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Novità pensioni: sopra i 2mila euro rivalutazione ridotta nel 2017-2018

Ancora novità sulle pensioni. La legge di Stabilità 2016 è finalmente approdata in Parlamento e una delle modifiche dell’ultima ora riguarda i trattamenti d’importo superiore ai 2mila euro lordi al mese (quattro volte il minimo Inps, che è di circa 500 euro). Stando alla relazione tecnica, la manovra prevede di ridurre l’indicizzazione all’inflazione (+0,2% a settembre) di questi assegni previdenziali, con l’obiettivo di utilizzare i risparmi per finanziare le altre misure in tema di pensioni: la proroga dell’Opzione donna (in scadenza il 31 dicembre 2015), la possibilità del part time per chi è vicino all’uscita, l’aumento della no tax area dal 2017 e la settima salvaguardia per gli esodati.

Lo scorso marzo la Corte Costituzionale (sentenza n. 70/2015) ha bocciato il provvedimento con cui il governo Monti nel 2011 aveva bloccato del tutto le rivalutazioni delle pensioni superiori a tre volte il minimo nel biennio 2012-2013. In seguito è stato allestito un sistema che prevede l’indicizzazione progressiva delle pensioni. Ora, con la nuova manovra, si torna proprio su quel meccanismo, riducendo le percentuali di rivalutazione per il 2017 e il 2018

Se la norma non sarà modificata in Parlamento, lo schema cambierà in questo modo:

Pensioni fra 4 e 5 volte il minimo Inps: l’indicizzazione calerà dal 90 al 75%.

Pensioni fra 5 e 6 volte il minimo Inps: l’indicizzazione sarà ridotta dal 75 al 50%.

Pensioni superiori a 6 volte il minimo Inps: l’indicizzazione passerà dal 75 al 45%.

Per le pensioni fra 3 e 4 volte il minimo, invece, la manovra prevede che la percentuale di rivalutazione salga dal 90 al 95% nel biennio 2017-2018. Non cambia nulla, infine, per le pensioni fino a tre volte il minimo, che continueranno a ricevere l’intero importo dell’indicizzazione

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