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Poste e Ferrari tengono banco. Oggi in asta Btp e Bonos spagnoli

L’economia cinese è in ripresa? A giudicare dai dati della bilancia commerciale si potrebbe dire di sì. Ma anche di no. E l’incertezza si riflette sull’andamento dei mercati: Shanghai scende dello 0,4%, Shenzhen sale dello 0,3%. Giù anche Hong Kong (-0,1%) e Tokyo (-0,9%), nonostante il balzo di Sharp (+10,1%), sostenuta dall’ingresso nel capitale della mano pubblica. Gli esperti si sono già divisi sulla lettura dei dati. 

Gli ottimisti possono appellarsi al dato delle esportazioni: -3,7% in dollari (-1,1% in renmimbi) in ripresa rispetto alla caduta del 6,6% di agosto. Ma nello stesso periodo le importazioni sono calate, in dollari, del 20,4% per effetto del calo delle materie prime ma anche dei minori consumi interni.

Per ora, insomma, resiste il “vecchio” manifatturiero, in ripresa da inizio anno, e stenta ad affermarsi un nuovo modello, basato sui servizi. Il risultato è una bilancia commerciale record (60,3 miliardi di dollari) che dovrebbe compensare la fuga di capitali in atto. Intanto già si scommette sul Pil del terzo trimestre in uscita lunedì prossimo: la previsione è per un aumento del 6,8%. 

PETROLIO IN CALO. MONTA LA PRESSIONE SULLA BIRRA

L’attesissimo dato cinese inaugura una giornata a pieno regime, dopo l’attività a tassi ridotti di lunedì, segnata dal Columbus day (mercato dei bond chiuso al pari delle banche, Borse ad attività limitata). Con la pubblicazione delle trimestrali di JP Morgan, Intel, Johnson & Johnson e General Electric entra subito nel vivo la campagna delle trimestrali. 

Poco mossi gli indici Usa: S&P +0,1%, Dow Jones +0,3%, Nasdaq +0,2%. La giornata non stata però avara di emozioni. Dell computers ha acquistato per 67 miliardi di dollari il controllo di Emc (+2%), gigante del dta storage: è la più importante transazione di sempre nel settore. Intanto InBev ha ulteriormente alzato l’offerta per SabMiller: 94 miliardi di dollari per creare il gigante mondiale della birra. 
 
Il dato più importante riguarda la frenata del petrolio, in calo del 5% negli scambi di ieri. Stamane il Brent, in ripresa, tratta in Asia 50,48 dollari al barile.

Contrastata l’apertura europea. Ig Markets vede lievi ribassi a Londra e Parigi. In modesto rialzo Francoforte. 

DEBOLE MILANO. OGGI IN ASTA I BTP E BONOS SPAGNOLI

Ieri, seduta fiacca in Europa, a causa della chiusura delle banche Usa e dell rafforzamento dell’euro sul dollaro. Stamane i riflettori saranno concentrati sullo Zew, l’indice della fiducia tedesca, primo test degli umori della locomotiva del Vecchio Continente dopo lo shock Volkswagen. 

Piazza Affari ha archiviato la seduta in ribasso, appesantita dai bancari: indice Ftse Mib -0,75%. In calo anche Madrid (-0,6%) e Parigi (-0,2%). Fa eccezione Francoforte (+0,3%) grazie al balzo di E.On e Rwe : il ministero dell’Economia ha detto che gli operatori di impianti nucleari hanno accantonato ormai risorse a sufficienza per lo smantellamento.

L’indice FTSEurofirst 300 scende dello 0,16%. Ancora in evidenza il settore auto grazie anche alla performance di Volkswagen (+5,20%), nonostante il taglio del rating da parte di Standard & Poor’s.

Giornate intense per il mercato dei titoli di Stato dell’Eurozona. Ieri sono cominciate le aste del Tesoro italiano che ha collocato 7 miliardi di Bot a 12 mesi allo 0,023%, il tasso minimo da agosto. Oggi sarà la volta dell’offerta a medio-lungo termine. Saranno proposti agli investitori fino a 7 miliardi in Btp. Oltre ai benchmark 7 e 15 anni, verrà emesso il nuovo Btp 3 anni ottobre 2018 per 3-3,5 miliardi. 

In movimento anche la Spagna: tra oggi e domani Madrid metterà a disposizione degli investitori nuova carta per un totale tra 6,5 e 8,5 miliardi di euro on titoli a breve, media e lunga scadenza. 

Lo spread resta stabile attorno a 109 punti base nei pressi del record storico di 104 del 4 maggio scorso. 

POSTE ITALIANE: IL PAYOUT SARA’ DELL’80%. E LONDRA LIQUIDA ROYAL MAIL

Il caso ha voluto che proprio ieri, data d’avvio del collocamento di Poste Italiane spa, il governo inglese annunciasse la decisione di vendere sul mercato l’ultimo 14% posseduto nella Royal Mail, l’ex gestore pubblico. 

Non sarà questo il destino di Poste Italiane, che ha accelerato ieri la sua marcia verso Piazza Affari in cui esordirà, a collocamento concluso, il 26 o il 27 ottobre. Il road show si chiuderà il giorno 22. Il governo conta di incassare 3,7 miliardi dalla cessione del 38,2% della società (greenshoe inclusa) per una valorizzazione della società di 9,7 miliardi. 

“Sarà il banco di prova – scrive il Financial Times – della reputazione del governo”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ad Francesco Caio: “C’è in questo momento un’aspettativa positiva sul Paese – ha detto nella conferenza stampa tenuta a palazzo Mezzanotte -. Noi stiamo osservando, nelle piazze che abbiamo visitato, a partire da Londra e New York, interesse verso l’Italia. Viene vista come un paese che potrebbe beneficiare più degli altri della ripresa, come risultato di un’economia che inizia a marciare e di un governo che mette a terra le riforme”. 

L’ad fa grande affidamento sulla politica del dividendo: “Abbiamo l’accortezza e la prudenza di indicare un payout ad almeno l’80% degli utili per i primi due anni per poi dare appuntamento al mercato per vedere con grande trasparenza se questa politica potrà continuare”.

AVANZA FCA: FERRARI A WALL STREET IL GIORNO 21 

E’ partito ieri sera il road show di Ferrari. Prima tappa il St Regis di New York, uno degli hotel simbolo della Grande Mela. La presentazione della società si chiuderà in fine settimana alla sede storica di Maranello in cui convergeranno gli investitori vip di tutto il mondo. La data di inizio del collocamento delle azioni Ferrari alla Borsa di New York non è stata ancora resa nota, ma negli Usa s’ipotizza che possa essere mercoledì 21 ottobre. 

Fca collocherà 17.175.000 azioni, pari a circa il 9% del capitale, con un prezzo compreso nella forchetta 48-52 dollari per azione. Alle banche collocatrici sarà riservata un’opzione per l’acquisto di ulteriori massime 1.717.150 azioni ordinarie (l’1%). Nel complesso, la valutazione di Ferrari parte quindi da poco più di 9 miliardi di dollari e arriva a fermarsi appena sotto la soglia di 10 miliardi, leggermente più bassa delle stime. Nell’attesa Fiat Chrysler ha chiuso la giornata in rialzo +0,9%. 

FINMECCANICA PAGA LE INCHIESTE UE SULL’AEROSPAZIO

Pesantemente venduta Finmeccanica che chiude in ribasso del 3,8%. La lettera penalizza tutto il comparto aerospaziale del Vecchio continente dopo indiscrezioni su un’inchiesta delle autorità europee sul mercato della manutenzione e dei servizi. I produttori di motori Rolls-Royce e Safran hanno confermato che stanno rispondendo alle domande della Commissione.

Saipem -3%: Banca Akros giudica positivamente le ultime commesse ma continua a mantenersi cauta in attesa del prossimo aumento di capitale. Stm -2,6% dopo i recenti rialzi. Equita Sim ricorda che con i conti del terzo trimestre, in agenda il 29 ottobre, la società dovrebbe comunicare le opzioni strategiche per la divisione Digitale, fonte di perdite operative pari a 300 milioni di dollari.

PIOGGIA DI VENDITE SU MEDIASET, TAGLIATA DA GOLDMAN SACHS

Mediaset ieri è stata tra i titoli più bersagliati (-3,3%). Goldman Sachs ha abbassato il prezzo obiettivo del titolo a 5,2 euro e ha tolto il titolo dalla propria “conviction buy list”. Intanto crescono le perplessità del mercato sui nuovi abbonamenti di Premium, inferiori alle attese.

BANCHE, AVANZA SOLO UBI SPA 

Brilla solo Ubi Banca (-1,5%) nella prima seduta di borsa nella nuova veste di Spa dopo che l’assemblea di sabato ha approvato il nuovo statuto in largo anticipo rispetto alla scadenza prevista dalla legge di riforma di fine 2016.

Negative le altre banche che a livello di settore si allineano a quelle europee. Chiude in profondo rosso Banca Monte Paschi (-3,72%), anche in scia alle vendite scattate quando il titolo ha toccato quota 1,70. Deboli anche Mediobanca (-1,94%), Banco Popolare (-1,67%) e Bpm (-1%). Più limitate le perdite di Unicredit (-0,51%) e Intesa (-0,38%). 

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DA LVMH SEGNI DI RISCOSSA DEL LUSSO 

Infine il lusso. Ieri sera Lvmh (+0,45%) ha annunciato i dati del trimestre, che si è chiuso con un fatturato di 8,58 miliardi (meglio delle attese), in crescita del 16% grazie all’euro debole. 

In denaro Ferragamo (+0,19%), che beneficia di un miglioramento del sentiment degli investitori nei confronti della Cina. 

Categories: Finanza e Mercati