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Retrò o Vintage: la dimensione nostalgica dei prodotti

sacerdote

Ritengo, secondo una sottile logica psicologica, che la nostalgia svolga una funzione vitale per l’evoluzione dell’identità e della personalità degli esseri umani. I ricordi e le emozioni (positive o negative) generati da una pubblicità, un cantante, una marca oppure un prodotto che hanno lasciato il segno, sono contributi imprescindibili della nostra storia e della nostra memoria. In fondo, “noi siamo quello che ricordiamo. Meno ricordiamo, meno siamo“ (Carlos Ruiz Zafón).

Questa cultura di prodotti del retrò o del vintage nasce una trentina di anni fa con i primi negozi di seconda mano. Contestualmente, si sviluppa anche una cultura della memoria e dell’archiviazione che prima era poco sentita, anzi! La verità è che i nostri genitori e antenati hanno buttato tanta roba e quello che è rimasto ha assunto maggior valore anche per la scarsità.

Questi prodotti-ricordi sono connotati da una componente nostalgica dei bei tempi che furono in gioventù. La stessa nostalgia la si ritrova nella diaspora degli immigranti per i prodotti nazionali. Chi ha avuto l’occasione di visitare qualche Little Italy americana ha sicuramente assaporato quel feeling retrò un po’ malinconico e commovente, ma molto orgoglioso e fiero, negli occhi dei nostri connazionali di oltre oceano.

Noi boomer siamo la generazione che ha maggiormente sentito questa nostalgia e siamo stati ampiamente appagati dal rilancio ammodernato di vecchi modelli (500, Mini, Vespa), ma anche da tanta cultura che fonda le sue radici nella memoria (narrativa, film, televisione, arte, ecc.).

Osservando la varietà e la vastità di offerta in quest’ambito evidenzio tre modelli produttivi:

  • riedizioni o riproduzioni limitate di prodotti autentici fatti sulla distinta base originaria;
  • edizioni di prodotti autentici mantenendo solo alcuni elementi identitari e concettuali ed evolvendo le componenti intrinseche e materiali;
  • edizioni di prodotti non-originali che sono stati ideati, oppure contraffazioni e imitazioni che sono state completamente rivisitate, inventate o significativamente evolute.

Immagino di trovarvi d’accordo con quanto scritto per il passato, per il futuro mi domando:

Le nuove generazioni digitali tra trent’anni saranno anche loro nostalgiche? Quali prodotti della loro gioventù entreranno nella loro top ten delle icone memorabili e leggendarie?

Una parziale sensazione è che molti dei prodotti e marchi oggi pienamente retrò e vintage non tramonteranno e continueranno a consolidare la memoria anche delle prossime generazioni. Lasciamo a queste generazioni la costruzione della loro memoria sperando che siano migliori di noi nella selezione e conservazione dei prodotti da memorizzare.

“Talvolta crediamo di aver nostalgia di un luogo lontano, mentre a rigore abbiamo soltanto nostalgia del tempo vissuto in quel luogo quando eravamo più giovani e freschi. Così il tempo ci inganna sotto la maschera dello spazio. Se facciamo il viaggio e andiamo là, ci accorgiamo dell’inganno.” Arthur Schopenhauer

All the best!

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Categories: Arte