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Monti: “Non mi schiero con nessuno, ma sono pronto a guidare chi condividerà la mia agenda”

“Non parlerei mai di una ‘discesa’ in campo, anche se dovessi farla. Parlerei piuttosto di una ‘salita’ in politica, perché abbiamo bisogno di una politica di livello più alto. Io non mi schiero con nessuno. Vorrei che i partiti si schierassero a favore delle idee. Mi auguro infine che le idee della nostra agenda possano essere condivise da una maggioranza in Parlamento e comunque suscitino nel dibattito della politica energie nuove. La mia presa di posizione, ovviamente, non coinvolge alcuno dei ministri che hanno collaborato con me”. Questo l’annuncio di Mario Monti, presidente del Consiglio dimissionario, nell’attesissima conferenza stampa di fine anno. Ieri il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha sciolto le Camere e firmato il decreto di Palazzo Chigi che fissa le elezioni anticipate al 24 e 25 febbraio.

“Sono tra coloro che non hanno simpatia per i partiti personali – ha risposto poi Monti a chi gli chiedeva se il suo nome comparirà su alcuni simboli elettorali -. Non mi sottrarrò comunque se arriverà la richiesta di rappresentare un punto di riferimento”.

“Servono contenuti, metodo di governo, credibilità. Se per caso poi ci fosse una spinta, avrei il mio cervello per decidere chi è credibile e chi no”, ha detto il Professore in relazione a una possibile alleanza di governo con il Partito democratico.  

Non sarò candidato ad un particolare collegio, anche dovessi muovermi nella direzione di un impegno politico, in quanto come credo sappiate ho la posizione di senatore a vita – ha chiarito ancora Monti -. Detto questo, se una o più forze politiche con una credibile adesione a questa agenda, o ad una migliore ma che anche io trovi convincente, manifestassero il proposito di candidarmi a presidente del Consiglio, valuterei la cosa. A nessuno si può impedire di fare questo e, se permette, a nessuno diverso da me tocca dare la risposta”.

L’ITALIA CE L’HA FATTA DA SOLA: IN EUROPA A TESTA ALTA 

“Mi ero presentato qui il 4 dicembre 2011 con i membri del mio governo. Vi avevamo illustrato i provvedimenti presi per decreto, illustrandovi il quadro periglioso in cui si trovava il Paese. Oggi è facile dimenticare la drammaticità di quei momenti. Posso ora rivelare che nelle prime uscite europee nella posizione di premier verso fine novembre mi sono trovato in una situazione che mi ha fatto venire in mente quanto disse Alcide De Gasperi: ‘Sento che tutto, tranne la vostra cortesia è contro di me’. In un anno con il concorso del Parlamento posso dire che quella emergenza finanziaria è stata superata. Gli italiani possono essere di nuovo cittadini d’Europa a testa alta. Siamo usciti da questa situazione senza seguire la via degli aiuti finanziari, che pure ci veniva suggerita da fonti autorevoli. L’Italia ce l’ha fatta da sola ed è stata la strada giusta”. 

“Quando abbiamo sentito le parole di Alfano in Parlamento il 7 dicembre – ha proseguito Monti – ne abbiamo tratto le conseguenze. Le parole pesano. Di fronte alle parole ‘riteniamo conclusa l’esperienza di questo governo’, non potevamo non ritenere che fosse venuta meno la fiducia nei nostri confronti”. 

LA RISPOSTA AD ALFANO: “RESPINGO L’ACCUSA DI AVER CEDUTO AL PD”

“Non abbiamo voluto continuare perché volevamo evitare un equivoco: non abbiamo chiesto noi di governare. Non ci hanno fatto un favore – ha detto ancora il Premier dimissionario -. Quello di Alfano è stato un giudizio pesante. Respingo in modo netto l’accusa di cedevolezza nei confronti di alcune parti. E considero ancora più grave il ritenere che il governo si sia piegato verso il Pd che non quello di aver mal governato. Certo, siamo stati condizionati, ma da tutte le parti. La strana maggioranza, per la sua costituzione, ha impedito di fare meglio, ma ha permesso di fare il bene che altrimenti non avremmo potuto fare. Per esempio non sarebbe stato possibile con maggioranze meno ampie fare provvedimenti come la riforma della pensioni (sgradita a sinistra) e interventi fiscali di natura patrimoniale (sgraditi a destra). La divergenza dei vari interessi ha impedito di andare fino in fondo nella qualità di quei provvedimenti”. 

“BERLUSCONI? FATICO A SEGUIRLO”

Monti ha continuato esprimendo “gratitudine nei confronti di Berlusconi anche per il rapporto schietto che abbiamo avuto nel corso dell’ultimo anno. Ma talora faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero nei confronti dell’attività del nostro governo. Ieri ha detto che abbiamo fatto un disastro completo, ma pochi giorni prima aveva usato espressioni lusinghiere”. Per questa “difficile comprensione”, il Professore ha detto di aver rifiutato la “pur generosa” offerta arrivata dal Cavaliere di porsi alla guida dei moderati. 

L’AGENDA MONTI IN UN DOCUMENTO: “CAMBIARE L’ITALIA, RIFORMARE L’EUROPA”

L’ex Premier ha poi parlato della cosiddetta ‘agenda Monti’: “Siamo contenti che il dibattito politico si sia spostato dagli schieramenti ai contenuti. Abbiamo quindi deciso di concentrarci su questo punto in modo sistematico, producendo un documento che si intitola ‘Cambiare l’Italia, riformare l’Europa’. Segnalo alcuni tratti che definiscono la fisionomia di questa agenda: non distruggere ciò che con il sacrificio di tutti si è fatto quest’anno sottraendosi alle linee guida dell’Europa o promettendo di togliere l’Imu o altre tasse, anche perché altrimenti dopo un anno bisognerebbe imporre un’Imu doppia“. 

CRESCITA E SPREAD

E’ naturale che oggi la crescita economica in Italia non ci sia, ma questa è una notazione che si fa ritenendo che gli italiani siano cretini – ha proseguito ancora Monti -. Come si fa a pensare che la crescita potesse derivare dai provveidmenti che erano necessari? Era ovvio che la crescita ne avrebbe sofferto. Si dirà che la riduzione dello spread nell’ultimo anno non è affatto legata all’azione economica del nostro governo, ma questo non è vero. Per diverse ragioni. Primo, nell’estate del 2011 con il governo precedente la Bce faceva ingenti acquisti di bond italiani, ma lo spread saliva; secondo, da quando questo governo è entrato in carica il rapporto in termini di spread fra Italia e Spagna si è invertito; terzo, la Bce si sente di allargarsi un po’ solo se vede i Paesi indirizzati su una strada di disciplina”. 

GIUSTIZIA E COSTI DELLA POLITICA

“Sulla giustizia penso che sia meglio fare leggi ad nationem che ad personam. Sulla legge anticorruzione abbiamo fatto meno del previsto per la presenza di alcune forti resistenze. Credo che in questo campo occorra un rafforzamento su vari punti: falso in bilancio, voto di scambio, prescrizione, intercettazioni e prevenzione del conflitto d’interesse. Sui tagli ai costi della politica abbiamo fatto molto meno di quanto avremmo voluto, basti pensare alle fortissime resistenze su una materia come le Province”.  

LE DONNE NELLA SOCIETA’ ITALIANA

Monti ha poi toccato i problemi legati alla figura femminile nella società italiana. “Per la crescita e lo sviluppo ci vuole un salto di qualità nel modo in cui vediamo ‘la donna’. Una vera politica di pari opportunità genera, secondo qualcuno, un punto di Pil in più l’anno. Oggi il modo in cui l’uomo si rapporta alla donna, anche in alcune autorevoli rappresentazioni pubbliche, è umiliante e contribuisce a indebolire lo sviluppo dell’Italia”. 

RIFORMA ELETTORALE E RIFORME COSTITUZIONALI

Il Professore ha risposto alle accuse di Berlusconi, che pochi giorni fa aveva espresso rammatico per la mancata riforma elettorale, sottolineando che dal governo non sono arrivate proposte in questa direzione. “Sapete tutti benissimo – ha detto Monti – che l’intesa prevedeva che il governo si occupasse dell’economia e il Parlamento della parte istituzionale”.  

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