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Moody’s non frena le Borse che rimbalzano sulla scia di Wall Street: Musk alza l’offerta per Twitter

Imagoeconomica

Navigazione tranquilla con sprint finale oggi per i listini europei, che chiudono in rialzo guardando all’andamento sostenuto di Wall Street. Non alimenta il pessimismo invece la revisione al ribasso della crescita economica globale da parte di Moody’s, che ha tagliato le stime anche per l’Italia.  

Piazza Affari sale dell’1,22% a 24.546 punti base, spinta da petroliferi, industriali, finanziari. Sono ancora più toniche Parigi +1,78%, Francoforte +1,6%, Madrid +1,45%, Amsterdam +1,27%. È in coda Londra +0,58%, mentre altre piazze del nord Europa sono rimaste chiuse per la festa dell’Ascensione.

Wall Street in rialzo con retail e Twitter

La borsa americana, già intonata in avvio, sta mettendo a segno guadagni superiori all’1% (+2% il Nasdaq), grazie alle buone trimestrali di aziende della grande distribuzione (Macy’s, +13%; Dollar General +11%) e a dati macro in chiaro scuro. A volte infatti anche le cattive notizie hanno un lato buono. È il caso del pil a stelle e strisce del primo trimestre, che, in base alla seconda lettura, si è contrattato in misura superiore alle attese (-1,5%, contro stime di -1,3%), nonostante le spese dei consumatori siano aumentate del 3,1%. Un andamento che potrebbe indurre la Fed a più miti consigli, anche alla luce della lettura dei verbali dell’ultima riunione pubblicati ieri. La maggior parte dei banchieri propende per due ulteriori rialzi di 50 punti base nei meeting di giugno e luglio, ma sembra orientata a tenersi le mani libere nelle riunioni successive. “I verbali sono coerenti con una serie di opzioni politiche, ma un ritmo più lento di inasprimento sembra la via più probabile”, sostiene Paul Donovan, capo economista di UBS Global Wealth Management.

Migliori delle stime sono poi i sussidi di disoccupazione, le cui richieste nell’ultima settimana scendono di 8mila a quota 210mila.

Tra i titoli c’è da segnalare la performance di Twitter, +4,8%, dopo che Elon Musk ha rivisto l’offerta e aumentato la sua quota di capitale a 33,5 miliardi di dollari dai 27,5 miliardi precedenti ed abbassando ulteriormente l’importo preso in prestito dalle banche. Secondo un documento registrato dall’autorità americana dei mercati (SEC), il fondatore di Tesla che inizialmente aveva sottoscritto 25,5 miliardi di prestiti, li ha ridotti a 13 miliardi di dollari.

Moody’s: conflitto in Ucraina e Covid in Cina pesano sul pil

La guerra nell’Est Europa e i lockdown cinesi pesano sulla crescita e inducono Moody’s a tagliare le sue stime. L’attesa per il 2022 dei paesi sviluppati è stata ridotta a 2,6% (dal precedente 3,2% previsto in marzo)   al 3,8% da 4,2% nel caso dei paesi emergenti.

La sforbiciata si abbatte anche sull’Italia: nel 2022 +2,3%, dal +3,2% previsto a marzo; nel 2023 +1,7% da +2,1%.

Il Belpaese si allinea così all’Eurozona quest’anno: +2,3% (+2,5% nelle precedenti previsioni). Il blocco però migliorerà nel  2023 (da +2,2 a +2,3%).

“Sebbene si preveda un calo dell’inflazione nel corso di quest’anno e del prossimo – scrive l’agenzia in una nota – tassi di inflazione elevati potrebbero persistere per molti altri mesi, a causa dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, del trasferimento dei costi di input e delle interruzioni della catena di approvvigionamento dalla Cina”.

Secondo Moody’s le famiglie in Europa “stanno affrontando una prolungata compressione del reddito reale ed è improbabile che l’impatto dei pacchetti di sostegno del governo, inclusi sconti energetici, assistenza al reddito e riduzioni dell’imposta sul valore aggiunto, attenuerà completamente gli effetti dell’elevata inflazione”.

In frenata anche gli Usa, da +3,7 al +2,8% nel 2022 e dal +2,5% al +2,3% nel 2023, e limitatamente al 2022 anche la Cina, da + 5,1% a +4,5%, mentre nel 2023 il pil di Pechino viene rivisto al rialzo da +5,2 a +5,3%.

Spread in calo

In questo contesto il dollaro s’indebolisce e l’euro recupera un cambio a 1,071.

Appaiono stabili i rendimenti dei T-Bond, intorno ai livelli più bassi da aprile, mentre scendono quelli europei. 

Il Btp decennale arretra a +2,91%, mentre il Bund di pari durata chiude a +0,99%, per uno spread a 192 punti base, -3,25%.

Tra le materie prime viaggia forte il petrolio: il future Brent sale del 2,5% e tratta a 116,90 dollari al barile.

Sul mercato valutario tratta in ribasso il rublo, dopo i recenti massimi contro dollaro. A pesare sulla divisa russa è il taglio dei tassi da parte della banca centrale di Mosca che ha portato il costo del denaro all’11% dal 14% precedente.

Piazza Affari, super rimbalzo di Saipem. Recupera Stm

Saipem rimbalza come una pallina magica dopo le perdite della vigilia e si apprezza del 8,71%, in vista dell’aumento di capitale. All’origine del rally  “un trader cita l’upgrade di un broker”, scrive Reuters. Il settore oil si conferma ben comprato anche grazie ai progressi del greggio. Così sono in denaro le big Eni +0,89% e Tenaris +2,73%, ma anche Maire Tecnimont +9,52%.

Prosegue la fase felice dei titoli finanziari. Oggi sono in evidenza soprattutto le azioni del risparmio gestito: Banca Generali +4,16%, Azimut +2,79%, Banca Mediolanum +3,18%. In zona Nexi +3,26%. Più cauto le banche. Bper progredisce dell’1,23%, dopo il via libera della Bce ad acquisire il controllo di Carige.

Sgommano le quattro ruote con Pirelli +3,46%, Ferrari +3,063%, Stellantis +2,47%. 

Stm annulla le perdite viste in mattinata, per chiudere con un progresso dell’1,8% in scia al Nasdaq. Sul settore si erano fatte sentire le stime sotto le attese di Nvidia (+3,9%), sulle vendite di microchip nel trimestre.

Sono solo quattro i ribassi sul Ftse Mib: Terna -1,18%; Inwit -0,29%; Atlantia -0,18%; Snam -0,14%.

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