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Portogallo, elezioni: vincono i socialisti e Costa resta premier

Imagoeconomica

Le elezioni in Portogallo si concludono con una netta vittoria dei socialisti, che – con il 41,68% dei voti – ottengono la maggioranza assoluta in Parlamento e confermano quindi Antonio Costa alla guida del Governo.

Il risultato è andato ben oltre le aspettative: i socialisti hanno conquistato infatti 117 seggi sui 230 che compongono l’unica camera del Parlamento portoghese. Nemmeno i sondaggi più favorevoli al partito di Costa avevano previsto un risultato simile.

Il centrodestra del Partito Social Democratico si è fermato invece a 71 seggi (pari al 27,8% dei voti) e l’estrema destra di Chega a 12 seggi (con il 7,1% dei voti). Per quest’ultima formazione, comunque, la tornata elettorale segna un balzo in avanti più che notevole, considerando che nella precedente legislatura era rappresentata da un unico parlamentare. Tuttavia, Chega è anche l’unico partito con cui Costa ha escluso qualsiasi possibilità di collaborazione.

Avere la maggioranza assoluta “non significa avere il potere assoluto”, ha commentato il premier Costa, annunciando il dato che ha sorpreso tutti i sondaggisti portoghesi. In ogni caso, Costa non dovrà negoziare con gli altri partiti per formare una coalizione di governo.

Quelle che si sono svolte domenica erano elezioni anticipate. La precedente legislatura si era interrotta lo scorso novembre con la caduta del governo Costa, un esecutivo di minoranza sostenuto esternamente da due partiti di sinistra radicale: il Partito comunista e il Blocco di Sinistra. All’epoca, infatti, i socialisti controllavano solo 108 seggi.

A provocare la crisi era stato il mancato accordo sulla legge di bilancio 2022, bocciata dalle forze di estrema sinistra, che volevano misure più ambiziose, come l’aumento dei salari minimi, delle pensioni e degli stipendi dei lavoratori, e maggiori finanziamenti per il servizio sanitario nazionale.

Il risultato a sorpresa delle elezioni portoghesi sblocca questo stallo, perché permette a Costa di andare avanti da solo, senza dover più negoziare con la sinistra radicale.

Il nuovo governo dovrà anche gestire i 16,6 miliardi di euro in arrivo dall’Europa nell’ambito del programma Next generation Eu.

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Categories: Politica