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Olimpiadi Londra 2012, entra in scena l’atletica: dal duello Bolt-Blake alle poche speranze azzurre

Ad annunciarla è lo stesso doodle del giorno di Google, che presenta un discobolo, figura simbolo dei Giochi Olimpici sin dai tempi dell’antichità: entra oggi in scena a Londra la grande atletica, la disciplina regina delle Olimpiadi, alla quale come da tradizione è dedicata la seconda settimana, dopo aver lasciato la prima al nuoto.

A dire il vero le due discipline simbolo dei Giochi si intersecheranno per due giorni, dando vita al Super Saturday del 4 agosto, che vede in programma le ultime quattro finali in piscina (tra cui i 1.500 stile libero con il nostro Paltrinieri tra i favoriti) e ben 6 medaglie in palio nell’Olympic Stadium della capitale inglese: da segnalare le finali dei 100 m femminili e del lungo uomini, oltre alla 20 km di marcia con Giorgio Rubino in cerca di impresa.

Il giorno successivo, domenica 5 agosto, arriva già il clou: alle ore 22.50 italiane va in scena la gara più attesa, la finalissima dei 100 metri maschili con il grande duello tutto made in Giamaica tra Usain Bolt e Yohan Blake. I due replicheranno, sempre da favoriti, nei 200 metri in programma giovedì sera mentre due giorni dopo con ogni probabilità trascineranno l’isola centroamericana alla medaglia d’oro nella staffetta 4×100.

Quel giorno, sabato 11 agosto, sarà anche quello di Alex Schwazer nei 50 km di marcia, una delle poche speranze di medaglia italiane in un settore, quello dell’atletica, lontanissimo dai fasti del passato e in più orfano di Antonietta Di Martino e Andrew Howe. Schwazer è campione olimpico in carica e punta alla riconferma, anche se Sports Illustrated non lo pronostica neanche sul podio.

La Bibbia dello sport americano (che ha generosamente pronosticato ben 31 medaglie in totale per l’Italia) vede invece addirittura la medaglia d’oro al collo del triplista Fabrizio Donato. La finale è il 9 agosto alle 21.20 italiane, il campione europeo di Helsinki è in forma ma ci sarà da battere la concorrenza dell’iridato Taylor e soprattutto del padrone di casa Idowu.

Le frecce all’arco della nazionale azzura dovrebbero fermarsi comunque qui. Nella velocità, l’unica atleta da finale (ma non da medaglia) potrebbe essere Libiana Grenot nei 400. Le staffette stesse sono lontanissime dai livelli di soli due anni fa, con la 4×100 maschile che solo per problemi altrui potrebbe entrare in finale viste le recenti apparizioni e la qualità del quartetto.

Nel mezzofondo e nel fondo, discipline storicamente favorevoli, siamo decisamente sottorappresentati: completamente assenti da 800 e 1.500, le speranze sono tutte in Daniele Meucci nei 10mila, distanza sulla quale è bronzo e argento europeo nel 2010 e 2012. Nella maratona maschile c’è solo Ruggero Pertile, ultimo atleta sopravvissuto all’epoca d’oro della Maratona italiana, che cercherà di entrare nei primi 10. Meglio le ragazze, qualificate in tre e tutte sulla carta da top ten.

Nei salti, oltre a Fabrizio Donato c’è Simona Lamantia nel triplo donne che dopo la figuraccia di Daegu cerca un riscatto,motivata dal quarto posto di Helsinki e da un livello medio molto basso rispetto a qualche anno fa.

Gli altri momenti top, oltre al duello Bolt-Blake, saranno la prestazione dell’atleta di casa Mo Farah nei 5.000, che sfida i keniani per portare un altro oro alla Gran Bretagna; il ritorno del cinese Liu Xiang dopo la beffa di Pechino, in cerca del bis di Atene 2004 nei 110 metri ostacoli (il duello è sempre col cubano Dayron Robles); la voglia di rivincita dell’eterna Yelena Isinbayeva nel salto con l’asta, e poi gli infiniti duelli Usa-Giamaica nelle staffetta sia maschili che femminili.

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