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Nuovo catasto: è già scontro sulla riforma

La nuova riforma del catasto non è ancora stata varata ma sta già suscitando dubbi, critiche e contrarietà. Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, associazione di categoria che rappresenta gli interessi dei proprietari di casa, è partito lancia in resta sostenendo come “il futuro delle tasse sulle case degli italiani si decide in questi giorni, sulla base delle esigenze di un Fisco onnivoro, che aumenta sempre più le proprie pretese”. A suo giudizio “quello che sta avvenendo è un catasto di algoritmi, che nelle esperienze degli altri paesi ha portato a consistenti margini di errore nella determinazione dei valori”. Il presidente di Confedilizia mette in luce il fatto che algoritmi di questo tipo normalmente sbagliano per “eccesso a sfavore di chi deve pagare le tasse sulla casa. Per questo nei Paesi in cui è stato usato questo sistema i risultati sono stati diminuiti del 25-30% in maniera precauzionale”.
   
Con il nuovo catasto saranno i Comuni a fornire le informazioni necessarie per calcolare il valore patrimoniale degli immobili di categoria A, B e C che gli uffici dell’Agenzia del Territorio si trovano nell’impossibilità di verificare. I valori catastali saranno calcolati considerando la realtà del mercato e quindi l’identificazione dei valori di vendita e di locazione degli immobili avverrà sulla base dei metri quadri e non più dei vani catastali. Il calcolo verrà effettuato tramite funzioni statistiche che tengano conto di una serie di parametri come l’anno di costruzione, lo stato di manutenzione, il piano al quale si trova l’appartamento, l’esposizione, l’affaccio, la presenza o meno dell’ascensore, il tipo di riscaldamento, lo stato di manutenzione dell’edificio.

L’altra novità che il Governo sta pensando di introdurre riguarda l’apertura delle commissioni censuarie (che avranno il compito di validare le nuove rendite catastali) ai rappresentanti di categoria del settore immobiliare. I proprietari potranno infine tutelarsi da decisioni prese dall’amministrazione che giudichino inadeguate, utilizzando il meccanismo dell’autotutela o i ricorsi in commissione tributaria o al Tar.

Il nuovo algoritmo ha tuttavia suscitato alcune perplessità tecniche. La prima relativa al criterio da adottare per determinare lo stato di manutenzione dell’immobile impossibile da determinare con una qualunque stima a priori. Il secondo problema riguarda i dati da utilizzare per il calcolo: in mancanza di valori di mercato verrà, infatti, utilizzata la media del triennio precedente l’entrata in vigore. Se questo succedesse a breve si rischierebbe di sovrastimare l’abitazione. L’ultima critica riguarda un aspetto sostanziale, ovvero la possibilità di un forte incremento delle imposte. A Milano, ad esempio, il valore di una casa media ai fini dell’Imu aumenterebbe del 35,8% e del 97,5% ai fini dell’acquisto. A Roma i valori sono rispettivamente del 44,7% e del 110,2% mentre a Napoli si arriverebbe al 247,3%.

 

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