X

Peugeot liquida i cinesi in vista delle nozze con Fca

Sito Psa Peugeot

Partenza soft della settimana finanziaria. I listini asiatici mostrano lievi rialzi sulla scia della buona performance di Wall Street di venerdì.

A Tokyo l’indice Nikkei avanza dello 0,4%. La crescita del Pil nel terzo trimestre è stata rivista in aumento dell’1,8%. Positivi anche il Kospi coreano e Sidney. Piatti i listini cinesi, Hong Kong +0,2%. Ieri nell’ex colonia britannica sono scesi in piazza, nella prima manifestazione autorizzata da agosto, almeno 800 mila manifestanti su una popolazione di 7 milioni di abitanti. In questi mesi sono stati arrestati 6 mila dimostranti fermati in 900 cortei.

Petrolio debole stamane: il Brent tratta a 64,21 dollari al barile (-0,3%), nonostante il vertice Opec di Vienna abbia deciso un taglio alla produzione del cartello superiore al previsto: 500 mila barili in meno.

Piatti i mercati delle valute. L’euro dollaro tratta a 1,105, dal +0,4% della scorsa settimana.

GERMANIA, CALA LA TENSIONE SUL BUND

Si è ridimensionata in Germania la minaccia di una crisi di governo ad opera della nuova dirigenza dei social democratici, partner di governo della Cdu-Csu, che si era riflessa la scorsa settimana in un indebolimento del Bund, sceso a -0,29%. Stamattina sarà comunicata la bilancia commerciale della Germania e domani alle 11 l’indice Zew sulle aspettative di imprenditori ed economisti.

Le elezioni nel Regno Unito e il confronto Usa/Cina sui dazi che, salvo un accordo, rischia di tradursi in un aumento, a partire da domenica prossima, delle tariffe su 156 miliardi di import da Pechino, rappresentano i due appuntamenti più attesi sul fronte geopolitico in una settimana che potrebbe registrare nuovi record: l’indice globale Msci è a soli tre punti dal massimo di sempre. A complicare la scalata alla vetta ci sarà però l’ostacolo dell’impeachment: oggi la richiesta di procedere contro il presidente Donald Trump verrà formalmente presentata al Congresso.

LAVORO BOOM IN USA, LA PRIMA VOLTA DI LAGARDE

Le banche centrali, Fed e Bce in primo luogo, saranno le grandi protagoniste sul fronte macroeconomico. Mercoledì si chiuderà l’ultimo board 2019 della Federal Reserve. È scontato che il direttorio, dopo gli eccellenti dati sul mercato del lavoro (266 mila nuovi posti contro 183 mila previsti), non muova la leva dei tassi. L’interesse è concentrato sulle nuove proiezioni economiche del Fomc oltre che su inflazione e andamento dei consumi.

Non meno atteso il direttorio della Bce di giovedì, il primo guidato da Christine Lagarde. Sotto i riflettori soprattutto la conferenza stampa del nuovo presidente per valutare le differenze di stile e di sostanza con Mario Draghi.

Ma giovedì si terranno anche le elezioni britanniche: i leader dei vari Paesi, riuniti a Bruxelles, avranno modo di affrontare in diretta lo strappo della Brexit: occhio all’andamento del cross euro/sterlina.

BRASILE E TURCHIA VERSO IL TAGLIO DEI TASSI

Sono previsti i vertici di altre banche centrali: la Turchia e il Brasile sembrano avviati a nuovi tagli per scongiurare la recessione. La Banca carioca si muoverà nonostante le accuse di Washington a Brasilia (e all’Argentina) per il cambio troppo debole. In realtà, la fragilità delle valute non è un’arma commerciale, quanto l’indice dei guai di Paesi indebitati. A Buenos Aires è stato nominato il nuovo ministro dell’Economia: è Martin Guzman, molto critico nei confronti del Fmi.

Si riuniscono anche le banche centrali di Russia (tagli in vista) e Svizzera, al solito solida come una roccia.

ASTA BOT, ANCORA LITI SUL MES

Sul fronte italiano l’attenzione è dominata dalla legge di Bilancio: oggi governo e maggioranza dovrebbero presentare nuovi emendamenti al testo che recepiranno anche l’accordo sul differimento dell’entrata in vigore per sugar e plastic tax. Resta in cima all’agenda il tema del Mes.

Settimana di aste per il Tesoro: mercoledì toccherà all’offerta di 6 miliardi di Bot.

PEIGEOT LIQUIDA I CINESI IN TASSI DI FCA

In movimento Fca. Non mancano gli ostacoli, fisco in testa, sulla strada della fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot, ma si va avanti. In casa Peugeot è previsto in settimana il riacquisto di parte della quota detenuta dalla cinese Dongfeng, oggi al 12% nella casa francese. La quota deve scendere sotto il 5% della nuova società per evitare il veto sulla presenza di capitale cinese dentro Jeep. È prevista in settimana anche la sigla del rinnovo del contratto tra Fca e il sindacato Uaw.

Continua il braccio di ferro tra Berlusconi e Bolloré. Il giudice del Tribunale di Milano si è riservata di decidere sulla richiesta di sospensione cautelare avanzata da Vivendi sul progetto di riassetto pan-europeo del gruppo italiano.

Related Post
Categories: Finanza e Mercati