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Risparmio, boom dei fondi: ecco la classifica

L’industria italiana del risparmio gestito ha chiuso il primo trimestre del 2017 con una raccolta netta pari a 27,8 miliardi di euro, quasi il quadruplo rispetto ai 7,5 miliardi del periodo ottobre-dicembre 2016. Lo comunica Assogestioni, precisando che il patrimonio netto complessivo ha raggiunto così il nuovo record di 1.984,4 miliardi di euro, dai 1.943 miliardi di fine 2016.

Nel dettaglio, i fondi aperti hanno messo a segno nei tre mesi una raccolta netta di 16 miliardi contro 6 miliardi nel trimestre precedente. I fondi chiusi segnano invece +106 milioni, dopo +686 milioni. Per le gestioni di portafoglio è stato un boom, con una raccolta netta di 11,68 miliardi contro 816 milioni. In particolare, le Gpm retail segnano 1,09 miliardi (da -1,29 miliardi), le Gpf retail 1,2 miliardi (779 milioni), le gestioni di patrimoni previdenziali +3,47 miliardi (-1,82 miliardi) e le gestioni di prodotti assicurativi +6 miliardi (+2 miliardi).

Tra i fondi aperti, i risparmiatori hanno privilegiato gli obbligazionari, che hanno messo a segno una raccolta netta di 7,6 miliardi (da 4,8 miliardi nel quarto trimestre 2016). È salita anche la richiesta per i bilanciati (4,48 miliardi da 1,48 miliardi) e i flessibili (2,9 miliardi da 1,46 miliardi), come pure per gli azionari, tornati in territorio positivo (2,1 miliardi da -661 milioni). Continua, invece, la disaffezione per i monetari (-840 milioni, dopo il -939 milioni del trimestre precedente).

I fondi di diritto estero hanno fatto il pieno anche nei primi tre mesi dell’anno con una raccolta netta di 13,38 miliardi (da 5,8 miliardi nei tre mesi precedenti). Il saldo per i fondi di diritto italiano è invece di 2,7 miliardi da 227 milioni.

A livello di patrimonio, le gestioni collettive totalizzavano a fine marzo 990 miliardi (da 949,5 miliardi a fine 2016) suddivisi tra i 942 miliardi dei fondi aperti (da 901 miliardi) e 48,2 miliardi dei fondi chiusi. Alle gestioni di portafoglio fanno invece capo masse per complessivi 994,3 miliardi (da 993,4 miliardi).

Tra i fondi aperti, il patrimonio gestito più consistente resta appannaggio degli obbligazionari con 390,6 miliardi (da 378 miliardi). I flessibili sono a quota 222,6 miliardi (da 218 miliardi), gli azionari a 209,6 miliardi (da 191 miliardi) e i bilanciati a 82,2 miliardi 8da 75,7 miliardi). I fondi di diritto estero gestiscono nell’insieme masse per 694,7 miliardi (da 659 miliardi), pari al 73,8% del totale.

LA CLASSIFICA DEI GESTORI

Passando ai maggiori gestori, il gruppo Generali nel primo trimestre ha segnato – in base ai dati di Assogestioni – una raccolta netta di 1,1 miliardi di euro e a fine marzo aveva un patrimonio gestito di 459,3 miliardi, pari al 23,7% del settore. Il gruppo Intesa Sanpaolo ha messo a segno una raccolta netta di 4,8 miliardi, grazie ai 5 miliardi di Eurizon, mentre Fideuram segna -189,9 milioni. Il patrimonio gestito da Intesa Sp ha raggiunto 379,2 miliardi, pari al 19,6% del totale. Pioneer Investments (gruppo Unicredit) registra, invece, deflussi per 3,3 miliardi, con un patrimonio di 145 miliardi, pari al 7,5% del totale.

Per le Poste Italiane, numero 4 del risparmio gestito tricolore, il saldo netto di raccolta del trimestre è positivo per 2,78 miliardi e le masse totalizzano 75,5 miliardi (3,9% del totale). Blackrock, che non diffonde dati di raccolta, ha un patrimonio in gestione di 73,7 miliardi (3,8%). Anima Holding, numero 6 del settore, nel trimestre ha raccolto 403 milioni, con masse per 73,6 miliardi. Concludono il ‘Top 10’ dei gestori (in base al patrimonio) il gruppo Ubi Banca, con una raccolta netta nel trimestre di 1,44 miliardi, Allianz con 911 milioni, Amundi con 2,84 miliardi e il gruppo Mediolanum con 400,3 milioni.

Di rilievo l’andamento nel trimestre anche della raccolta netta di Axa (1,25 miliardi), Bnp Paribas (3,46 miliardi), JP Morgan Am (1,22 miliardi), M&G Investments (2,29 miliardi), Credit Suisse (1,3 miliardi), Société Générale (1,28 miliardi) e Groupama Am (1,1 miliardi).

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