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Milan e Roma: Gattuso e Di Francesco si giocano la panchina

FIRSTonline

Un boxing day per salvare la panchina. Fino a un paio d’anni fa Gattuso e Di Francesco avrebbero potuto rimandare ogni preoccupazione all’Epifania, ora però, complice il nuovo corso adottato dalla Lega, l’asticella si è spostata di qualche giorno. Non è un dettaglio, anzi: da qui a fine 2018 ci sono ancora due partite e questo, per chi ha il posto appeso a un filo, può essere un enorme problema. Milan e Roma vivranno così un Santo Stefano di grande tensione, con la consapevolezza che sbagliare contro Frosinone (ore 12.30) e Sassuolo (18) potrebbe sconvolgere tutto il lavoro fatto sin qui.

La situazione più a rischio è quella di Gattuso, tornato prepotentemente in bilico dopo gli ultimi risultati (sconfitte ad Atene, con la Fiorentina e pareggio a Bologna) che hanno rimesso in discussione tutto il suo lavoro. Gli alibi di infortuni e squalifiche sono evidenti, così come il silenzio della società, che lo ha lasciato solo sia a livello mediatico (nessuna dichiarazione in suo favore) che fisico (clamorosa l’assenza di Leonardo e Maldini nell’allenamento di domenica).

Solo due successi con Frosinone e Spal riporterebbero un po’ di sereno, scacciando così il fantasma di Wenger in virtù di una ritrovata, si fa per dire, fiducia in Gattuso. Il tecnico si gioca il tutto per tutto e andrà a Frosinone con l’assoluta necessità di vincere, ragion per cui lascerà da parte qualsiasi logica di turnover in virtù del miglior 4-3-3 possibile con Donnarumma in porta, Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez in difesa, Kessié, Bakayoko e Calhanoglu a centrocampo, Castillejo, Higuain e Cutrone in attacco.

Baroni, dopo il felice debutto di Udine, tenterà di ripetersi con un 3-5-2 che vedrà Sportiello tra i pali, Goldaniga, Ariaudo e Krajnc nel reparto arretrato, Zampano, Chibsah, Maiello, Cassata e Beghetto in mediana a supporto della coppia offensiva Ciano-Ciofani.

Situazione leggermente più serena per Di Francesco, ma solo perché la sconfitta con la Juve è stata ritenuta sufficientemente dignitosa dalla società. Contro il Sassuolo però i paletti saranno molto più rigidi, anche perché fallire potrebbe essere deleterio in chiave Champions, ultimo obiettivo rimasto per questa stagione (in campionato, s’intende).

“Siamo in ritardo ma abbiamo l’occasione per recuperare terreno – ha spiegato il tecnico giallorosso – Non possiamo più permetterci errori, dobbiamo chiudere l’anno con due vittorie”. Questa col Sassuolo, poi, ironia della sorte, passa da una sfida tutta in famiglia col figlio Federico, “costretto” a rovinare la festa in virtù delle ambizioni europee del suo club, rilanciato dal pareggio col Torino.

“Manderò in ritiro la mia famiglia così mia moglie potrà minacciarlo come si deve – ha scherzato Eusebio – Scherzi a parte, sentiamo la pressione ma le difficoltà possono fungerci anche da stimolo”. La situazione infortunati, per quanto in via di miglioramento, resta delicata tanto che il 4-2-3-1 di oggi sarà ancora privo di elementi fondamentali come De Rossi, Dzeko ed El Shaarawy, gli ultimi due abili solo per la panchina.

La formazione odierna vedrà così Olsen in porta, Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa, Cristante e Nzonzi a centrocampo, Under, Zaniolo e Perotti alle spalle dell’unica punta Schick. Qualche problema anche per De Zerbi, che però potrà schierare un 3-5-2 di tutto rispetto con Consigli tra i pali, Magnani, Marlon e Ferrari nel reparto arretrato, Lirola, Sensi, Locatelli, Bourabia e Di Francesco in mediana, Babacar e Berardi in attacco.

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