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Napolitano, l’esempio di Borsellino ci spinge a rifiutare collusione e indifferenza verso la Mafia

Diciannove anni fa il magistrato Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta furono uccisi dalla mafia in quella che è ricordata come la strage di via D’Amelio. Un episodio che “rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche”. Queste le parole del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che nell’anniversario dell’attentato ha inviato un messaggio alla vedova del magistrato, Agnese Borsellino.

“Con l’attentato di via D’Amelio – continua il Presidente – si volle colpire sia un simbolo della causa della legalità che, con rigore e abnegazione, stava svolgendo indagini in grado di piegare le più agguerrite forme di delinquenza, sia un uomo che, con il suo esempio di dedizione e la sua dirittura morale, stava mobilitando le migliori energie della società civile dando a esse crescente fiducia nello stato di diritto”.

A diciannove anni di distanza, secondo Napolitano, “il sacrificio di Paolo Borsellino richiama la magistratura, le forze dell’ordine e le istituzioni tutte a intensificare – con armonia di intenti e spirito di effettiva collaborazione – l’azione di contrasto delle mafie e delle sue più insidiose forme di aggressione criminale. Quel sacrificio impegna inoltre le istituzioni e la collettività tutta a uno sforzo convinto e costante nell’opporsi – come dissi anche lo scorso anno – ‘ad atteggiamenti di collusione e indifferenza rispetto al fenomeno mafioso’ e alla sua pervasività”.

Il Presidente conclude il messaggio augurandosi che “dalle nuove indagini in corso venga al più presto doverosa risposta all’anelito di verità e giustizia su quanto tragicamente accaduto. Rinnovo con animo commosso a lei, cara signora, ai suoi figli e ai famigliari degli agenti caduti, i sentimenti di gratitudine, vicinanza e solidarietà miei e dell’intero Paese”.

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Categories: Politica
Tags: Napolitano