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Piazza Affari record: Ftse Mib +14% da inizio anno e 27 nuove Ipo, ai massimi dal 2007

Il 2015 è stato un anno record per Piazza Affari. Sia per quanto riguarda la performance del listino sia in termini di nuove quotazioni.

Il Ftse Mib ha archiviato una performance del 14%, miglior Borsa tra i principali listini mondiali. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’S&P ha segnato un rialzo di poco meno dell’1% mentre il Dax tedesco ha registrato una performance di +10%.

A Piazza Affari tra le blue chip svetta Italcementi con un rally del 107% a 10,25 sulla scia dell’Opa di HeidelbergCement. Il titolo infatti si è allineato al prezzo d’Opa a quota 10,6 euro. Gran parte del balzo è stato registrato in una sola seduta, il 29 luglio, quando subito dopo l’accordo l’azione ha guadagnato quasi il 50% attestandosi a 9,85 euro. Nel cemento è stato un anno di fermento, legato anche alla maxi fusione tra Holcim e Lafarge. Anche Buzzi Unicem si posiziona infatti tra i migliori titoli del 2015 con un rialzo del 57,93% da inizio anno, nonostante le vendite innescate dalla delusione sulla vicenda Sacci di questi giorni. L’acquisto da parte di Buzzi Unicem degli impianti di Sacci sembrava ormai cosa fatta ma all’ultimo l’azienda ha preferito l’offerta di Cementir da 125 milioni di euro.

Protagonista di uno dei maggiori rialzi del 2015 è un’altra storia legata a operazioni di M&A: Yoox Net-A-Porter Group ha guadagnato l’86,9%. Il gruppo è nato proprio quest’anno dalla fusione tra Yoox e Net-a-porter, controllata da Richemont, dando vita al leader globale nel luxury fashion e-commerce con ricavi netti per 1,3 miliardi di euro.

Il resto del settore del lusso ha archiviato performance in ordine sparso penalizzato da un anno in cui si sono fatti sentire i timori di un rallentamento globale legato anche all’andamento dell’economia cinese. I titoli del comparto hanno comunque nel complesso archiviato performance in territorio positivo, con Luxottica salita del 34,86% e Moncler del 16,97%, più a distanza Ferragamo +6,72% e Tod’s che strappa solo un +1,59%.

D’altra parte i titoli che hanno chiuso in territorio negativo si contano davvero sulle dita di due mani e si dividono tra petroliferi e finanziari. Le vendite colpiscono Bmps -35,77%, peggiore blue chip dell’anno, Unicredit -4,07% e le assicurazioni Generali -0,73%.

Tra i finanziari si sono registrate anche performance molto positive: da Anima, secondo miglior titolo + 93,32%, a Bpm 69,61% nell’anno del suo 150esimo anniversario, da Azimut +30,94% a Bper +28,72%.

Intesa San Paolo, +27,25%, è stata l’azione più scambiata per controvalore, con un totale di 95,2 miliardi di Euro, mentre Unicredit è stata la più scambiata in termini di contratti con 3,9 milioni di contratti.

Tra i petroliferi le vendite colpiscono Eni -5,27%, Tenaris -11,47% e Saipem -14,64%. Una débacle che riflette anche il crollo verticale del petrolio. Il Wti è passato in un anno dai 54 dollari al barile ai 36,86 dollari attuali.

Tra i titoli peggiori anche Cnh -5,66% mentre Fca ha archiviato una buona performance con un rialzo del 33,86%. Il quttro gennaio è atteso lo sbarco di Ferrari a Milano.

In crescita la capitalizzazione complessiva delle società quotate, che si attesta a 567,6 miliardi di Euro, in crescita del +17,6% rispetto a fine 2014, pari al 34,8% del Pil. Sia per le buone performance registrate (il segmento Star è salito di oltre il 39%), sia per le nuove quotazioni.

Nel 2015 si è toccato il record si ammissioni dal 2007, con 27 Ipo e una raccolta di 5,7 miliardi. E nell’anno si è registrata anche la maggiore Ipo degli ultimi dieci anni, Poste Italiane, con più di 3 miliardi di capitale raccolto.

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