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Trump e Johnson sotto tiro e l’incertezza domina i mercati

Wikimedia Commons

“Nell’incertezza prima vendo, poi ci penso”. Sono le parole di un operatore di Wall Street alla notizia della richiesta di impeachment avanzata ieri sera dai democratici nei confronti di Donald Trump, accusato di aver minacciato il neopresidente ucraino Zelensky di sospendere gli aiuti militari al Paese se non avesse ordinato un’inchiesta per incastrare il figlio di Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca. La Camera dovrà ora istruire la complessa procedura prevista dalla Costituzione.

Non meno drammatica la situazione a Londra dopo che l’Alta Corte ha bocciato all’unanimità la chiusura del Parlamento voluta da Boris Johnson. È probabile che il premier, già battuto per sei volte di fila ai Comuni, giocherà la carta delle elezioni, ormai l’unica per arrivare alla Hard Brexit e comunque densa di incognite.

I mercati finanziari prendono atto del doppio terremoto politico e rivedono le proprie previsioni. Finora la tesi più diffusa prevedeva una fase di bonaccia prima dei duelli politici nel 2020, in vista delle elezioni Usa. Ora i tempi si accorciano, complicando l’intesa agenda geopolitica, a partire dai negoziati sui dazi con la Cina. L’incognita è destinata a pesare sui mercati, sempre più impegnati a far provvista di liquidità.

LA CINA FA SHOPPING DI CARNE IN USA

Scendono le Borse asiatiche. Giù il Nikkei a Tokyo (-0,4%), cede l’Hang Seng di Hong Kong (-0,9%) come il Kospi di Seul (-0,7%). In ribasso anche il Csi 300 di Shanghai e Shenzhen (-0,5%).

Trump ha approfittato del palcoscenico dell’Assemblea Generale dell’Onu per attaccare la Cina, indebitamente favorita dall’essere considerata dal WTO “un’economia in via di sviluppo”. Ma si avvicina la ripresa dei negoziati tra i due Grandi e Pechino, per far fronte all’emergenza di un’epidemia suina, sta per concludere l’acquisto di circa 100.000 tonnellate di carne di maiale.

Sul mercato delle valute, il dollaro si apprezza su yen, a 107,3, primo rialzo dopo quattro giorni di calo. Poco mosso lo yuan cinese.

L’attesa della richiesta di impeachment, annunciata a mercati chiusi, ha già zavorrato nel finale Wall Street: Dow Jones -0,53%, S&P 500 -0,84%. Il Nasdaq -1,46%.

SALE NIKE (+5%) DOPO I CONTI

In controtendenza Nike (+5%) che nel dopo Borsa ha annunciato utili in crescita nel trimestre.

In calo il petrolio, frenato dalle attese di una riduzione dei consumi: il Wti scende a 56,86 dollari al barile (-0,75%), il Brent a 62,55 (-0,86%).

Sul mercato delle valute, il dollaro si apprezza su yen, a 107,3, primo rialzo dopo quattro giorni di calo. Poco mosso lo yuan cinese.

L’euro perde lo 0,2% a 1,100, dal +0,2% di ieri.

Torna a perdere colpi la sterlina trattata stamane a 1,2473 contro il dollaro (+0,2%) annullando i guadagni di ieri.

EUROPA DEBOLE, MA PIAZZA AFFARI TIENE

No news, good news. In mezzo tanto trambusto, Piazza Affari martedì si è goduta una seduta incolore, una volta tanto senza turbolenze politiche o finanziarie, in attesa del varo della manovra a fine settimana. Tutt’altra musica nel Regno Unito. Lo psicodramma di Londra, ormai in piena crisi istituzionale, ha pesato sui listini dell’Eurozona, specie su quelli a nord delle Alpi, i più coinvolti sia in caso di hard Brexit che di un’impennata dell’incertezza. Poco conta il dato migliore del previsto dell’indice sulla fiducia delle imprese tedesco, comunque troppo debole per compensare i venti di recessione accentuati dalle nuove accuse ai vertici Volkswagen sul dieselgate.

Piazza Affari ha chiuso con un impercettibile progresso: +0,01% a 21.901,1 punti.

L’Italia dovrebbe chiudere il 2019 con un deficit/Pil al 2%, secondo il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani. La manovra da 7,6 miliardi varata dal precedente governo Lega-M5s per evitare la procedura in infrazione Ue per debito eccessivo “riporta il deficit dal 2,4% quantificato dal DEF 2019 al 2% con cui, con tutta probabilità, chiuderemo l’anno in corso”, ha detto il viceministro in aula alla Camera.

Piatta anche Parigi (-0,04%). Fa meglio Madrid (+0,28%).

A FRANCOFORTE RIPRENDE IL TIRO A VOLKSWAGEN

Francoforte perde lo 0,26%. L’indice elaborato dall’istituto di ricerca economica IFO, relativo al clima commerciale, in settembre sale leggermente a 94,6 da 94,3 di agosto, in linea con le previsioni. Ma l’indice calcolato sulle aspettative scende a 90,8 da 91,3, peggio di quanto previsto dal consensus (92). L’IFO basato sulle condizioni attuali, migliora a 98,5 da 97,3. Nel quarto trimestre, secondo l’istituto, la Germania dovrebbe essere in stagnazione.

La procura di Braunschweig ha citato in giudizio la dirigenza di Volkswagen -2,4% per “aver informato deliberatamente in ritardo” gli investitori sul rischio dieselgate. Nel mirino è finito l’attuale ad Herbert Diess, l’ex Martin Winterkorn e il presidente del consiglio di sorveglianza Dieter Poetsch. Colpita anche Porsche (-2,7%).

Londra -0,56% dopo l’ennesima sonora sberla a Boris Johnson, stavolta ad opera dell’Alta Corte di Giustizia che, all’unanimità, ha bocciato la sospensione dei lavori parlamentari imposta da Boris Johnson. Lo speaker dei Comuni ha riconvocato per oggi i lavori parlamentari. Ma Johnson non demorde: il premier potrebbe decidere di andare ad elezioni anticipate anche se, su questa strada, troverà la ferma opposizione dei laburisti ma anche di una parte consistente del suo stesso partito.

In mezzo a tanto trambusto il cambio euro sterlina è sceso a 0,881 (-0,4%).

OGGI ALL’ASTA BTPEI E CTZ. PREVISTI RENDIMENTI IN CALO

I Btp riducono nel finale le perdite chiudendo la seduta poco oltre la parità. Il rendimento del Btp 10 anni è stabile a +0,83%, ma il differenziale con il Bund -0,59% di rendimento (-1 punti base) è risalito a 143 punti base (+1,16%).

Oggi cominciano le aste di fine mese. Si comincia con Btpei (500 milioni) e Ctz (1,5 miliardi) che ieri è stato trattato ad un rendimento di -0,15% ai livelli più bassi da aprile 2008.Il Tesoro ha annunciato che il giorno 27 offrirà all’asta fino a 7,5 miliardi del nuovo Btp a 5 anni, del Btp a 10 anni e Cct.

KEPLER DÀ LA CARICA AI TITOLI DELL’EENRGIA. VOLA ACEA

Giornata di rotazione tra i settori nel listino di Piazza Affari. Gli operatori hanno puntato sulle utilities e venduto le banche.

I forti acquisti sulle utility hanno coinciso con l’uscita di un report di Kepler Chevreux: “In un mondo di tassi negativi – si legge – e di un progressivo calo del costo del debito che va a finanziarie progetti per aumentare gli investimenti verso la transizione energetica, le società regolamentate stanno vivendo un periodo d’oro”.

Tra i nove titoli analizzati spicca Acea (+6,93%), sostenuta dalla promozione a “Buy” da parte del broker con prezzo obiettivo a 19 euro. Forti progressi anche per Hera (+2,9%), Terna (+2,54%), Snam (+2,26%) ed Italgas (+2,07%). 

FRENANO LE BANCHE, MA SALE MPS

Negative le banche in linea con l’indice europeo. Giù le big Unicredit (-0,82%) ed Intesa Sanpaolo (-0,49%).

In terreno positivo Monte Paschi (+0,39%). Equita giudica il titolo Hold con target a 1,6 euro. Per il broker le probabilità di un’integrazione con un altro istituto “sono estremamente basse”. I possibili candidati sarebbero Ubi, in calo dell’1,12% e Bper (-1,51%).

Debole Generali (-0,25%). Mediobanca sale dello 0,14%.

FCA PAGA LE MULTE IN UE E I SILURI IN USA

Giornata difficile per il gruppo Agnelli. Male FCA (-2,043%) sulla scia dell’arresto di un alto dirigente, Emanuele Palma, nell’ambito delle indagini del dipartimento di giustizia degli Stati Uniti sulle emissioni dei veicoli diesel.

Cnh Industrial perde l’1,28%. Banca Akros ha abbassato la raccomandazione del titolo a neutral da accumulate, portando il prezzo obiettivo a 11 da 10,5 euro. 

Pesa anche il calo di oltre il 24% a Francoforte del produttore di componentistica per mezzi pesanti SAF Holland dopo il taglio delle previsioni 2019.

Secondo calo consecutivo di Juventus (-1,87%) dopo l’annuncio dell’aumento di capitale.

LA BANCAROTTA DI COOK METTE LE ALI A GRANDI VIAGGI

Diasorin +2,3% dopo l’annuncio della certificazione per la vendita in Europa del nuovo test molecolare VZV Direct e della presentazione della domanda alla Food and Drug Administration Usa.

Da segnalare lo strappo al rialzo dei Grandi Viaggi (+14,18%) all’indomani del fallimento di Thomas Cook:il mercato apprezza il venire meno di un competitor.

Giglio (+1,35%), società che gestisce l’e-commerce per le eccellenze del Made in Italy nel Fashion e nel Design, ha deciso di estendere i servizi anche al Food. 

Categories: Finanza e Mercati