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Onu contro l’Fbi: ha ragione Apple

Sul caso dello sblocco dell’iPhone di Syed Farook, uno dei killer della strage di San Bernardino in California del 2 dicembre 2015, scende in campo anche l’Onu che prende le difese di Apple mettendosi contro l’Fbi. Un comunicato dell’Alto commissario Onu per i diritti dell’Uomo, Zeid Ràad Al Hussein spiega la posizione delle Nazioni Unite: “Per risolvere un problema legato alla sicurezza che riguarda un caso di decrittazione, le autorità rischiano di aprire un vaso di Pandora, che potrebbe avere implicazioni molto negative per i diritti umani di molti milioni di persone, inclusa la loro sicurezza fisica e finanziaria. Un successo nel caso contro Apple negli Usa creerebbe un precedente che potrebbe rendere impossibile per l’azienda o qualsiasi altra grande compagnia internazionale di telecomunicazione salvaguardare la privacy dei propri clienti in qualsiasi parte del mondo. È un potenziale regalo a regimi autoritari e agli hacker criminali”.

Il commissario, pur assicurando il pieno sostegno all’Fbi nelle sue indagini, ha ricordato che “ci sono molti altri modi per indagare se questi assassini avevano complici senza costringere Apple a creare un software per indebolire le caratteristiche di sicurezza dei propri telefoni”. Secondo quanto riportato dal New York Times, una quarantina di compagnie e organizzazioni appoggiano Il colosso di Cupertino. Tra queste figurano anche i big dell’hi-tech Google, Facebook, Twitter, Snapchat, Linkedin, Yahoo. Anche l’American Civil Liberties Union e altre due associazioni per la privacy: Access Now e Wickr Foundation, hanno presentato interventi scritti a favore di Apple al giudice Sheri Pym che si occupa del caso. Lo stesso ha fatto il relatore speciale dell’Onu per la libertà d’opinione e d’espressione David Kaye che in un documento pubblicato su BuzzFeed News ha dichiarato: “La crittografia consente di avere zone di libertà. Dove gli Stati impongono una censura illegale, l’uso della crittografia e dell’anonimato può dare agli individui il potere di accedere a informazioni e idee”.

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Tags: AppleFbiOnu