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Spagna: Rajoy sfiduciato dal Congresso, Sanchez presidente

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Mariano Rajoy fa le valigie e va via dalla Moncloa. Il Congresso spagnolo ha approvato la mozione di censura presentata contro il governo dal partito socialista dopo la storica sentenza sul caso Gurtel, scandalo corruzione che ha coinvolto il Partito Popolare: 180 i voti a favore, 169 i contrari e 1 astenuto. È la prima volta nella storia di Spagna che un governo in carica viene sfiduciato dall’opposizione.

Rajoy sarà dunque costretto a presentare le proprie dimissioni e sarà sostituito dal numero uno del Psoe, Pedro Sanchez. In base a quanto previsto dalla Costituzione spagnola infatti, in caso di ok alla mozione di censura – simile alla nostra sfiducia – è il capo dell’opposizione, e cioè  Sanchez a diventare automaticamente Primo Ministro, formando un nuovo Governo.

A votare sì, oltre al Psoe anche: Unidos Podemos, alleanza di sinistra tra Podemos e Izquierda Unida, gli indipendentisti catalani, il Partito nazionalista basco (Pnv) Compromìs, coalizione di sinistra della comunità autonoma valenciana; EH Bildu, coalizione indipendentista basca di sinistra; e Nueva Canarias, partito nazionalista di centrosinistra delle Canarie.

Si apre una pagina nuova nella storia del nostro Paese” ha dichiarato  Sànchez in Parlamento. Il nuovo governo, ha già annunciato la capogruppo del Psoe Margarita Robles, seguirà “il modello di quello di José Luis Zapatero“.

La sentenza sul caso Gurtel ha inferto dunque il corpo mortale al Governo Rajoy, nonostante i tentativi di “resistenza” messi in atto dall’ormai ex premier negli ultimi giorni.

Ricordiamo che i giudici hanno inferto complessivamente 351 anni di carcere a 29 dei 37 imputati nel processo per avere preso parte a una “efficace struttura di corruzione istituzionale”.

Cosa succederà adesso in Spagna? Come detto, Sanchez sarà nominato primo ministro da Re Felipe dopo avrà presentato le proprie dimissioni. Il leader del Psoe ha però già detto che il suo compito sarà quella di traghettare il suo paese verso nuove elezioni, le terze in tre anni.

Mentre sembra rientrare la crisi politica italiana, esplode in tutta la sua incertezza quella spagnola.

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