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Primarie farsa in Sel e M5S: Vendola e Grillo fanno lezione agli altri ma si comportano da dittatori

Il paradosso è che Nichi Vendola e Beppe Grillo sono abituati a dare lezione agli altri. Ma le primarie dei loro partiti ne stanno mettendo a nudo tutte le contraddizioni e ne stanno svelando le vocazioni dittatoriali. Per loro la democrazia sembra appartenere a un altro pianeta. Sono le cronache delle ultime ore a rivelarlo.

Nelle primarie di Sel il presidente dell’Associazione allenatori, Renzo Ulivieri, era arrivato secondo in Toscana ma la direzione nazionale del partito di Vendola lo ha retrocesso al quarto posto della lista per il Senato precludendogli di fatto la possibilità di essere eletto. Ma non è l’unico colpo di mano di casa Vendola: la vincitrice delle primarie toscane, la giornalista Alessia Petraglia, è finita al terzo posto nella lista per Palazzo Madama. Proteste e rivolte nel partito, ma che cosa avrebbe detto Vendola se quel è successo a casa sua fosse avvenuto in un altro partito?

Un’altra bella prova di manipolazione antidemocratica viene da Bppe Grillo che, non pago di aver zittito e cacciato dal suo movimento le consiglieri comunali Federica Salsi e Raffaella Pirini ree di apparizioni televisive, sta contraffacendo le primarie online di M5S: al secondo giorno ha escluso senza alcun motivo tre attivisti che volevano candidarsi per il Parlamento e che avevano tutti i requisiti ma, evidentemente, non il gradimento del capocomico

In compenso un’altra prova di sfacciataggine viene da destra e da Silvio Berlusconi che, attraverso le manovre del fido Denis Verdini, farà candidare il pluricondannato per collusione con la mafia Marcello Dell’Utri nella lista “Grande Sud” di Gianfranco Miccichè, che – come tutti ricordano – quand’era sottosegretario al Tesoro ebbe qualche problema di droga.

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Categories: Politica