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Mediobanca: utile stabile nel primo trimestre 2022/23, sopra le attese. Corrono i ricavi, confermati i target

Imagoeconomica

Il primo trimestre 2022/2023 di Mediobanca (ovvero il periodo che chiude il 30 settembre 2022) vede un utile netto stabile di 262,6 milioni (in linea con i 261,9 milioni dello scorso anno e in netta crescita rispetto ai 191 milioni del trimestre precedente). Ne deriva un ROTE del 12% e un EPS trimestrale pari a 0,31 euro in crescita del 5 pct su anno, dopo la cancellazione di 39 milioni di azioni proprie avvenute negli ultimi 12 mesi (22,6 milioni a dicembre 2021 e 16,5 milioni a settembre 2022). Lo dice una nota dell’istituto bancario.

Mediobanca: ricavi a nuovi massimi, indice costi/ricavi migliorato al 42,5%

Corrono i ricavi di Mediobanca che hanno raggiunto nuovi massimi con una crescita del 7,2 pct a 757,1 milioni da 706,4 milioni, con un indice costi/ricavi migliorato al 42,5 pct, mentre il costo del rischio è stabile a 48 bps, con
copertura NPLs in crescita al 72% e overlay intatti a circa 300 milioni di euro. Gli impieghi a clientela salgono a 52,4 mld (+7% a/a e +1% t/t4) con oltre 5 mld di crediti erogati di cui 1,9 mld nel Consumer (+6% a/a).
In aumento anche il margine di intermediazione che è salito da 706,4 milioni a 757 milioni di euro (+7,2%). Il margine di interesse è aumentato del 10,6% (da 358,4 milioni a 396,3 milioni di euro) sostenuto dal favorevole andamento di Consumer (+7,5%, a 243,2 milioni).

Vista conferma dei target 2019/2023 su crescita utile per azione e dividendo per gli azionisti

“I primi tre mesi vedono proseguire il percorso di crescita, confermando importanti livelli di operatività e redditività, malgrado il proseguire dell’incertezza dello scenario operativo e dell’instabilità sui mercati. Questo è reso possibile dall’efficacia del modello di business, diversificato in attività sinergiche caratterizzate da elevate opportunità di crescita, dal posizionamento distintivo, nonché all’attenta gestione di attivi e passivi” commenta la nota. “Il modello di business dell’istituto dovrebbe permettere di raggiungere a fine giugno 2023 buona parte dei target del Piano d’impresa 2019/2023”in particolare la crescita dell’utile per azione e la remunerazione degli azionisti.

Prevista crescita del margine di interesse, ma anche della rischiosità

Inoltre, il ritorno a tassi positivi, unitamente alla dinamica degli impieghi, continuerà a favorire la significativa crescita del margine di interesse. Le commissioni “sono viste mantenersi su livelli interessanti”. L’inflazione “avrà un impatto sulle spese, a oggi stimabile tra il 3 pct ed il 4 pct di quelle amministrative”, mentre “il possibile aumento della rischiosità” degli attivi potrà riflettersi in una crescita delle rettifiche su crediti, peraltro mitigato dall’utilizzo di overlays (300 milioni, superiori ad un anno di rettifiche su crediti).

Le stime di Equita erano per ricavi pari a 704 milioni (flat sia anno su anno sia trimestre su trimestre), con un margine di interesse a 379 milioni (+6% anno su anno/+2% trimestre su trimestre), commissioni a 204 milioni (+1% anno su anno/flat trimestre su trimestre).

Indice Cet1 in calo come nelle attese, per effetto di richieste dal regolatore

La base patrimoniale come era nelle attese risulta in calo, ma sostenuta. L’indice CET1 phase-in è al 15,1 pct in calo di 60 bps rispetto a giugno) riflette da una parte la crescita degli attivi (circa -15bps) e un aggravio regolamentare sul portafoglio large corporate (circa 1,5mld di maggiori RWA o -45bps di CET1). L’indice include un cash dividend pay-out pari al 70% dell’utile netto riportato. Il CET1 fully loaded si attesta al 14,0% (14,5% a giugno). “La riduzione è legata principalmente alla richiesta del regolatore di applicare sul portafoglio corporate un loss given default al 45% dal 38% precedente per problemi di scarsa rappresentatività del campione” osserva Equita. L’ impatto sarà riassorbito una volta introdotta Basilea 4 nel 2025.

Ricavi sostenuti da margine interesse (+11 pct) e commissioni

La crescita dei ricavi, migliore delle attese, è sostenuta soprattutto dal miglioramento del margine di interesse e delle commissioni, soprattutto nei Wealth manager e collocamento dei bond.
Il margine di interesse risulta pari a 396,3 milioni, con un rialzo del 10,6 pct su anno e del 6,5 pct su trimestre, “favorito dall’andamento dei tassi di mercato, dall’incremento dei volumi di impiego e dalla tenuta della raccolta Wealth Management a tassi contenuti” commenta la nota.
In particolare, il Consumer sale a 243,2 milioni (+7,5% a/a e +3,3% t/t) “favorito dai volumi e da un veloce adeguamento dei rendimenti che è andato ad assorbire buona parte dell’incremento dei costi di copertura e di raccolta”.
Il Wealth Management mostra 84 milioni (+14% a/a e +11% t/t) “favorito dalla stabilità nei volumi e nel costo dei depositi e dai maggiori volumi creditizi”.
Riduce il passivo il comparto Tesoreria passando da –22,7 a -16,4 milioni “fattorizzando i maggiori rendimenti di liquidità e titoli del banking book a fronte di un costo della raccolta che resta sotto controllo”. Le commissioni nette salgono da 202,7 a 210 milioni (+3,6% a/a; +2% t/t) con un contributo Wealth Management in netta crescita (+17,1% a/a, da 95,9 a 112,3 milioni) favorito dai maggiori volumi (componente ricorrente: +12,2% a/a, da 93,5 a 104,9 milioni; stabile su base trimestrale) e dall’intensa attività di collocamento, concentrata su obbligazioni e titoli strutturati (+22% a/a, da 15 a 19 milioni circa; +55% t/t).

In lieve controtendenza il Corporate and Investment Banking (-10% a/a, da 76,3 a 68,7 milioni; stabile su base trimestrale) pur registrando un’ottima performance di Mid Corporate (quasi triplicato, da 5,5 a 14,6 milioni) e Lending (+47% a/a, da 17 a 25 milioni).
La crescita dell’attività con la clientela rispetto allo scorso anno (+33,7%) riguarda in particolare il comparto Fixed Income (+61,5%, a 10,7 milioni) a fronte di un risultato dell’azionario che conferma l’ottima performance (19,5 milioni).

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