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Sistema idrico, senza investimenti 32 miliardi di danni: rapporto Agici

Pixabay

In occasione del convegno che si e` tenuto oggi a Torino e che ha visto, tra gli altri gli inter- venti dei rappresentanti di alcune delle piu` importanti utilities (A2A, ABBANOA, ACEA,HERA, EGEA, IREN, SMAT), di esponenti e associazioni, imprese, istituzioni finanziarie (Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti), sono stati presentati i risultati di uno studio condotto da AGICI sullo sviluppo del settore idrico in Italia e sulle sfide, in termini di efficienza, innovazione e investimenti in nuove tecnologie che le aziende dovranno affrontare nei prossimi anni. Il vicesindaco di Torino, Guido Montanari e il presidente dell’ANCI del Piemonte, Alberto Avetta, hanno esposto il punto di vista delle amministra- zioni comunali sui temi in discussione e sulle strategie a livello locale per il settore. Gli in- terventi del presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, e del Commissario dell’Autorita` per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Alberto Biancardi, hanno concluso il workshop.

I principali risultati dello studio AGICI

–  Ammontano a 2 miliardi di euro l’anno gli investimenti necessari per ammodernare e rendere efficiente il settore idrico in Italia per i prossimi 25 anni.
–  Secondo le stime di AGICI, i mancati investimenti porteranno al Sistema-Paese un danno quantificabile in 32 miliardi di € al 2030.
–  Grazie al ruolo della regolazione della AEEGSI, le aziende stanno ricominciando a investire, supportate da un sistema finanziario attento alle esigenze del settore.
–  Secondo le ricerche di AGICI i 10 principali operatori del settore (circa il 50% del mercato) hanno investito nel 2016 oltre 900 milioni di euro.

–  Nel 2016, oltre un quarto dei ricavi generati dalle aziende e` stato destinato agli investimenti, una cifra gia` assai rilevante ma destinata a crescere ulteriormente in futuro.

–  Gli investimenti dei primi 10 operatori toccheranno 1,3 miliardi di € l’anno nel 2020, soprattutto per interventi sulla rete di acquedotti e sulla depurazione.

–  Le aziende del settore manifestano una crescente attenzione all’innovazione e, in particolare, sulle tecnologie digitali. IOT.
–  telecontrollo e telegestione delle reti, smart meter, big data anlytics, smart jobs, smart home sono gli ambiti cui le aziende idriche italiane stanno puntando maggiormente; i benefici in termini di efficienza operativa e qualita` del servizio saranno rilevanti e pervasivi su tutta la filiera operativa del settore.

–  Gia` oggi iniziano a sentirsi gli effetti degli interventi – anche digitali e innovativi – per rendere piu` efficiente la gestione. Per le 10 principali aziende, il rapporto tra margine operativo lordo e fatturato e` passato dal 29% del 2012 al 37% nel 2016.

–  L’efficientamento della gestione ha contribuito ad aumentare gli utili delle prime 10 aziende del settore, passati da 113 milioni di euro del 2012 a oltre 300 milioni nel 2016. Nel periodo 2012-2016 sono stati generati utili per 1,5 miliardi di euro, in larga parte distribuiti agli azionisti pubblici di controllo (Comuni) e reinvestiti.

–  In conclusione, il settore idrico italiano sembra aver finalmente intrapreso un per- corso virtuoso. Ancora molto c’e` da fare ma sembra davvero che si possa parlare di un vero e proprio “rinascimento” in grado di proiettare l’Italia tra i paesi leader.

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