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Scala, ovazione per Mattarella. Per il «Boris Godunov» 13 minuti di applausi. In prima fila anche Von der Leyen e Meloni

Come l’anno scorso tutti in piedi e quasi cinque minuti di applausi e “grazie” per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte del pubblico del Teatro alla Scala di Milano, dove è andata in scena la Prima della stagione lirica. Con la serata di ieri 7 dicembre, Sant’Ambrogio, il patrono della città, si è inaugurata la stagione 2022-2023 con l’opera russa “Boris Godunov” di Modest Musorgskij, nella sua prima versione (1869) e per la direzione del maestro Riccardo Chailly, alla sua nona prima. Alla regia Kasper Holten, mentre Ildar Abdrazakov è il protagonista.

Sul palco d’onore, alla sinistra del presidente, la figlia Laura, e a destra la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. Mattarella è stato accolto dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dal governatore lombardo Attilio Fontana e dal sovrintendente Dominique Meyer. Presente anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni.

Mattarella: la grande cultura russa è parte integrante della cultura europea

Al suo ingresso nel palco d’onore il pubblico della Scala, tutto in piedi, ha tributato un’ovazione al capo dello Stato. Mattarella ha provato a far sedere la platea, ma anche questa volta sono 4 minuti di applausi a fare da apripista all’inno nazionale. Dal pubblico qualcuno ha urlato: “Viva l’Europa!”
Per Mattarella “la grande cultura russa è parte integrante della cultura europea, non si può cancellare. La responsabilità della guerra va attribuita al governo di quel Paese non certo al popolo russo o alla sua cultura”. All’arrivo a teatro la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto “Dobbiamo onorare la cultura e non permettere a Putin di distruggerla”, mentre per la premier Meloni sono insensate le polemiche sorte attorno al “Boris Godunov”: “Come è noto io ho una posizione estremamente chiara sul tema dell’invasione dell’Ucraina – ha detto – però noi non ce l’abbiamo con il popolo russo, con la storia russa, con la cultura russa. Noi ce l’abbiamo la scelta politica. E i due piani vanno tenuti distanti, altrimenti facciamo molta confusione”. Sulla stessa linea anche Fontana: “Secondo me la cultura non deve entrare a far parte di queste polemiche” e La Russa: “ci sono molti tiranni nel mondo ma a noi non piacciono. La grande arte non ha colore”.

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