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Pirelli e la cultura: aperte altre tre biblioteche aziendali

La cultura come asset fondamentale della Pirelli di ieri, di oggi e di domani: e in questo fil-rouge che da sempre nel gruppo milanese lega industria alla cultura si inserisce l’inaugurazione di altre due biblioteche, dell’Headquarter di Milano Bicocca e dello stabilimento di Bollate, che vanno ad affiancare quella già aperta con successo all’interno del polo industriale Pirelli di Settimo milanese. In pratica una biblioteca per ogni sede del gruppo in Italia. Il battesimo di quella di via degli Arcimboldi, modernissima ma ricca di link con una storia imprenditoriale pluricentenaria, con al centro il grande tavolo disegnato da Giò Ponti sul finire degli anni 50 per la Pirelli che si era trasferita nel grattacielo davanti alla Stazione Centrale, che per tutti è ancora oggi il Pirellone, si inserisce, al pari di quella di Bollate, nell’ambito di #ioleggoperché 2016, la campagna di promozione della lettura organizzata dall’Associazione italiana editori (Aie) di cui Pirelli è main partner e che quest’anno si focalizza sullo sviluppo di attività di promozione e creazione di biblioteche aziendali e scolastiche.

Al taglio del nastro, avvenuto oggi presso la sede di Pirelli, erano presenti Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo e Ceo di Pirelli, l’assessore alla Cultura del comune di Milano, Filippo Del Corno, il consigliere delegato e direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò, il presidente dell’Aie, Federico Motta. L’evento ha visto la speciale partecipazione di Lella Costa, nella sua veste di socio onorario di Fondo Scuola Italia, l’associazione no profit che, agendo quale ponte con le imprese, ha l’obiettivo di reperire risorse e materiali da mettere a disposizione delle scuole italiane.

Diffondere la cultura portando i libri nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro è un obiettivo che vede Pirelli da sempre in prima linea. Importanti luoghi di aggregazione, di cultura e di innovazione, le biblioteche aziendali nascono quale stimolo per i dipendenti a leggere, informarsi, raccogliere idee e confrontarsi. Perché le fabbriche, e i luoghi di lavoro in generale, sono posti speciali dove si produce anche cultura. Libri di fantascienza, gialli, best seller, saggi e libri per bambini rappresenteranno una dotazione iniziale di circa 3.500 volumi fra l’Headquarter di Milano e lo stabilimento di Bollate: un numero che, a regime, supererà le 7mila unità. Molti titoli, e di generi differenti, che superano la concezione tradizionale delle biblioteche aziendali destinate a contenere solo volumi inerenti al business della società.

Sono stati gli stessi dipendenti di Pirelli, attraverso la community di appassionati lettori di Milano Bicocca e il coinvolgimento attivo di quelli di Bollate, ad aver selezionato i primi 1.000 titoli considerati “immancabili” sugli scaffali delle nuove biblioteche. A questi si sono aggiunti i volumi donati dalle Rsu aziendale, quelli acquistati dall’azienda e i libri scelti da Fondazione Pirelli, custode dell’archivio Pirelli e della sua cultura di impresa.

Le biblioteche dell’Headquarters Pirelli e quella di Bollate vanno ad affiancare quella del Polo Industriale di Settimo Torinese, recentemente collegata con la biblioteca del Comune piemontese. Un sodalizio che permette ai dipendenti di poter contare su 110mila volumi, 220 riviste, 14 quotidiani, 4.500 film e documentari in Dvd, 4mila Cd musicali e 400 audiolibri.

Un numero che è cresciuto esponenzialmente grazie all’ampio patrimonio dello Sbam, il “sistema bibliotecario dell’area metropolitana torinese” (11 milioni di libri, rintracciabili e prenotabili in base al catalogo ErasmoNet) e di cui la biblioteca Pirelli è entrata a far parte diventando la prima biblioteca privata a essere inserita in un sistema bibliotecario pubblico.

L’apertura delle nuove biblioteche è nel solco di una tradizione che vede Pirelli aprire la prima biblioteca aziendale quasi 90 anni fa. È del 1928, infatti, la prima dotazione libraria a disposizione del personale iscritto al “Dopolavoro Aziende Pirelli” che già allora poteva contare su un patrimonio di circa 800 titoli. Dotata di un vero e proprio regolamento per il prestito e restituzione dei libri, la biblioteca fu chiusa per un periodo durante la guerra, per riaprire i battenti nel 1945 con circa 3mila volumi scelti dai lavoratori attraverso i cataloghi messi a disposizione dall’azienda. Negli anni successivi la biblioteca continuò a crescere fino a raggiungere i 10mila volumi nel 1956, grazie anche alla realizzazione di una sala lettura dedicata a giornali e riviste e alla consultazione dei libri direttamente dagli scaffali.

I prestiti librari raggiunsero all’epoca quota 50mila unità, segno tangibile dell’interesse dei dipendenti per la lettura. Per i suoi ricercatori e ingegneri Pirelli aveva messo a disposizione anche una Biblioteca Tecnico-Scientifica composta da circa 16mila volumi sulla tecnologia della gomma e dei cavi dall’Ottocento fino ai nostri giorni. Tale collezione dal 2010 a disposizione del pubblico, degli studenti e dei ricercatori presso la Fondazione Pirelli.

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