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Tim superstar (+9,5%) di Borsa, che supera quota 23 mila

Imagoeconomica

Seduta volatile, ma infine positiva per i listini europei, che consolidano la fiducia nel pomeriggio grazie al progressivo miglioramento di Wall Street e a un nuovo balzo del petrolio.

Piazza Affari recupera lo 0,69%, dopo i cali delle ultime sedute e sale a 23.098 mila punti base, con Telecom euforica (+9,16%) alla luce dei risultati 2020. Nel resto d’Europa, Francoforte si apprezza dello 0,8%, con la crescita del pil tedesco oltre le attese nel quarto trimestre 2020 (+0,3%), spinta da forti esportazioni e da una solida attività di costruzioni. I progressi sono più timidi a Londra +0,53%, Parigi +0,3%, Madrid +0,2% e Amsterdam +0,07%.

Wall Street, dopo un avvio stonato, è in territorio positivo. Il settore finanziario S&P 500 si sta muovendo a livelli record, mentre risultano in denaro altri settori ciclici tra cui industria, energia e materiali. Passa in verde il Nasdaq, nonostante la debolezza di alcuni titoli tecnologici, “maggiormente sensibili – scrive Reuters – all’aumento dei rendimenti, poiché il loro valore si basa fortemente sugli utili futuri, che vengono scontati di più quando i rendimenti delle obbligazioni salgono”.

Anche oggi il tasso dei titoli di Stato americani a 10 anni è in crescita e ha toccato l‘1,42%, ai massimi da circa 12 mesi. Secondo quanto testimoniato ieri al Senato dal presidente della Fed, Jerome Powell (che interviene anche oggi per il secondo giorno al Congresso), l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato riflette la fiducia degli investitori nella ripresa, ma la banca centrale mantiene la sua politica ultra accomodante, perché l’economia Usa appare ancora molto lontana dagli obiettivi di lavoro e inflazione. Secondo il Financial Times però il mercato dei titoli di Stato a livello mondiale sta vivendo la peggior partenza annuale dal 2015, perché gli investitori sempre più convinti che le campagne vaccinali contro il coronavirus daranno una spinta fondamentale all’economia, creando una seria pressione inflazionistica per la prima volta in decenni. 

Per quanto riguarda la lotta al Covid si registra l’imminente arrivo sul mercato Usa del terzo vaccino. Si tratta di quello di Johnson & Johnson, che funziona con una sola dose. Secondo la Food and Drug Administration il medicinale è efficace e sicuro, quindi è probabile che il prodotto verrà approvato venerdì dal comitato di esperti indipendenti della Fda. Nella Ue invece si lotta ancora con il calo delle forniture da parte di AstraZeneca, che ha intenzione di dimezzare le consegne previste nel secondo trimestre. Un problema non da poco, perché la morsa della pandemia non molla e le varianti, ancora più contagiose, dilagano. In Italia, il ministro della salute Roberto Speranza, in Senato, ha detto che al momento non ci sono le condizioni per allentare le misure restrittive, in vista del nuovo Dpcm che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, coprendo anche il periodo di Pasqua (4 aprile).

In questo contesto l’euro scivola leggermente sul dollaro e tratta a 1,123. Il petrolio riparte in quarta e il Brent si muove oltre i 66,2 dollari al barile, mentre l’oro è in calo frazionale. L’attenzione resta alta sul bitcoin che tratta in rialzo e si sta riavvicinando a 50mila dollari.

La seduta di Piazza Affari risulta dominata dalla performance di Telecom, che ieri ha approvato il Piano strategico 2021-2023, il consuntivo di bilancio 2020 e la lista dei candidati per il nuovo cda, confermando la politica dei dividendi: minimo un centesimo di euro per le azioni ordinarie e 2,75 euro cent per le azioni di risparmio nel periodo 2021-2023.

Prosegue la corsa di Leonardo, +4,02%, alimentata dalla prospettiva di riportare la controllata Usa Drs in Borsa a New York. Gli acquisti premiano i titoli petroliferi: Tenaris +3,47%; Saipem +2,64%. Fra le banche brilla Unicredit, +2,74%. Rimbalzano i titoli del risparmio gestito, mentre nell’automotive sale Stellantis +2,32%. In fondo al listino atterra Atlantia, -2,03%, dopo l’esuberanza delle ultime sedute e la presentazione dell’offerta da parte di Cdp per Aspi. In calo le utility e ancora Diasorin -0,94%.

Fra le Mid-Cap, Cattolica si apprezza del 7,45%, sull’ipotesi che Banca Finint stia lavorando a una cordata per rilevare il 10% circa della compagnia veronese, ossia buona parte del pacchetto del 12,3% derivante dal recesso dei soci legato alla trasformazione in spa. In rosso il secondario: lo spread fra decennale italiano e tedesco sale a 99 punti base (+3,13%) e il tasso del Btp va a +0,69%.

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