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Petrolio, Wti in picchiata (-19%) prezzi ai livelli di 21 anni fa

FIRSTonline

Petrolio in picchiata. Nella mattinata del 20 aprile il prezzo del Wti con scadenza a maggio è sceso sotto i 15 dollari al barile, toccando alle 8.48 un minimo di 14,58%. Un livello così basso non si vedeva dal 1999. La scadenza di giugno, che ha volumi molto più sostenuti, cede comunque il 5% portandosi a 23,6 dollari al barile. Secondo quanto riferisce Bloomberg, in Texas alcuni acquirenti sono arrivati ad offrire ai produttori addirittura due dollari al barile.

A far precipitare i prezzi è un insieme di fattori che sta mettendo non poca pressione sull’oro nero. 

L’agenzia statunitense riferisce che il centro di stoccaggio di Cushing, in Oklahoma, il punto di consegna per il contratto Usa West Texas Intermediate, sarebbe ormai prossimo alla capacità massima, tanto è vero che tanto è vero che il Dipartimento dell’Energia sta addirittura considerando di pagare i produttori per non estrarre petrolio. Una realtà che ha portato gli analisti a considerare insufficiente l’accordo raggiunto all’Opec+ sul taglio alla produzione. Il gruppo ha infatti deciso di ridurre l’estrazione di 9,7 milioni di barili al giorno allo scopo di tenere sotto controllo l’aumento delle scorte, ma la sforbiciata non basterà a compensare il forte calo della domanda globale causato dal blocco delle produzioni non essenziali stabilito da molti Stati per far fronte alla pandemia di coronavirus. Secondo le stime in questa fase la domanda di oro nero sarebbe scesa a livello globale di 25-30 milioni di barili al giorno.

La speranza dei produttori è che quando l’emergenza sarà superata e le restrizioni mondiali allentate, con la ripresa delle attività comincerà a risalire anche la domanda di petrolio. Ciò che è certo però è che nel mercato del petrolio il primo trimestre del 2020 sarà ricordato come uno dei peggiori di sempre. Basti pensare che a inizio gennaio il Wti viaggiava a quota 64 dollari al barile, oltre quattro volte il prezzo odierno. Brusco anche il calo del Brent europeo che però dopo aver toccato un minimo di 22,85 dollari al barile lo scorso 30 marzo, è risalito a 27,3 dollari (-2,7% rispetto alla chiusura di venerdì).

In Borsa il tracollo del Wti pesa su tutto il settore petrolifero. A Piazza Affari Eni, che il 24 aprile pubblicherà i conti del primo trimestre, cede il 2,85%. Saipem (-1,46%), Tenaris (-1,17%). Total è in ribasso dell’1,7%, BP dello 0,3%.

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