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Sotheby’s, asta aperta al pubblico a Milano: le opere in vendita

Per il secondo appuntamento annuale, Sotheby’s torna a Milano il 28 e 29 novembre per la seconda asta meneghina dopo quella di aprile che ha registrato il record italiano vendendo un’opera di Lucio Fontana, Concetto Spaziale del 1967 per 2.409.000 di euro.

Alla Evening Sale di Milano saranno presentati una quarantina di lotti selezionati dal dipartimento milanese alla luce dei recenti risultati positivi per l’arte italiana nelle aste internazionali.

Le opere degli anni Cinquanta

Esposta nel 1955 dalla celebre gallerista newyorkese Catherine Viviano, promotrice sul mercato americano e internazionale dell’Arte Informale italiana, La persiana 2 di Afro, è un’opera del 1954 tra le più convincenti realizzate nei creativi anni newyorkesi dell’artista di Udine. La tela, esposta nella monografica milanese di Palazzo Reale del 1992, ha una stima di 180.000 – 250.000 euro. Dalla collezione privata romana di Alberto Burri arriva Sportello del 1955 (stima: 100.000 – 150.000).

Le opere degli anni Sessanta

In catalogo ci sono due ulteriori Burri, prodotti degli anni Sessanta: uno si intitola Combustione e risale al 1961 (stimato 200.000 – 300.000), l’altro è Bianco Plastica (stima 500.000 – 700.000) che si distingue dalle opere coetanee, per dimensioni e soggetto. Eseguito nel 1968, Bianco Plastica incarna un esempio maturo della serie Plastiche, la più celebrata dell’artista di Città di Castello.

Il 1968 è anche l’anno del dipinto di Schifano, già proveniente dalla Modern Art Agency di Lucio Amelio (Particolare di Oasi; stima 100.000 – 150.000) e di un piccolo gruppo di opere della pop romana quali La Porta Grigia di Tano Festa (stima 90.000 – 120.000) e La Stanza delle Ideologie di Franco Angeli, capolavoro del 1969, ricca di simboli antichi e moderni, tratti dal contatto quotidiano che l’artista aveva con la strada: lupi, aquile, falci e martelli, etc. (stima 50.000 – 70.000).

Le opere degli anni Settanta

Dagli stessi anni provengono La Contestazione, magnifico ottone di Melotti, in mostra alla GAM di Torino nel 1972 (stima 80.000 – 120.000). Ancora di Melotti, proveniente da una collezione privata di Madrid, La Danza della Sposa, è il grande ottone, tulle e tessuto, del 1979, già esposto a Venezia al Fortuny, a Lugano, Bruxelles e Madrid (stima 150.000 – 200.000).

Le sculture

Tra le sculture dell’asta, la Grande Mutilazione, uno degli esempi di scultura in ceramica di Leoncillo di grandi dimensioni, gres e smalti con base in legno (altezza pari a 130 cm e una stima tra 400.000 – 500.000), analoga a un esemplare recentemente venduto a Londra ad oltre 720.000 sterline.

Leoncillo, uno degli scultori più importanti del ‘900, negli anni ‘50 abbandona il Realismo e il Figurativo che caratterizzano le sue opere ante-guerra ed abbraccia l’Informale e l’Astrazione, ben esemplificata nella scultura proposta in catalogo.

L’opera del 1962 ha un pedigree espositivo di rilievo: due Biennali di Venezia, la III Exposition Internationale de sculpture contemporaine a Parigi al Museo Rodin nel 1966, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1979, Ferrara e Spoleto nel 1983 e nel 1985 la Galleria d’Arte Moderna di Verona.

Il Pistoletto e uno dei Boetti dell’asta sono del 1989: il ritratto della figlia di Pistoletto, Armona, Pittrice Rossa Con Pantaloni Scuri, serigrafia su inox (150×125 cm), è valutato tra 250.000 – 350.000 mentre Alternandosi e Dividendosi (Positivo-Negativo) di Alighiero Boetti ha una stima di 280.000 – 350.000.

Altro importante poverista di questa selezione è Jannis Kounellis, presente con Senza Titolo (5) del 1959 (stima tra 300.000 – 400.000), già proveniente dalle collezioni milanesi Malabarba e Gian Ferrari. L’opera ha una data preziosa, risale al 1959, l’anno precedente alla personale presso la celebre galleria La Tartaruga di Roma che consacrò Kounellis.

Gli italiani

Tra le opere di Lucio Fontana selezionate per quest’asta, si ricorda l’anilina del 1958, Concetto Spaziale, Forma (stima 250.000 – 350.000), proveniente dalla collezione di Giovanna Bonino, Buenos Aires, luogo storico per Fontana perché è qui che egli firmò il celebre Manifesto Blanco. Quest’opera fu esposta, sempre nel 1959, al Museo Nazionale di Belle Arti di Buenos Aires.

Acquisito dalla famiglia dell’attuale proprietario direttamente dall’artista alla metà degli anni Sessanta è il taglio del 1963-1964 Concetto Spaziale, Attese (stima 400.000 – 500.000) eseguito da Lucio Fontana nell’ultimo periodo della sua vita. Il taglio è al centro dell’opera, su una tela di un verde intensissimo ed è una ferita, una fessura perfettamente conservata.

Tra 250.000 – 350.000 si attesta la valutazione affidata dal dipartimento per ciascuno dei due grandi Castellani, quasi quadrati, Superficie Rossa (1985) e Superficie Blu (1995). Ancora, una grande tela di Renato Guttuso (al quale la GAM di Torino ha dedicato quest’anno una monografica) Tre Operai e Una prostituta è stimata tra 80.000 – 120.000. Seguono due nature morte di Morandi, l’una del 1959, proveniente da un’importante collezione privata (stima tra 600.000 – 800.000) e l’altra del 1923, anch’essa da raccolta privata, che ha una valutazione di 800.000 – 1.200.000 e rappresenta una delle prime Nature Morte dell’artista bolognese.

In catalogo una collezione privata internazionale con opere di Boetti (Tutto del 1987, stimata tra 400.000 – 600.000), Dorazio (Collier, 1963; tra 100.000 – 150.000) e un olio del 1961 di Lucio Fontana Concetto Spaziale, oro, colore materico e caro alla storia dell’arte e oggi di grande attualità (vedi la recente asta londinese The Midas Touch) stimato tra 800.000 – 1.200.000.

E per la prima volta sul mercato italiano un Basquiat, Untitled, proveniente dalla medesima collezione, datato 1981, collage e tecnica mista su cartone, della serie Car, già in mostra a Losanna al Museo d’Arte Contemporanea della città (stima tra 300.000 – 400.000). Le macchine sono un soggetto che Basquiat dipinge per tutta la sua breve vita e accompagnano la sua evoluzione stilistica. I suoi dipinti trasmettono un sistema di valori estetici con riferimenti alla strada, all’arte africana, ai graffiti newyorkesi.

Tra gli altri nomi internazionali di questa selezione autunnale, figurano quelli di Twombly (incluso con Untitled, una piccola carta del 1961; stimato tra 200.000 – 300.000) Georges Mathieu, Alex Katz (con una grande tela del 1999, Harbor 10; stimato tra 200.000 – 300.000), Peter Halley, Julian Opie, Matta e Hans Hartung.

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