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Primo maggio, festa del lavoro: origini, storia e significato. Tutto nacque con lo sciopero per le otto ore del 1886 in America

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Il Primo Maggio è universalmente noto come la giornata dedicata alla celebrazione del lavoro in molti paesi del mondo. La sua scelta non è casuale, ma è radicata in eventi storici significativi. La sua origine risale al movimento per lo sciopero generale del 1886 negli Stati Uniti che culminò nell’ottenimento delle otto ore lavorative. Questa data commemora altresì le vittime degli incidenti avvenuti a Chicago, che rappresentarono un momento cruciale nelle lotte operaie del tempo.

La Festa del Lavoro oggi viene celebrata in più di 130 nazioni in tutto il mondo. In genere, è osservata il 1º maggio, ma in alcuni paesi la data può variare. È una ricorrenza diffusa in numerosi paesi in diverse regioni del mondo, inclusi Stati Uniti, Canada, gran parte dell’Europa, America Latina, Africa, Asia e altre regioni.

Le origini del primo maggio

La Festa dei Lavoratori ha origine nelle manifestazioni per i diritti degli operai durante la Rivoluzione Industriale negli Stati Uniti, guidate dai Knights of Labor. La lotta per le otto ore lavorative, avviata il 1º maggio 1867 solo nell’Illinois, si estese gradualmente negli Stati Uniti. Nel 1882, a New York, si tenne una significativa protesta il 5 settembre, mentre nel 1884 i Knights of Labor approvarono una risoluzione per rendere l’evento di protesta annuale, senza però fissare una data ufficiale nell’Illinois.

Il 1º maggio 1886, in coincidenza con il 19º anniversario dell’entrata in vigore della legge delle otto ore lavorative nell’Illinois, la Federation of Organized Trades and Labour Unions dichiarò questa data come termine ultimo per estendere la legge in tutto il territorio degli Stati Uniti. In caso contrario, sarebbe stato indetto uno sciopero generale a oltranza.

Lo sciopero generale e la Rivolta di Haymarket

Il movimento per le otto ore lavorative si diffuse gradualmente negli Stati Uniti, culminando nella protesta del 1886 a Chicago, conosciuta come la Rivolta di Haymarket. La manifestazione si trasformò in tragedia quando la polizia sparò sui manifestanti alla fabbrica di mietitrici McCormick, uccidendo due persone e ferendone molte altre. In risposta alla violenza delle forze dell’ordine, gli anarchici locali organizzarono una manifestazione nell’Haymarket Square, dove una bomba lanciata da un individuo sconosciuto il 4 maggio causò la morte di sei poliziotti e il ferimento di circa cinquanta persone. La polizia rispose aprendo il fuoco sui manifestanti. L’attentato rappresentò il primo utilizzo della dinamite come arma negli Stati Uniti. L’identità del responsabile non è mai stata svelata.

Il primo maggio nel mondo

Le notizie degli eventi tragici di Chicago si diffusero in tutto il continente americano e in Europa. Da allora, Il Primo Maggio fu adottato come festa dei lavoratori in molti paesi del mondo, sia quelli con tradizioni socialiste che in altri con diverse prospettive politiche ed economiche diventando una giornata di commemorazione, solidarietà e riflessione sulle condizioni dei lavoratori e sulle lotte per i loro diritti.

In Canada, la data del 1º maggio fu adottata nel 1894, con riferimento alle precedenti marce dei lavoratori a Toronto e Ottawa nel 1872. Al Congresso Internazionale di Parigi del 1889, il 1º maggio fu ufficialmente dichiarato la Festa Internazionale dei Lavoratori, adottata da molti paesi nel mondo. In Australia, la commemorazione ricorda la “Festa delle Otto Ore”, con variazioni nella data di celebrazione, come il primo lunedì di maggio, marzo o ottobre in diverse regioni. Nel mondo cattolico, papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore il 1º maggio 1955 per essere condivisa dai lavoratori cattolici.

La festa del lavoro in Italia

In Italia, l’indignazione per l’esecuzione degli anarchici di Chicago nel 1888 portò a rivolte a Livorno contro le navi statunitensi e la Questura, dove si pensava si fosse rifugiato il console degli Stati Uniti. Nel 1919, la Fiom firmò un accordo con la Confederazione degli industriali per ridurre l’orario lavorativo a otto ore giornaliere e 48 settimanali.

La decisione europea di celebrare il 1º maggio, ratificata dalla Seconda Internazionale a Parigi nel 1889, fu adottata in Italia solo due anni dopo. La rivista La Rivendicazione del 1890 descrisse il Primo Maggio come una parola d’ordine che univa i lavoratori di tutto il mondo: “Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento“.

Durante il regime fascista, dal 1923 la festa del lavoro fu anticipata al 21 aprile e associata al Natale di Roma, diventando un giorno festivo. Nel 1946, al termine della Seconda Guerra Mondiale, la celebrazione tornò al 1º maggio e fu inserita tra le festività nel 1949.

Dal 1990, i sindacati CGIL, CISL e UIL, insieme al comune di Roma, organizzano annualmente un grande concerto per celebrare il Primo Maggio. Tenutosi sempre a piazza di San Giovanni in Laterano, nel 2024, per la prima volta, il “concertone” si terrà al Circo Massimo. L’evento, che solitamente attrae principalmente giovani e offre esibizioni di numerosi gruppi musicali e cantanti, è seguito da centinaia di migliaia di persone e trasmesso in diretta televisiva dalla Rai.

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