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Roma: Catania travolto, Juve nel mirino

“Mi sa che sono venuto in Italia nell’anno sbagliato”. Una battuta quella di Rudi Garcia, ma fino a un certo punto. Perché nonostante la sua Roma stia facendo qualcosa di incredibile (con quella di ieri sono 17 le partite senza sconfitte in campionato), la distanza dalla Juve capolista resta comunque considerevole. Cinque punti non sono ancora troppi, ma lo scontro diretto del 5 gennaio potrebbe rivelarsi decisivo, il che sarebbe quantomeno ingeneroso nei confronti di una Roma così bella.

Ad ogni modo, i giallorossi andranno a Torino con la coscienza a posto, consapevoli di aver fatto il proprio dovere fino in fondo. Contro il Catania poteva esserci un rischio rilassamento, invece la squadra di Garcia ha dato il meglio, dimostrando di essere matura per puntare davvero in alto. Merito anche del tecnico francese, che nel scegliere la formazione titolare ha mandato un messaggio chiaro: oggi non si scherza!

Garcia infatti decide di ovviare alle assenze di De Rossi e Strootman passando dal classico 4-3-3 all’inedito 4-2-3-1, inoltre schiera contemporaneamente dall’inizio tutti i diffidati (Maicon, Pjanic, Florenzi e Ljajic), in barba a calcoli di ogni tipo. Il primo tempo comincia però con un buon Catania, che chiude ogni spazio e sembra in grado di giocarsi le sue chance. Le notizie che arrivano da Bergamo animano la Roma, che al 17’ passa con Benatia, bravo a deviare di testa una sponda di Destro. 

L’Olimpico esulta, anche perché quasi contemporaneamente l’Atalanta pareggia con la Juve. E se quello dei nerazzurri si rivela essere solo un fuoco di paglia, così non è per i giallorossi. Dopo aver sfiorato più volte il 2-0 già nel primo tempo, la Roma lo trova a inizio ripresa: la rete è di Destro, con la “gentile” collaborazione di Frison, che regala letteralmente il pallone all’attaccante. A quel punto il match finisce definitivamente, con la squadra di Garcia che segna il 3-0 (ancora Benatia, sempre di testa), sfiora ripetutamente il 4-0, infine lo trova con Gervinho (80’). 

Il successo non basta per ridurre la distanza dalla Juve, ma serve per incrementare il morale. A Torino sarà battaglia vera, e questo, viste le premesse d’inizio stagione, vale già mezzo scudetto.

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