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M5S, Di Maio sotto assedio: si allunga l’ombra di Conte

Imagoeconomica

Si allarga la fronda interna al Movimento 5 Stelle contro la declinante leadership di Luigi Di Maio. Gli oppositori gli stanno presentando il conto della sconfitta rimediata nell’ultima crisi di governo, nella quale è stato a lungo bilico tra l’alleanza con la Lega di Salvini e quella, accettata malvolentieri, con il Pd e nella quale a dare le carte non è stato lui ma il fondatore Beppe Grillo che l’ha più volte bacchettato.

Ieri, in una tumultuosa assemblea dei senatori pentastellati, un gruppo di ribelli, guidato dal senatore Emanuele Dessì, ha presentato un documento firmato da senatori su 107 in cui si chiede un comitato di gestione a 10 (con i capigruppo e Beppe Grillo) e un’assemblea per cambiare lo statuto, ma soprattutto la liquidazione di Di Maio come capo politico essendo spesso impegnato fuori Italia come ministro degli Esteri e come è successo anche ieri per l’assemblea dell’Onu. I dissidenti non vogliono più un uomo solo al comando dei Cinque Stelle e fanno leva sulle posizioni critiche, anche se diverse, di Grillo, di Fico e di Di Battista.

Nella fronda anti-Di Maio c’è il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, ma anche ex fedelissimi del ministro pentastellato come l’ex ministro Barbara Lezzi e Michele Giarrusso, che non hanno ancora metabolizzato l’esclusione dal Governo. “Basta con un uomo solo al comando, serve più collegialità” è il filo rosso che unisce gli oppositori di Di Maio che nel mirino hanno messo anche la gestione discrezionale della piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio, da sempre in asse con il ministro degli Esteri.

A fatica i sostenitori di Di Maio hanno parato il colpo al Senato, dove la candidatura a nuovo capogruppo di Danilo Toninelli rischia di buttare altra benzina sul fuoco, ma la battaglia è solo agli inizi e ora il terreno di scontro si sposta alla Camera dove gli oppositori del ministro degli Esteri si faranno sentire sotto lo scudo protettivo del Presidente di Montecitorio, Roberto Fico, e in concomitanza con la crescita della leadership politica del premier Giuseppe Conte la cui ombra avvolge ogni giorno di più su Luigi Di Maio. “Lo sa anche Luigi – ha dichiarato al Foglio l’onorevole Riccardo Ricciardi, in corsa per diventare vicecapogruppo dei Cinque Stelle alla Camera – che se oggi chiedessimo a Rousseau di indicare il nostro candidato premier, i due terzi voterebbero Conte”. Più chiaro di così.

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Categories: Politica