha registrato un utile netto di 1,5 miliardi, in rialzo del 24,4 per cento trim/trim e in rialzo del 66,6 per cento a/a. L’utile netto contabile di Gruppo, sempre al netto della Russia è pari a 1,7 miliardi in rialzo del 39,8 per cento sul trimestre e del 73,9 per cento su anno. Se invece si comprende la Russia -che include la banca e le entità legali locali, più le esposizioni cross-border contabilizzate in Unicredit – l’utile netto contabile di Gruppo nel secondo trimestre è stato pari a 2,0 miliardi, con una crescita superiore al 100 per cento su trimestre e del 94,5 per cento su anno, dice la nota.

“Unicredit ha continuato a ottenere ottimi risultati nel secondo trimestre, conseguendo la migliore performance per il primo semestre degli ultimi 10 anni, spinta da redditività in crescita, solida generazione organica di capitale e riduzione della base costi nonostante l’impatto dell’inflazione. Il nostro CET1 ratio si è ulteriormente rafforzato al 15,73 per cento, a riprova dell’ottima qualità dell’ attivo, con un costo del rischio di soli 10 punti base, esclusa la Russia. Sulla scia della nostra eccellente performance e di un contesto di tassi d’interesse più favorevole, abbiamo migliorato la guidance per il 2022, un passo importante nell’attuazione del piano triennale”, ha detto ancora Orcel.

Unicredit alza la guidance (esclusa la Russia): utile netto a 4 miliardi

La nuova guidance di Unicredit, esclusa la Russia, prevede ricavi netti oltre 16,7 miliardi nel 2022 (erano circa 16 miliardi nella guidance di marzo), un margine di interesse di 9,2 miliardi, costi per 9,5 miliardi, un rapporto fra costi e ricavi del 55%, un utile netto di 4 miliardi (erano oltre 3,3 miliardi nella guidance precedente), un costo del rischio sotto i 30 punti base (erano 30-35 punti base) e un Cet 1 ratio superiore al 13% (era fra il 12,5 e il 13%).

Ricavi in calo su trimestre, pesa riduzione delle commissioni

I ricavi netti del Gruppo, esclusa la Russia, sono ammontati a 4,4 miliardi nel secondo trimestre di quest’anno in calo dell’8,1 per cento trim/trim e in rialzo del 12,5 per cento rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi totali, pari a 4,5 miliardi, hanno visto un calo 6,8 per cento su trimestre con da una parte un incremento del margine di interesse (+6,6 per cento trim/trim) e dall’altra un calo delle commissioni del 6,7 per cento trim/trim, mentre sono aumentati del 4,9 per cento a/a, con andamenti sostenuti del margine di interesse (+11,0 per cento a/a) e andamenti positivi delle commissioni (+1,2 per cento a/a).

Le commissioni sono ammontate a 1,7 miliardi (-6,7% su trimestre) “soprattutto per effetto di servizi di investimento e commissioni di finanziamento, in parte compensati dalle maggiori commissioni relative ai servizi transazionali” dice la nota, mentre sono in rialzo dell’1,2 per cento su anno “grazie ai servizi transazionali, in particolare in Italia.

Invece i costi operativi sono rimasti stabili a 2,3 miliardi su trimestre e scesi del 4,4 per cento su anno,” per effetto dei minori costi per il personale, soprattutto in Germania e Italia”. Il margine di interesse (NII) si è attestato a 2,3 miliardi, in rialzo del 6,6 per cento trim/trim grazie al “positivo contributo dei finanziamenti, dell’ andamento favorevole di tesoreria e mercati, oltre all’effetto giorni” e in rialzo dell’11,0 per cento a/a “come risultato di finanziamenti, term funding, tesoreria e mercati”. In questo modo il rapporto costi/ricavi, pari al 51,3 per cento, risulta cresciuto di 3,5 p.p. trim/trim e in calo di 5,0 p.p. a/a.

Unicredit in grado di assorbire eventuali ricadute macroeconomiche negative

La qualità dell’attivo è migliorata, con il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 2,8 per cento e il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti all’1,5 per cento. Il costo del rischio resta ampiamente al di sotto della guidance, a 10 pb, frutto della solida qualità dell’attivo e dello storico approccio prudenziale sulla classificazione e sugli accantonamenti. Gli overlay totali sono rimasti nel complesso invariati a circa 1,0 miliardi nel 2trim22, “mantenendo la capacità del Gruppo di assorbire eventuali ricadute macroeconomiche negative”. Le rettifiche su crediti (“LLP”) contabilizzate a livello di Gruppo nel 2trim22 sono sostanzialmente prossime allo zero, e negative per 108 milioni, esclusa la Russia.

UniCredit cede il 49% di CNP Vita Assicura e incrementa la partecipazione in CNP Unicredit Vita al 45,3%

UniCredit ha reso noto oggi di aver sottoscritto un contratto di compravendita di azioni per la cessione
della propria partecipazione complessiva a CNP Assurances, pari al 49% del capitale sociale,
detenuta in CNP Vita Assicura S.p.A. (già Aviva S.p.A.), società assicurativa italiana, per un
prezzo pari a 500 milioni di euro.

UniCredit ha inoltre sottoscritto un secondo contratto di compravendita con CNP Assurances
per incrementare la propria partecipazione in CNP Unicredit Vita S.p.A., vale a dire dal 38,8%
al 45,3% del capitale sociale, per un prezzo pari a 70 milioni di euro, dice una nota della società.

CNP Assurances manterrà in CNP Unicredit Via S.p.A. una partecipazione di maggioranza pari al 51%. Il perfezionamento delle due operazioni, approvato dal Cda di Unicredit oggi e soggetto alle autorizzazione delle autorità, è previsto entro fine anno.

Si stima che le operazioni avranno un impatto positivo di circa 10 punti base sul capitale e
circa 200 milioni di euro sull’utile netto sulla base dei dati al primo semestre 2022. La decisione adottata dal Consiglio di Amministrazione è in linea con il piano strategico “UniCredit Unlocked” “volto a semplificare l’attuale assetto delle attività di bancassicurazione e ad aumentare la flessibilità strategica”.

Come annunciato nel 2017, l’accordo di partnership in essere tra Unicredit e CNP Assurances
in ordine a CNP Unicredit Vita S.p.A. ha la durata di sette anni e, pertanto, dalla fine del 2024
entrambe le parti disporranno di margini di flessibilità strategica in relazione alle rispettive
partecipazioni.

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