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Metalmeccanici, Bentivogli: serve un segno che la trattativa è ad una svolta

FIRSTonline

“Bisogna dare il segno di un nuovo inizio, finora ci siamo scontrati su due posizioni. La vostra ultima proposta del 28 di settembre – ha dichiarato il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli – si avvicina alle nostre posizioni anche se ci sono ancora spazi da colmare. Dobbiamo raccogliere tutti gli elementi comuni per spingere il negoziato verso la fase conclusiva. Abbiamo ricordato a Federmeccanica che all’industria italiana serve un contratto moderno e veramente innovativo (non solo a parole), che valga per tutti i metalmeccanici, che introduca importanti elementi di novità sui diritti di informazione e sulla partecipazione dei lavoratori (avviando anche sperimentazioni di governance partecipativa per aumentare la competitività industriale), sul welfare, sulla formazione continua, sulla previdenza integrativa, che riconosca un ruolo più incisivo e più forte ai rappresentanti dei lavoratori alla salute e sicurezza e che garantisca maggior controllo sulla legalità e sulla sicurezza degli appalti”.

“E’ utile fare chiarezza che scontiamo dal ‘93 una confusione tra i ruoli del Ccnl e il salario di secondo livello. I premi di risultati devono essere di stimolo per aumentare la competitività delle imprese e per distribuire e aumentare il salario” ha aggiunto il leader della Fim-Cisl dopo l’incontro di oggi dei sindacati con gli industriali.

“Avete fatto un passo indietro – ha detto Bentivogli rivolgendosi a Federmeccanica – sull’iniziale disponibilità relativa alla riforma dell’inquadramento. E’ necessario invece andare oltre la revisione dei profili e delle declaratorie, facendo quella riforma che vi chiediamo da anni. Alla vigilia della quarta rivoluzione industriale, non si può avere un sistema premiante sulla professionalità di stampo fordista, ma valorizzare le competenze nuove, a partire dal rapido recupero delle competenze digitali come precondizione per entrare nella quarta rivoluzione industriale. Proprio in un periodo di inflazione bassa è importante non fare perdere denaro ai lavoratori, tutelando il potere d’acquisto dei loro salari senza che subiscano alcun decalage. Sul salario non è problematico il recupero posticipato, a patto che ci sia il recupero con una tantum dei periodi scoperti, per evitare che si determinino perdite per il lavoratore”.

Ecco perchè “la vostra proposta è ancora insufficiente, l’idea di non riconoscere il 100% dell’inflazione è per noi un punto non accettabile. I Flexible Benefits proposti sono positivi per i benefici netti che portano, ma è indispensabile gestire una negoziazione nazionale e territoriale per renderle più efficace questo strumento. L’assorbibilità non può riguardare il salario aziendale già contrattato. L’ipotesi di durata del Ccnl che viene proposta per un periodo di 4 anni, è utile che venga rivista e ridotta. Oggi dobbiamo dare tutti insieme un segno inequivocabile che la trattativa è ad una svolta, che cambia il passo e si iniziano a raccogliere tutti gli elementi per poter avviare la fase conclusiva. Ci sono gli spazi per iniziare una nuova e conclusiva fase della trattativa”.

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