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Milan-Juve, crocevia per lo scudetto e per l’Europa

Una classica di nome, più che di fatto. Non c’è dubbio che nella storia del calcio ci siano stati dei Milan-Juventus molto più importanti di quello odierno, eppure il confronto tra rossoneri e bianconeri ha sempre il suo fascino, indipendentemente dalla posta in palio. Che resta molto alta per gli uomini di Allegri, lanciatissimi verso uno scudetto impensabile un girone fa e invece sempre più vicino, anche alla luce delle difficoltà incontrate dal Napoli. “Ci giochiamo un pezzo di titolo – ha confermato il tecnico bianconero in conferenza stampa. – Sento una strana euforia in giro, invece non abbiamo ancora vinto niente. Abbassare la guardia sarebbe un grande errore, mancano 7 partite alla fine del campionato e può ancora succedere di tutto. E poi il Milan si gioca l’Europa League, inoltre viene da una settimana di ritiro e vorrà scatenare sul campo tutte le energie nervose accumulate”. L’altra faccia della medaglia di questo scontro numero 220 (194 in campionato) è rappresentata dai rossoneri, sempre più avviliti da una stagione fallimentare, l’ennesima da diversi anni a questa parte. Inutile dire che, come sempre del resto, chi ha più da perdere è Sinisa Mihajlovic, ormai prossimo a terminare la sua avventura sulla sponda milanista del Naviglio. Quasi impossibile una sua conferma per l’anno prossimo, anzi in molti pensano che Berlusconi potrebbe addirittura esonerarlo prima del previsto, nel tentativo di scuotere l’ambiente in vista della finale di Coppa Italia del 21 maggio, unico (e importantissimo) obiettivo rimasto.

“Sono giudicato dai risultati, come tutti gli allenatori del mondo del resto – il commento del tecnico serbo. – Se continueremo a fare schifo (testuale, n.d.r.) è giusto che mi caccino, anche prima della fine. Posso solo dire che darò il massimo finché sarò qui, su questo avrò sempre la coscienza pulita”. Un auto-epitaffio più che una conferenza stampa, ironia della sorte proprio di fronte a quel Massimiliano Allegri cacciato in malo modo due anni fa e oggi sempre più rimpianto. “Torno in un posto dove ho passato tre anni meravigliosi – ha glissato il tecnico toscano. – Non posso giudicare la loro stagione da fuori, credo abbiano una buona squadra e possano ancora centrare l’Europa League”. Vendetta declinata dunque, almeno a parole. Perché sul campo la Signora non farà sconti a nessuno e questo nonostante le solite assenze dovute a infortuni e squalifiche. I bianconeri dovranno rinunciare a Dybala, Chiellini, Pereyra e Khedira, quest’ultimo “stoppato” dalla Corte d’appello federale. Allegri si affiderà comunque al solito 3-5-2 con Buffon in porta, Barzagli, Bonucci e Rugani in difesa, Lichtsteiner, Sturaro, Marchisio, Pogba e Alex Sandro a centrocampo, Mandzukic e Morata in attacco. Problemi anche per Mihajlovic, costretto a fare a meno di Bertolacci (squalificato) e alle prese con un solo grande dubbio in mediana: affidarsi a Montolivo (alle prese con un problema muscolare ma comunque a disposizione) o lanciare il giovane Locatelli, regista di belle speranze di cui si dice un gran bene. Al momento sembra più probabile la prima ipotesi, con il capitano a far coppia con Kucka nel solito 4-4-2, ma la decisione verrà presa solo in giornata. Per il resto formazione d’ordinanza: Donnarumma in porta, Abate, Alex, Romagnoli e Antonelli in difesa, Honda e Bonaventura sulle fasce, Bacca e Balotelli in attacco. Nonostante il clima di sconforto (2 punti nelle ultime 4 partite) la prevendita è andata piuttosto bene, tanto che si ipotizza un San Siro vicinissimo al sold out (probabile che molti biglietti siano andati ai tifosi bianconeri): perché Milan-Juventus, al di là di classifica e obiettivi, resta una classica che nessuno vuole perdersi.

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