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Olimpiadi, scandalo doping su 1.000 atleti russi

Dal 2011 Mosca ha insabbiato la positività ai test antidoping di oltre mille atleti russi olimpici e paralimpici che hanno preso parte ai giochi estivi e invernali. Le analisi alterate riguardano le gare di 30 diversi sport. È quanto emerge dalla relazione della Wada presentata oggi dall’avvocato canadese Richard McLaren.

Secondo il documento, “quello della Russia era un sistema di coperture che si è evoluto da un caos incontrollato fino ad una vera e propria cospirazione istituzionalizzata e disciplinata che puntava a vincere le medaglie”, ha detto l’autore del rapporto.

“Siamo ora in grado di confermare una copertura che risale almeno al 2011 ed è continuata anche dopo i Giochi Olimpici di Sochi. Abbiamo prove di più di 500 risultati positivi segnalati come negativi, tra cui quelli di atleti famosi e di alto livello, che hanno visto i loro test positivi automaticamente falsificati. La squadra russa ha danneggiato i Giochi di Londra in un modo senza precedenti”, ha aggiunto McLaren

“Ritesteremo tutti gli atleti russi che hanno partecipato alle Olimpiadi di Sochi – ha detto il presidente del Cio, Thomas Bach – Se sarà provata la strategia della truffa, io sono per la squalifica a vita di atleti e dirigenti di qualsiasi livello”.

Resta la raccomandazione alle federazioni internazionali di congelare le manifestazioni in programma in Russia. Come accaduto per l’atletica paralimpica, anche il sollevamento Pesi potrebbe essere escluso dalle gare internazionali, considerato il gran numero di atleti coinvolti.

“Sarà creata un’unità indipendente di test antidoping per tutti, ma il punto di riferimento sarà la Wada – ha concluso Bach – Noi speriamo che UCI e IAAF si integrino in questa unità, che è novità per garantire un futuro migliore”.

Secondo il professore canadese, il sistema russo si è andato raffinando nel corso degli anni, dai Giochi di Londra a quelli di Sochi passando per i Mondiali di atletica del 2013 a Mosca.

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