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Tesla: arrivano gli arabi e Musk propone l’addio a Wall Street

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Tesla rimandata a ottobre: i conti della trimestrale sono in rosso, ma la fiducia degli investitori tiene. Nonostante le perdite di 717,5 milioni di dollari, gli investimenti sono pari a 2,5 miliardi a dispetto dei 3,4 dello scorso anno, le entrate del colosso elettrico nel secondo trimestre sono aumentate del +44% per un totale di 4 miliardi di dollari. A sorprendere gli investitori sono state le casse societarie che hanno registrato quota 2,2 miliardi, sconfessando le stime degli analisti che le davano a poco più di un miliardo.

Tesla ha infatti chiuso al 10% la seduta di Wall Street di ieri, molto positiva e di grande impatto sugli investitori: il Financial Times ha annunciato che il fondo sovrano dell’Arabia Saudita ha acquisito una partecipazione fra il 3 e il 5% del valore della società.

A seguito della notizia, il Ceo di Tesla, Elon Musk, ha informato dal suo account Twitter che sta valutando se delistare l’azienda dalla Borsa di Wall Street, ma nessuna decisione è stata ancora sottoscritta.

Successivamente Musk ha inviato una nota ufficiale ai suoi dipendenti in cui ha spiegato le ragioni di un possibile addio a Wall Street: “Essere pubblici ci sottopone anche al ciclo dei profitti trimestrali, che esercitano un’enorme pressione su Tesla a prendere decisioni che potrebbero magari essere giuste per un certo trimestre, ma non necessariamente giuste per il lungo termine. Questo non vuol dire che avrà senso per Tesla rimanere privata anche nel lungo termine. In futuro, quando Tesla entrerà in una fase di crescita più lenta e prevedibile, probabilmente avrà senso tornare sui mercati. Innanzitutto vorrei strutturare questo in modo che tutti gli azionisti possano scegliere”.

Sulla possibilità per i dipendenti di rimanere azionisti della compagnia, Musk ha continuato: “Possono rimanere investitori in una Tesla privata oppure possono vendere a 420 dollari per azione, che è un premio del 20% rispetto al prezzo delle azioni in seguito alla nostra richiesta di guadagni Q2 (che era già aumentata del 16%). La mia speranza è che tutti gli azionisti restino, ma se preferiscono vendere, ciò darebbe loro un bel premio”.

“Questa proposta di renderla privata dovrebbe essere realizzata con un voto dei nostri azionisti. Se il processo finisce nel modo in cui mi aspetto, una Tesla privata sarebbe in definitiva un’enorme opportunità per tutti noi. In ogni caso, il futuro è molto luminoso e continueremo a lottare per raggiungere la nostra missione”, conclude Musk.

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