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Snam: l’utile dribbla il Covid, migliorano dividendi e guidance

Imagoeconomica

Snam resiste al Covid e lo fa aumentando ricavi, utile netto e dividendo. La società che gestisce l’infrastruttura del gas in Italia ha chiuso il 2020 con fatturato a 2,77 miliardi di euro (+6,3% rispetto al 2019), grazie al contributo degli investimenti realizzati e alla crescita dei business della transizione energetica, e nonostante gli impatti del Covid sulla domanda di gas. Guardando infatti solo ai ricavi dei nuovi business, quelli legati all’energia pulita, viene fuori che sono quasi raddoppiati a 192 milioni di euro, grazie alla crescita delle commesse di impianti di biogas e biometano della controllata IES Biogas, alle attività di efficienza energetica in ambito residenziale, alle vendite di compressori per la mobilità sostenibile, oltre che alle imprese entrate nel perimetro di consolidamento alla fine del 2019 e nel 2020. Lieve miglioramento anche per l’Ebitda adjusted, a sfiorare i 2,2 miliardi (+1,3% rispetto al 2019), mentre l’utile netto adjusted è risultato nell’ultimo esercizio pari a 1,164 miliardi di euro (+6,5% rispetto al 2019), anche a fronte dei maggiori proventi da partecipazioni e della significativa riduzione degli oneri finanziari netti.

Non solo: la società guidata da Marco Alverà è persino in grado di alzare la guidance sull’utile netto adjusted del 2021, previsto a 1,17 miliardi contro la precedente stima di 1,13 miliardi. Questo quadro consente al Cda di Snam di proporre all’assemblea un dividendo da 0,2495 euro per azione (in aumento del 5% e in linea con le previsioni del piano strategico 2020-2024), di cui 0,0998 euro per azione già distribuiti nel mese di gennaio 2021 a titolo di acconto (326 milioni di euro) e 0,1497 euro per azione a saldo, in pagamento a partire dal 23 giugno 2021. In crescita anche gli investimenti tecnici, a 1.189 milioni di euro (+23,5% rispetto al 2019), mentre l’unico dato non entusiasmante è l’aumento dell’indebitamento finanziario netto, di quasi 1 miliardi da 11,9 a 12,88 miliardi di euro, anche se Snam spiega che questo è successo “a seguito della realizzazione del piano di investimenti, delle acquisizioni effettuate nell’esercizio e dello share buyback”.

“In un anno di difficoltà e incertezze a causa della pandemia – ha commentato il CEO Alverà -, Snam ha dimostrato il proprio ruolo essenziale nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la capacità di realizzare i progetti nei tempi previsti, insieme all’impegno nei confronti della comunità e dei territori. I positivi risultati ottenuti nel 2020 sono frutto di una strategia di lungo periodo intrapresa negli ultimi anni e beneficiano della solidità del core business, della crescita delle nuove attività nella transizione energetica e della continua attenzione ai costi. Abbiamo aumentato gli investimenti di oltre il 20%, recuperando tutti i ritardi nei lavori dovuti al lockdown e completando progetti importanti come il TAP”.

“Abbiamo ulteriormente rafforzato – ha aggiunto il manager – il nostro posizionamento nella transizione energetica grazie a nuove acquisizioni e a nuovi progetti nel biometano, nell’efficienza energetica e soprattutto nell’idrogeno. Nel contempo, l’ingresso negli Emirati Arabi e i primi accordi siglati in India consentono a Snam di essere sempre più proiettata nei mercati internazionali. Questi risultati sono stati raggiunti grazie all’impegno delle persone di Snam, mettendo i fattori ESG al centro delle nostre strategie, con l’obiettivo di essere protagonisti della transizione energetica nell’interesse di tutti gli stakeholder e contribuendo allo sviluppo dei territori nei quali operiamo. Questi impegni si riflettono tra l’altro nello Statuto sociale aggiornato e nel nostro ambizioso target di neutralità carbonica al 2040”.

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Categories: Finanza e Mercati