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Roma, oggi è il Totti Day: addio a una leggenda del calcio

L’addio di una leggenda. Domenica storica questa che si appresta a vivere il nostro calcio, pronto a salutare l’ultima grande bandiera rimasta in circolazione. Non ce ne voglia Gigi Buffon ma Francesco Totti è il solo ancora in attività ad aver dedicato tutta la carriera a una sola maglia, quel giallorosso che quest’oggi, Spalletti permettendo, vestirà per l’ultima volta. L’Olimpico, sold out da settimane per l’occasione, lo omaggerà come si fa solo con i più grandi, nella speranza di rivederlo tra qualche mese nella veste di dirigente. Ipotesi che sembrava certa ma che ora, complici diverse tensioni con società e allenatore, non lo è più: in molti infatti pensano che Totti stia pensando di continuare a giocare, probabilmente all’estero (Miami?), in barba al contratto già firmato con la Roma per entrare nello staff dirigenziale.

“Giocherà un bel pezzo di partita, il più importante – le parole di Spalletti. – Sono stato fortunato ad allenarlo, ho visto le sue intuizioni geniali, le sue letture sempre in anticipo. In lui però qualcosa deve ancora crescere, essere capitano vuol dire donare tutto quello che hai e lui, pur avendolo fatto, non è riuscito sempre a trasmettere questo messaggio. Si è visto che non basta solo lui per far vincere la Roma”. Dichiarazioni fredde, in totale controtendenza con il mare d’amore in arrivo da tutta Italia (e non solo), a testimonianza di un rapporto difficile, mai davvero sbocciato.

Ciò che sembra davvero infastidire il tecnico è che Totti sia sempre al centro dell’attenzione, anche oggi che c’è una partita col Genoa da giocare (ore 18) e un secondo posto da difendere dagli attacchi del Napoli. Per questo se ne andrà dalla Capitale per inseguire successi nella Milano nerazzurra, non prima però di aver lasciato un piazzamento Champions fondamentale per bilanci e mercato. “Parleremo del mio futuro solo dopo questa partita – ha ribadito ieri. – Ora siamo a un passo dall’obiettivo e non possiamo sbagliare niente. Il pericolo è che la testa vada su un altro tipo di attenzione e si perda di vista ciò che conta di più, che festa faremmo a Totti senza i 3 punti?”. In effetti battere il Genoa è obbligatorio e Spalletti ci proverà con il classico 4-2-3-1, con Szczesny in porta, Rudiger, Manolas, Fazio ed Emerson in difesa, De Rossi e Strootman a centrocampo, Salah, Nainggolan ed El Shaarawy sulla trequarti, Dzeko in attacco.

Juric, già salvo e dunque senza patemi, risponderà con un 3-4-2-1 con Lamanna tra i pali, Biraschi, Burdisso e Gentiletti nel reparto arretrato, Lazovic, Veloso, Cofie e Laxalt in mediana, Ntcham e Ninkovic a supporto dell’unica punta Palladino. I 90’ che decideranno la corsa al secondo posto si giocheranno anche a Marassi, dove il Napoli proverà a battere la Sampdoria e sperare che il Genoa fermi la Roma. Scenario complicato, sia per la differenza di valori in campo che per l’oggettiva differenza di motivazioni, eppure gli azzurri vogliono provarci fino alla fine.

“Abbiamo l’obbligo di crederci e portare a casa i 3 punti – ha spiegato Sarri. – Non sarà facile perché la Samp è organizzatissima e allenata da un tecnico che stimo molto e poi sappiamo che molto dipenderà dalla Roma. Loro sono davanti anche perché abbiamo avuto infortuni importanti, in più hanno avuto 8 rigori in più di noi, un dato che fa riflettere…”. Polemica a cui Spalletti, eventualmente, si sottoporrà solo questa sera, intanto però gli azzurri proveranno a sbancare Marassi per ridurre al minimo il numero dei rimpianti. Sarri si affiderà al classico 4-3-3 con Reina in porta, Hysaj, Chiriches, Koulibaly e Ghoulam in difesa, Zielinski, Jorginho e Hamsik a centrocampo, Callejon, Mertens e Insigne in attacco. 4-3-1-2 invece per Giampaolo, che proverà a chiudere al meglio il buon campionato dei suoi con Puggioni tra i pali, Bereszynski, Silvestre, Skriniar e Pavlovic nel reparto arretrato, Barreto, Torreira e Linetty in mediana, Fernandes dietro alla coppia offensiva Schick-Quagliarella.

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