Il termine «neurosetetica» è stato coniato nel 1999 da Semir Zeki, docente di neurobiologia allo University College di Londra. Anche la neuroestetica applicata all’arte nasce alla fine degli anni ’90 e si sviluppa ulteriormente negli anni 2000 come disciplina scientifica autonoma, diventando così un ponte tra arte, scienza e benessere, capace di spiegare perché l’arte ci emoziona e come può trasformare la nostra esperienza di vita.
Sempre in questi anni la neuroestetica diventa anche un campo interdisciplinare tra neuroscienze, psicologia, filosofia e storia dell’arte. Dieci anni dopo, nel 2010, entra nei musei e nelle gallerie con alcuni progetti che propongono una disposizione delle opere in modo da massimizzare l’impatto emozionale sul visitatore. Ed è in questo contesto che si sviluppa il concetto di arte terapeutica supportata dalle neuroscienze: l’arte diventa uno strumento per attivare circuiti cerebrali del piacere, del benessere e dove filosofi e neuroscienziati discutono sul rapporto tra bellezza, verità e percezione. Ecco che l’arte non è solo interpretazione culturale, ma può trasformarsi in una esperienza corporea e neurologica.
A rappresentare questo concetto è sicuramente Guillaume Bottazzi
Bottazzi è un artista francese contemporaneo (nato a Lione nel 1971) che lavora proprio in relazione alla neuroestetica e al concetto di arte come benessere per la mente. È conosciuto per le sue opere astratte, fluide e luminose, che evocano leggerezza, movimento e meditazione. Ha esposto in Europa, Asia e Stati Uniti, con progetti commissionati da musei, istituzioni e grandi marchi (ad esempio La Défense a Parigi, Sapporo in Giappone, Miyanomori International Museum of Art, ecc.)
Bottazzi applica la neuroestetica all’arte pubblica: le sue creazioni non sono solo decorazioni, ma “paesaggi mentali” che migliorano la qualità della vita delle persone che li incontrano quotidianamente. Concepisce l’arte come uno spazio rigenerativo, capace di lenire, calmare e nutrire la mente realizzando installazioni urbane che trasformano l’ambiente in un luogo che invita alla contemplazione, al benessere e alla pace interiore.
Da segnalare per chi volesse approfondire il tema, una visita alla “La Maison de Création” di Bottazzi che si trova nel quartiere di Molière a Bruxelles. Si tratta di uno storico hôtel particulier firmato dall’architetto Paul Picquet (1876-1956) che funge da abitazione, atelier, ufficio e spazi per accogliere gli interlocutori di lavoro, che è stato aperto al pubblico nello scorso giugno e riaprirà a settembre, dal 19 al 21.