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Per Unicredit è l’ora della svolta: sempre più vicino l’obiettivo di 2 miliardi di utile netto

I risultati trimestrali spingono Unicredit in rialzo del 3,78%. Sotto i riflettori del mercato l’utile netto che è balzato di quasi il 59% rispetto allo stesso periodo del 2013 raggiungendo i 712 milioni di euro e battendo le attese degli analisti di 550 milioni. E se si considera solo la core bank, ossia la parte del gruppo performante che ha escluso dal perimetro un portafoglio non core più in difficoltà, i profitti salgono a ben 1 miliardo di euro. A livello complessivo di gruppo i ricavi flettono a 5,6 miliardi di euro (-3,6% anno su anno -3,3% trimestre/trimestre).

“L’obiettivo di utile netto intorno a 2 miliardi che ci siamo dati per il 2014 è più vicino”, ha commentato l’ad Federico Ghizzoni rilevando che i risultati del trimestre consentono di “guardare al 2014 con fiducia e con la consapevolezza di poter sostenere la ripresa che comincia a delinearsi”.

Due segnali fanno pensare che forse il momento della svolta è arrivato, dopo un quarto trimestre 2013 segnato da 15 miliardi di perdita dovuto a una profonda pulizia di bilancio. Il primo è che nei primi tre mesi del 2014 i crediti deteriorati lordi sono diminuiti per la prima volta dall’inizio della crisi nel 2008 (-1,3% trimestre su trimestre). A livello di gruppo i crediti deteriorati lordi si sono attestati a 82,5 miliardi di euro, in discesa all’8,1% sul totale dei crediti netti.Le Sofferenze restano stabili a 49,2 miliardi di euro con un tasso di copertura del 62,9%.

Il secondo è che nel trimestre Piazza Cordusio ha registrato in Italia una forte ripresa delle nuove erogazioni a imprese e famiglie per 2,7 miliardi di euro (+14,3% trimestre su trimestre, +63,2% anno su anno). I nuovi mutui sono cresciuti del 315 trimestre su trimestre, +153% anno su anno. Infine, c’è un altro aspetto che ha voluto sottolineare Ghizzoni. Del miliardo di utile generato dallo core bank, la metà, ossia 500 milioni, arriva dallla banca commerciale in Italia, “mostrando che il business in Italia è redditizio”.

In particolare il gruppo rileva che l’utile della Commercial Bank Italy è stato sostenuto da ricavi in miglioramento dell’8,7% (trimestre su trimestre) e dal calo dei  costi dello 0,8% (trimestre su trimestre). A livello di ratio patrimoniali, Il CET1 ratio Basel 3 si attesta al 9,5%. “L’asset quality review – ha detto Ghizzoni durante la conference call sui risultati rispondendo agli analisti – è un processo completamente nuovo e quindi ogni giorno è un nuovo giorno. Abbiamo un rapporto molto buono con i regolatori e ad oggi abbiamo un buon livello di fiducia che l’esito sarebbe positivo.  Uso il condizionale perché il processo è totalmente nuovo”.

Nel frattempo Unicredit ha rimborsato ulteriori cinque miliardi di euro di Ltro  per un totale di 10 miliardi rimborsati ad oggi. I restanti 16 miliardi saranno rimborsati gradualmente facendo ricorso, spiega la nota sui conti, “all’ampia platea di investitori istituzionali e sul money market preservando l’equilibrio tra le scadenze delle poste di bilancio”.

Infine, durante la conference call il management ha spiegato che il processo di quotazione di Fineco dovrebbe concludersi entro luglio. FinecoBank nel primo trimestre ha registrato vendite nette di 1,1 miliardi (+72% trimestre su trimestre) e un utile netto di 37 milioni (+37% trimestre su trimestre).

Ghizzoni ha spiegato che Fineco non viene quotata per esigenze di capitale ma in linea con la nuova strategie di creare valore per gli azionisti. “Molti oggi non sanno neanche che esiste – ha detto Ghizzoni – sto vedendo interesse tra gli investitori per l’Ipo e penso che si rifletterà sul valore dell’intero gruppo”.

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