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Mes, Gualtieri: “Comico dire che minaccia l’Italia”

Imagoeconomica

Intervenendo alla Camera, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha difeso a spada tratta la riforma del Mes, il fondo europeo Salva-Stati, e non le ha mandate a dire.

Primo: “E’ comico – ha sostenuto con ironia il ministro – dire che il Mes minaccia l’Italia” quando negli ambienti europei tutti sanno che nel negoziato l’Italia è riuscita a portare a casa un buon risultato”.

Secondo: “La riforma non è più emendabile” dopo l’assenso espresso sul testo dal precedente Governo. Ora, invece, la vera battaglia da fare per l’Italia è sul completamento dell’Unione bancaria, a cui la riforma del Mes è collegata, e in particolare sulla garanzia sui depositi bancari, qualora la Germania volesse insistere nel porre un tetto al possesso di titoli di Stato da parte delle banche e nel collegare l’entità del patrimonio necessario agli istituti di credito alla rischiosità del debito pubblico del Paese.

L’intervento di Gualtieri, ma soprattutto l’interpretazione polemica che ne ha dato il presidente leghista e sovranista della Commissione Finanze della Camera, Claudio Borghi, hanno scatenato la rissa della destra che ha accusato il premier Giuseppe Conte di “alto tradimento” per aver in precedenza – cioè nel governo Lega-Cinque Stelle – avallato la riforma del Mes. Urla, calci e pugni come allo stadio. Confusi i Cinque Stelle che volevano dare battaglia sulla riforma del Mes, malgrado il precedente Governo l’avesse approvata, e che ora non sanno più cosa fare.

Dal Ghana, dove è in visita, il premier Conte ha fatto sapere di essere pronto a riferire e a spiegare la riforma in Parlamento, ma certamente non sarà una passeggiata perché il Mes è ormai diventato terreno di scontro e di propaganda politica. Ed è per questo che il traballante leader grillino, Luigi Di Maio, proverà a convincere Conte a fare l’ennesima brutta figura e a presentarsi in Europa chiedendo un rinvio della riforma.

Ma nel corso delle ore lo scontro tra Salvini e Conte si è molto inasprito. Il leader della Lega ha reiterato le accuse di “alto tradimento” al premier e ha chiesto l’intervento del Capo dello Stato, ma Conte non glele ha mandate a dire: “Querelo salvini, da lui solo calunnie”.

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Categories: Politica