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Londra, strappo sulla Brexit: sale l’euro

FIRSTonline

L’economia Usa continua a godere di buona salute, come hanno confermato venerdì i dati sul mercato del lavoro. E le Borse festeggiano, nonostante le preoccupazioni per le conseguenze dello scontro sui tassi tra Cina e Usa ormai in corso.

La sterlina tratta a 1,3292 sul dollaro, ma si indebolisce sull’euro dopo che ieri sera il ministro della Brexit, David Davis, ha rassegnato le dimissioni per protesta contro la scelta del governo di sposare la linea soft del premier Theresa May verso Bruxelles. La moneta unica si rafforza anche sul dollaro a 1,176, dal +0,5% della scorsa settimana. Secondo l’economista di Investec, Philip Shaw, l’apprezzamento dell’euro continuerà fino a 1,22.

Riflettori accesi stamane in Europa sul dati della bilancia commerciale tedesca e sull’indice Sentix, che misura la fiducia degli investitori europei.

LA CINA ALLARGA LE MAGLIE PER INVESTIRE NELLE BORSE

Apre in terreno positivo la settimana dei listini asiatici, anche sotto la spinta delle indicazioni in arrivo dalla Cina. Pechino, alla ricerca di alleati contro Donald Trump ha annunciato l’arrivo di misure per facilitare gli acquisti stranieri sui titoli quotati a Shanghai e Shenzhen: le Borse reagiscono con un balzo dell’1,9% dai minimi della scorsa settimana. In ripresa anche lo yuan a 6,62 sul dollaro da 6,64 di venerdì sera.

XIAOMI, IPO RACCOGLIE 54 MILIARDI DI DOLLARI

Sale anche Hong Kong nonostante l’avvio contrastato degli scambi su Xiaomi, il gigante degli smartphone: ai valori attuali l’Ipo, la più importante per il tech cinese dal 2014, è valutata attorno ai 54 miliardi di dollari, assai meno dei 100 miliardi di dollari cui aspirava la società.

KURODA CONFERMA LA POLITICA ULTRAESPANSIVA

Accelera Tokyo (+1,1%), nonostante i tifoni che stanno flagellando il Sol Levante: sono bloccati gli stabilimenti di Daihatsu e Mazda. Poche ore fa il governatore della BoJ, Kuroda, ha confermato le linee della politica monetaria: i tassi resteranno in terreno negativo (-0,1%) ancora per un bel po’. Salgono meno le Borse della Corea del Sud (+0,7%) e dell’India (+0,5%). La rupia si apprezza su dollaro a 68,67.

In rialzo anche il petrolio: Brent a 77,42 dollari il barile, a fronte dell’indebolimento del dollaro.

IL DEBITO MONDIALE AMMONTA A 164MILA MILIARDI DI DOLLARI

Stamane il rendimento del Treasury Bond è 2,84%, da 2,81% della chiusura di venerdì. L’amministratore delegato della Banca Mondiale, Kristalina Georgieva, ha segnato stanotte in un’intervista a Bloomberg TV che nel mondo siamo arrivati a 164mila miliardi di dollari di debito, escludendo le famiglie e gli individui.

IL CICLONE TRUMP ARRIVA IN EUROPA

Dazi ma non solo. L’agenda internazionale sarà dominata in settore dalla trasferta europea di Donald Trump che sbarcherà a Bruxelles per il meeting della Nato. Previsti toni bellicosi a fronte dei mancati investimenti europei (Germania in testa) per la difesa. Il presidente Usa proseguirà poi alla volta del Regno Unito.

Prima della partenza Trump potrebbe annunciare la nomina del nuovo giudice della Corte Suprema, senz’altro un conservatore che sposterà a destra gli equilibri dell’organo supremo della democrazia americana.

RIFLETTORI SU DRAGHI. SALE LO SBILANCIO ITALIANO SUL TARGET 2

Oggi gli occhi dei mercati saranno puntati sull’intervento del presidente della Bce, Mario Draghi, al Parlamento europeo. Si tratta del primo intervento pubblico del banchiere dopo la decisione dell’Eurotower di dare il via alla fine del Qe.

Il Financial Times di oggi rileva che il debito italiano nei confronti della Bce è salito attorno ai 500 miliardi. È quanto si ricava dall’esame dell’andamento di Target 2, il sistema che regola le transazioni in euro di rilevante importo fra gli intermediari finanziari europei, da cui emerge la rapida crescita negli ultimi mesi del passivo italiano (a 480 miliardi e il parallelo aumento fino a mille miliardi dell’attivo franco-tedesco).

VERTICI CDP, OGGI LA SCELTA

L’agenda italiana è dominata dall’attesa della nomina in giornata dei vertici della Cassa Depositi e Prestiti, annunciata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. In pole restano l’ex Intesa Sanpaolo Marcello Sala e il vicepresidente della Bei Dario Scannapieco. Fabrizio Palermo, attuale direttore finanziario, dovrebbe invece essere promosso direttore generale. Per la presidenza (per statuto prerogativa delle Fondazioni), la scelta è caduta su Massimo Tononi, ex presidente di Mps e numero uno di Prysmian mentre per la carica di presidente del Comitato delle minoranze (che spetta sempre alle Fondazioni) pare abbastanza sicuro il nome di Fabrizio Palenzona, ex vicepresidente.

TRIA ALL’ABI, AL VIA LE ASTE BOT E BTP

In settimana, grande curiosità per la prima visita ufficiale domani del ministro dell’Economia Giovanni Tria all’assemblea Abi cui parteciperà anche il governatore Ignazio Visco. È il primo contatto ufficiale tra i vertici del sistema bancario e il nuovo esecutivo.

Si terrà mercoledì l’asta Bot di metà mese. Giovedì sarà la volta dei titoli a medio-lungo termine. Venerdì uscirà l’aggiornamento del rating di Dbrs sul debito sovrano.

AL VIA LA CORSA PER GLI NPL DI BANCO BPM

Sul fronte di Piazza Affari, grande attesa per la prossima gara per aggiudicarsi gli Npl e la piattaforma di gestione dei crediti di Banco Bpm. Ai nastri di partenza della corsa dovrebbero presentarsi sei concorrenti. La scadenza per la presentazione delle offerte, inizialmente prevista per domani, dovrebbe slittare a mercoledì.

VICINA AL TRAGUARDO L’OPERAZIONE CR7-JUVENTUS

Domani o dopodomani potrebbe chiudersi l’affare dell’anno, cioè lo sbarco di Cristiano Ronaldo a Torino per vestire la maglia numero 7 in bianconero. Venerdì la società, su richiesta della Consob, ha comunicato che “durante la campagna acquisti valuta diverse opportunità di mercato e darà informazioni adeguate se queste verranno perfezionate”. La capitalizzazione del club è balzata la scorsa settimana a 626 milioni di euro.

Sul fronte di Wall Street, da segnalare che venerdì inizierà la sfilata delle trimestrali Usa. Si comincia cui i conti delle banche: Citigroup, JP Morgan e Wells Fargo.

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