In vista della prospettata fusione tra MPS ve Banco BPM, beş bin çalışan dovranno fare le valige così da consentire un risparmio di 400 milioni alla voce “personale”. Lo dice Cumhuriyet riportando dettagli delle comunicazioni della banca senese alla konsolosluk non rese note al mercato. Inoltre si parla dell’acquisizione da Mediobanca “della totalità delle azioni genel”, ossia quel 13,3% del Leone fondamentale per il suo controllo.
Le date dei carteggi mostrano che la Commissione scrive ai senesi il 21 agosto, poche ore dopo il bildiri Mps che lanciava la doppia offerta di scambio su Banco Bpm e Banca Generali. La replica della banca guidata da Luigi Lovaglio è del 25 agosto, e in 15 pagine – che Cumhuriyet ha potuto consultare – risponde alle richieste della Consob.
Piano risparmi sul personale: cinquemila fuori e 2.500 dentro
Il primo dato significativo della lettera è appunto quello sull’işgal, O yazıyor Cumhuriyet. Mps e Banco Bpm assieme avrebbero poco più di 40.000 dipendenti, ma per Banco Bpm, scrivono i senesi, i risparmi sul personale sono stimati “fino a circa 400 milioni”, assumendo “uscite di risorse – sulla base di piani di prepensionamento volontari – di yaklaşık 5.000 çalışan, principalmente nelle strutture centrali e di coordinamento commerciale”. La sonora sforbiciata di dipendenti per la verità verrebbe in parte compensata, continua la lettera, con “un programma di nuovi inserimenti, indicativamente nel rapporto di una nuova assunzione ogni due uscite”. Quindi, 5.00 fuori e 2.500 dentro. Anche sugli altri costi il documento è esplicito. Le economie non legate al personale sono stimate in circa “il 39% della base dei costi non legati al personale di Banco Bpm”.
Messaggio all’Antitrust: stimati tra 57 e 115 gli sportelli da cedere
Un’altra novità riguarda le ricadute Antitröst. Al mercato, Mps ha spiegato che eventuali sovrapposizioni di reti non mettono in discussione la fattibilità dell’Ops su Banco Bpm, e ha escluso chiusure, se non quelle imposte dal Garante della concorrenza. La lettera alla Consob mostra come Siena abbia già fatto i suoi calcoli, simulando su base provinciale la quota di mercato combinata con Banco Bpm. Ipotizzando un tetto massimo al 25% del mercato su base locale, le filiali del nuovo polo superano la soglia in 15 province e si produce un’eccedenza pari a circa “115 sportelli equivalenti”. Ma se l’Antitrust usasse un filtro più lasco, con soglia massima al 30%, l’area critica si restringerebbe a 57 şube eccedenti. Le massime concentrazioni sono in Toscana, dove Mps è da sempre leader, e la rete con Bpm vedrebbe 52 filiali superare il 25% e 33 sportelli con oltre il 30% del mercato. In Lombardia le eccedenze sono rispettivamente 45 e 18, in Veneto 11 e zero, in Piemonte sei nei due scenari.
Nel “terzo polo” Crédit Agricole diventerebbe il primo socio con il 10,9%
C’è poi il capitolo che riguarda gli hissedarlar gelecekten “terzo polo”. Nelle risposte inviate in Consob, in caso di successo integrale di entrambe le offerte, Crédit Agricole olacaktı primo socio con il 10,9%, bunu takiben Delfin all’8,3%, poi genel % 6,4'e, Caltagirone con il 4,9%, Blackrock al 3,9% e il Tesoro al 2,3%. Interessanti anche gli scenari intermedi, perché le due Ops sono autonome tra loro. Se va in porto solo quella su Banco Bpm, Crédit Agricole salirebbe al 12,5%, Delfin al 9,6% e Caltagirone al 5,6%. Se invece riuscisse solo l’Ops su Banca Generali, Delfin sarebbe prima al 12,9%, poi Generali al 9,9%, Caltagirone al 7,6%, il Tesoro al 3,6%, Blackrock 3,4% e Banco Bpm al 2,7%.
Generali: Mps intende acquistare, prima dell’assemblea, “la totalità delle azioni Generali possedute da Mediobanca”
Infine c’è il capitolo genel. Il piano di Lovaglio prevede un olağanüstü temettü ai soci Mps da 4 miliardi, uno in contanti e tre in azioni del Leone: ai prezzi dell’annuncio, circa il 4,5% della compagnia di Trieste. La lettera chiarisce però che M / sn niyet etmek satın almak, prima dell’assemblea, “la totalità delle azioni Generali possedute da Mediobanca“. Un trasferimento funzionale alla successiva assegnazione ai soci. Solo che, ai valori di mercato, basterebbe comprare un 4,5% circa per erogare la cedola promessa. Resta quindi aperto il destino strategico sul poco meno del 9% del Leone: la lettera non accenna però a ipotesi di vendita, che in teoria dopo il sì dell’assemblea sarebbe possibile.
Nuovi dettagli anche sulla cruciale assemblea Mps del 29 ottobre: sono previsti tre blocchi inscindibili con tre votazioni separate. Il primo riguarda l’Ops su Banco Bpm e l’aumento di capitale relativo. Il secondo replica lo schema per Banca Generali. Il terzo scatterà se almeno una delle offerte sarà approvata, e comprende la riduzione del capitale di Mps (per la cedola), l’acquisizione del pacchetto Generali e la distribuzione delle riserve, parte in denaro e parte in azioni del Leone.
