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Milan a caccia di goal, Inter sotto choc, Roma gara difficile

Ac Milan

“Gattuso non si tocca”. La notizia arriva direttamente dalla bocca di Leonardo e Maldini e toglie, di fatto, il sapore dell’ultima spiaggia a Milan-Spal (ore 20.30). “Lui è il nostro allenatore, non c’è mai stato nessun piano B – ha proseguito il dirigente brasiliano. – Gli allenatori di cui si è parlato non sono mai stati contattati, sappiamo che questa squadra è come una macchina da aggiustare e per farlo serve la cooperazione di tutti noi”.

Un bell’attestato di fiducia per Gattuso, che ora però dovrà rispondere sul campo. Contro la Spal serve solo vincere, altrimenti il quarto posto, ora distante tre punti, potrebbe complicarsi in maniera preoccupante. “È stato un mese disastroso – ha riconosciuto il tecnico senza giri di parole. – Dobbiamo assolutamente tornare a fare gol e a vincere, anche se sento la fiducia della società sono consapevole che, in mancanza di risultati, è l’allenatore il primo a pagare. Il mio futuro è oggi, penso solo alla partita con la Spal”. Vincere, probabilmente, non basterebbe a riportare il sereno ma intanto sarebbe già un bel passo in avanti, per farlo però il Milan ha bisogno di tornare al gol che manca addirittura dal 2 dicembre. Da quel successo contro il Parma è crollato il castello e i rossoneri, da quarti in classifica, sono scivolati al sesto posto.

Urge una svolta e Gattuso, per trovarla, ha deciso di tornare al 4-3-3 con Donnarumma in porta, Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez in difesa, Kessié, Bakayoko e Calhanoglu a centrocampo, Suso, Higuain e Castillejo in attacco. Semplici proverà ad approfittare del momento difficile dei rossoneri con un 4-4-2 con Gomis tra i pali, Costa, Cionek, Vicari e Felipe nel reparto arretrato, Kurtic, Schiattarella, Missiroli e Fares in mediana a supporto della coppia offensiva composta da Petagna e Antenucci. Il Milan scenderà in campo consapevole dei risultati delle altre concorrenti alla zona Champions, tutte impegnate nel pomeriggio.

L’Inter farà visita all’Empoli di Iachini, la Roma al Parma di D’Aversa, la Lazio ospiterà il Torino di Mazzarri: partite intense e per nulla scontate, dalle quali è lecito attendersi spettacolo e colpi di scena. Gli occhi sono puntati anzitutto sui nerazzurri, costretti, loro malgrado, a mettere da parte la vittoria contro il Napoli e a parlare di tutto ciò di terribile che è avvenuto prima e dopo il match. Le conseguenze degli scontri e degli ululati a Koulibaly sono state pesanti: due partite casalinghe a porte chiuse e una senza la Curva Nord.

“Mi dispiace per il pubblico ma se serve a vincere questa battaglia lo accettiamo volentieri – ha spiegato Spalletti. – La mia è una posizione di condanna, senza se e senza ma. Ora però voglio pensare solo all’Empoli, andare a giocare in questo momento, dopo tutto quello che è successo, può essere complicato”. Massima concentrazione insomma, pena rischiare di rovinarsi la sosta. Il tecnico interista lo sa bene ed è pronto a schierare un 4-2-3-1 piuttosto offensivo, nel quale però non ci sarà Nainggolan: il belga, rientrato in rosa dopo la punizione dell’ultima partita, dovrebbe infatti partire dalla panchina. La formazione nerazzurra vedrà dunque Handanovic in porta, Vrsaljko, Skriniar, De Vrij e Asamoah in difesa, Vecino e Borja Valero a centrocampo, Candreva, Joao Mario e Keita alle spalle dell’unica punta Icardi. Iachini, reduce da tre sconfitte consecutive, cercherà di risollevarsi con un 3-5-2 composto da Provedel tra i pali, Veseli, Rasmussen e Silvestre nel reparto arretrato, Antonelli, Traoré, Bennacer, Acquah e Pasqual in mediana, La Gumina e Caputo in attacco.

Gara molto delicata anche per la Roma, che cercherà di dare continuità al successo raccolto contro il Sassuolo e a riavvicinarsi al quarto posto. Sulla sua strada però ci sarà il Parma, che tre giorni fa a Firenze ha dimostrato di essere in ottime condizioni. Il test, insomma, è di quelli pesanti: superarlo vorrebbe dire chiudere definitivamente il periodo di crisi, tutto il resto, invece, riaprirebbe polemiche e scenari di ogni tipo. Il grande spauracchio giallorosso si chiama Gervinho, uno che nella Capitale era stato bollato troppo in fretta come “finito” e che ora vuole vendicarsi. “Ho fatto acquistare 3 o 4 fucili dalla società per fermarlo – ha scherzato Di Francesco. – Scherzi a parte, dovremo essere molto attenti nelle marcature preventive. Abbiamo bisogno di fare punti, siamo indietro rispetto all’anno scorso, la classifica dice questo e rispetto alla partita col Sassuolo sarà più difficile, il Parma gioca molto meno aperto”.

La Roma punterà sul suo solito calcio, dunque 4-2-3-1 con Olsen in porta, Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa, Cristante e Nzonzi a centrocampo, Under, Zaniolo e Kluivert alle spalle dell’unica punta Dzeko, di nuovo titolare dopo l’infortunio. Classico 4-3-3 anche per D’Aversa che risponderà con Sepe tra i pali, Iacoponi, Bruno Alves, Bastoni e Gagliolo nel reparto arretrato, Rigoni, Barillà e Deiola in mediana, Gervinho, Inglese e Biabiany in attacco.

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